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Stampa

TRADITA LA CORTE DI STRASBURGO. Rifiuta di rivelarele fonti di una inchiesta: indagato vicedirettore di BresciaOggi.


Brescia, 8 gennaio 2019 - Il vicedirettore di BresciaOggi, Riccardo Bormioli, è stato indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. Il giornalista ha fatto valere la consegna al segreto professionale durante un interrogatorio. Lo rende noto in un comunicato il Cdr di Bresciaoggi composto da Giuseppe Spatola, Luca Canini e Valentino Rodolfi. Bormioli, il 16 dicembre aveva pubblicato un articolo riguardante il ritrovamento di ossa sull’altopiano di Cariadeghe, a Serle, dopo la scomparsa di un bambino avvenuta nel luglio scorso. “E’ un film già visto a Brescia e in Lombardia: per l’autorità giudiziaria chi fa il cronista e trova notizie, quando le pubblica favorisce solo i colpevoli. La libertà di informazione, per qualcuno, è solo un orpello”, commenta il presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, Paolo Perucchini. "Il sindacato lombardo dei Giornalisti, insieme al Gruppo Cronisti Lombardi e alla Federazione Nazionale della Stampa esprime solidarietà al collega Bormioli, ai colleghi del Cdr e della redazione di BresciaOggi, nonché a tutti i cronisti bresciani", ha rimarcato Perucchini. “Nei precedenti casi, però, indagini simili, che riguardavano giornalisti indagati per favoreggiamento dopo aver scritto una notizia senza rivelare la fonte, si sono 'sgonfiate' senza conseguenze per i colleghi: scrivere notizie, infatti, non è reato. Chi cerca la verità e scrive i fatti non commette un illecito, ma assolve al dovere di cronaca e difende la libertà di informazione. E’ assurdo pretendere che le fonti della notizia vengano rivelate sapendo che esiste il segreto professionale: e usare lo strumento dell’indagine per favoreggiamento non può essere letto che come una intimidazione legale che punta a spezzare il legame di fiducia tra giornalista e fonte”. "Ci risiamo: un altro giornalista che scrive di notizie legate al territorio viene indagato per favoreggiamento… perché ha raccontato quello che ha scoperto, ma non ha rivelato le proprie fonti", commenta il Cdr di BresciaOggi. (LA PRESSE)





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La Convenzione e la Corte europea dei diritti dell’uomo ampliano il diritto di  cronaca  (“dare e ricevere notizie”) e proteggono il segreto  professionale dei giornalisti. No alle perquisizioni in redazione Il giudice nazionale deve tener conto delle sentenze della Corte europea  dei diritti dell'uomo ai fini della decisione, anche in corso di causa, con effetti immediati e assimilabili al giudicato: è quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la  sentenza n. 19985 del 30/9/2011.  (In coda la raccomandazione R7/2000  sul segreto professionale dei giornalisti approvata dal Consiglio d’Europa).  in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=7339





 






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