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PENSIONI. CIDA: DA DI MAIO UN INVITO A ‘ESPATRIARE’. Annunciato un prelievo dal 25 al 40 per cento. Giorgio Ambrogioni: “Siamo alla follia, all’odio sociale elevato a metodo di Governo". IN CODA: Salvini è più prudente..


Roma, 6 dicembre 2018. – “Ci auguriamo che quella di Di Maio sia un’altra ‘fake news’, altrimenti la notizia letta sulle agenzie, di un 25-40% di prelievo sulle pensioni di importo medio-alto, rappresenterebbe un vero e proprio ‘furto’ ai danni di intere categorie professionali ed equivarrebbe ad un invito ad espatriare”. Così Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commenta le parole del vice premier Luigi Di Maio che, al termine del vertice a Palazzo Chigi, ha affermato che il taglio alle cosiddette ‘pensioni d’oro’ sarà introdotto, nella manovra, al Senato e che il prelievo salirà dal 25% al 40%. “Siamo alla follia, all’odio sociale elevato a metodo di Governo. Dirigenti privati e pubblici, magistrati, diplomatici, militari, avvocati dello Stato, giornalisti, medici: questi professionisti che sono o stanno andando in pensione, non possono subire queste ‘rapine’ legalizzate, organizzate da bulletti incompetenti ed arroganti. Non tralasceremo alcuna iniziativa per contrastare questo tentativo di prevaricare intere categorie professionali che rappresentano il ceto produttivo e la classe dirigente del Paese. Chi siede pro-tempore a Palazzo Chigi se ne faccia una ragione: continuino a giocare con internet, ma smettano di arrecare danni al Paese”, ha concluso Ambrogioni.





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CIDA e' la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalita' del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sindirettivo (dirigenza Banca d’Italia), FENDA (agricoltura e ambiente), FNSA (sceneggiatori e autori), Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA (assicurazioni), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob CIDA (dirigenza Consob), SUMAI-Assoprof (medici ambulatoriali).


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7.12.2018 - La sforbiciata alle pensioni d'oro nella cronaca della Stampa. Di Maio annuncia il taglio dal 25 al 40% sulla parte eccedente i 90mila euro, ma Salvini si rifà alla tabella che prevede tagli dal 10 al 20 per cento.  - Per coprire l’ennesimo caso su una misura impopolare il bombing mediatico si sposta poi su qualcosa di più spendibile: le cosiddette pensioni d’oro. Poco importa se si tratta dell’ennesima questione divisiva: nel governo giallo-verde quel che conta è distinguere chiaramente i due colori. Di Maio annuncia tagli «fino al quaranta per cento» agli assegni più alti, la Lega fa sapere che «sui numeri si vedrà in Senato», quando l’emendamento dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) introdotto. Alla disperata ricerca di coperture il vicepremier rispolvera la tabella che prevede tagli per fasce di reddito compresi fra il dieci e il venti per cento. Di Maio ora raddoppia la posta, ma omette di dire che la fascia più penalizzata sarebbero gli assegni superiori ai cinquecentomila euro: in Italia è un privilegio concesso a ventitré persone.- TESTO IN https://www.lastampa.it/2018/12/07/italia/salvini-boccia-lecotassa-per-le-auto-di-maio-rilancia-sulle-pensioni-doro-6TX7MxF0TTgpAyQJUefMCK/pagina.html



 


 


 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 







 





 





 





 






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