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PENSIONI. CIDA: PRONTI A SCONTRO SULLA TUTELA DEI DIRITTI DEI REDDITI MEDIO-ALTI. “Il Governo mette le mani nelle tasche degli italiani: per cinque anni - un periodo enorme, più lungo della legge di bilancio e pari ad un’intera legislatura – le pensioni di importo medio-alto saranno defalcate con percentuali elevatissime, con un chiaro intento persecutorio grossolanamente mascherato da giustificazioni egualitarie. La risposta delle categorie interessate sarà durissima: sono già pronti milioni di ricorsi e si userà ogni strumento democratico per contrastare un provvedimento palesemente incostituzionale, discriminatorio e che mina alla base i principi delle Stato democratico”. Così Giorgio Ambrogioni, presidente di CIDA.


Roma, 1 dicembre 2018. “Il Governo mette le mani nelle tasche degli italiani: per cinque anni - un periodo enorme, più lungo della legge di bilancio e pari ad un’intera legislatura – le pensioni di importo medio-alto saranno defalcate con percentuali elevatissime, con un chiaro intento persecutorio grossolanamente mascherato da giustificazioni egualitarie. La risposta delle categorie interessate sarà durissima: sono già pronti milioni di ricorsi e si userà ogni strumento democratico per contrastare un provvedimento palesemente incostituzionale, discriminatorio e che mina alla base i principi delle Stato democratico”. Così Giorgio Ambrogioni, presidente di CIDA, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commenta l’anticipazione del Sole 24Ore sul taglio alle pensioni di importo medio-alto. “La novità che apprendiamo supera le nostre più pessimistiche previsioni – spiega Ambrogioni – la stretta sugli assegni elevati si applicherà sulla base di 5 aliquote partendo da una soglia minima di 90mila euro lordi l’anno (circa 4.500 euro al mese): dal 10% per gli assegni fino a 130mila l'anno; 14% tra i 130 mila e i 200mila; 16% tra 200mila e 350mila euro; 18% fino a 500mila euro e 20% secco oltre il mezzo milione di euro lordi l’anno. “Il provvedimento, che ha un arco temporale addirittura di 5 anni, dovrebbe essere presentato sotto forma di emendamento alla Camera, in tempi ristrettissimi (oggi o domani). Secondo quanto ricostruito nell’articolo, i risparmi derivanti da questo intervento (fin qui ipotizzati tra i 200 e i 300 milioni l’anno) finiranno in un apposito contenitore che sarà istituito presso l’Inps con la denominazione ‘Fondo risparmio sui trattamenti pensionistici d’importo elevato’ destinato a garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti da individuare con un decreto del ministero del Lavoro d’intesa con l’Economia. L’obiettivo finora dichiarato è utilizzare questi risparmi per finanziare le cosiddette ‘pensioni di cittadinanza’. “Insomma in questo emendamento, lo ‘scippo’ ai danni di ben determinate categorie di pensionati assume le caratteristiche di un prelievo forzoso attuato senza alcun confronto con i rappresentanti dei pensionati interessati, senza tener in alcun conto quanto emerso durante le audizioni parlamentari alla sventurata proposta di legge D’Uva-Molinari, senza rispettare i diritti maturati e le legittime aspettative di chi percepisce una pensione frutto di una vita di lavoro, di altissimo impegno professionale, di onerosi contributi previdenziali. “Nei giorni scorsi CIDA, insieme alle sigle più rappresentative dei pensionati che saranno colpiti dal provvedimento – dirigenti privati e pubblici, magistrati, Avvocati dello Stato, diplomatici, militari – aveva inviato una lettera al Presidente del Consiglio per invitarlo a vigilare sul tema della previdenza, al fine di evitare provvedimenti iniqui e di palese incostituzionalità, di cui avevamo sentore nell’ambito di un clima, alimentato ad arte, di diffuso rancore sociale e criminalizzazione di un intero ceto produttivo di questo Paese. Purtroppo il nostro appello è rimasto inascoltato e le peggiori previsioni si stanno concretizzando in un emendamento vigliacco ed ipocrita. “La nostra risposta non potrà che essere commisurata al danno che ci si vuole arrecare. Il tempo dei pensionati-bancomat è finito. La battaglia che intendiamo intraprendere, inoltre, non sarà solo a difesa dei diritti dei pensionati, ma varrà a tutelare la certezza del diritto e il rispetto dei patti fra Stato e cittadini che viene calpestato da un provvedimento che ci vede ridotti alla stregua di sudditi”, ha concluso Ambrogioni.





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CIDA e' la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalita' del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sindirettivo (dirigenza Banca d’Italia), FENDA (agricoltura e ambiente), FNSA (sceneggiatori e autori), Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA (assicurazioni), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob CIDA (dirigenza Consob), SUMAI-Assoprof (medici ambulatoriali).





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





 





Polo previdenziale dell'informazione e della comunicazione nell'INPGI: i comunicatori pubblici disponibili ad accettare le scelte del Governo dirette ad irrobustire l'Istituto dei giornalisti. Pubblichiamo il comunicato dell'Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale.





 





 





Milano 30 novembre 2018. - L'Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, in relazione alla notizia apparsa sui quotidiani inerente un eventuale ingresso dei Comunicatori Pubblici nell’INPGI, (istituto di previdenza dei giornalisti), ritiene opportuno precisare la propria posizione. Il 26 luglio 2018 il Segretario Generale Compubblica dr. Pier Carlo SOMMO ha incontrato a Roma la Presidente, il Vice e la direttrice generale dell’INPGI. Durante l’incontro è stata formulata la proposta di iscrivere i comunicatori pubblici all’INPGI.





Il Direttivo di Compubblica successivamente si è dichiarato favorevole a proseguire i lavori sulla eventuale adesione all’INPGI degli iscritti Compubblica. Si rammenta che i Comunicatori Pubblici iscritti a Compubblica ottengono il riconoscimento professionale previsto dalla legge 4/2013(Disposizioni in materia di professioni non organizzate), che costituisce sistema di riconoscimento e tutela della professionalità che si affianca agli Ordini Professionali.





La richiesta di tesseramento ex legge 4/2013 è tra le istanze inoltrate ai sindacati confederali e all’ARAN per i profili degli “specialisti della Comunicazione istituzionale” contenuti nel nuovo contratto nazionale dei dipendenti pubblici; tale posizione richiede la laurea in comunicazione o equipollente.





Tale orientamento di Compubblica è appoggiato anche dalla COMferenza (Conferenza Nazionale delle Facoltà e dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione) che ritiene il riconoscimento di grande rilievo, affinché vi sia pari dignità con l’area informazione che richiede l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. Il tesseramento ex legge 4/2013 è compatibile con l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti e costituisce pienamente titolo per chi lavora nella Pubblica Amministrazione. Si rammenta infine che la professione del comunicatore pubblico spesso si interseca e si affianca con quella del giornalista pubblico, i due profili previsti dal contratto nazionale operano poi entrambe nello stesso ambito culturale.





 






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