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USA. Una criptovaluta per salvare i giornali

di MASSIMO GAGGI/Corriere della Sera


21.9.2018 - Dopo mesi di studi, in America martedì è partita la prima emissione di CVL: una nuova criptovaluta da utilizzare per finanziare testate giornalistiche indipendenti che si impegnano ad accendere fari soprattutto sulle questioni – problemi sociali e di amministrazione della cosa pubblica a livello locale – che la crisi dell’ editoria ha fatto cadere nell’ oscurità. L’ obiettivo è quello di promuovere un nuovo modo di fare giornalismo, certificato e anche protetto da ogni tentativo di censura grazie all’ uso della Blockchain, un metodo di certificazione digitale inalterabile e finanziato con una criptovaluta, l’ Ether. Sarà una corsa tutta in salita – la fondazione Civil deve raccogliere 24 milioni di dollari nei prossimi 26 giorni e la partenza non è stata bruciante – ma i promotori dell’ iniziativa non si perdono d’ animo: pensano di poter offrire un nuovo futuro all’ editoria. Hanno già cominciato a finanziare testate indipendenti a New York, in Colorado, a Chicago e altrove usando 5 milioni di dollari donati da Consensys, la più grande società di sviluppatori della piattaforma Ethereum, proposta sempre più spesso come base di applicazioni per la pubblica amministrazione. Vivian Schiller, attivissima giornalista e manager dell’ editoria che ha accettato di imbarcarsi in questa avventura, vola alto: «È come salire su una macchina del tempo: torniamo indietro di 25 anni, all’ alba del world wide web e, sapendo gli errori che nel frattempo sono stati fatti, proviamo a ridisegnare un sistema informativo digitale integro e sostenibile». Forse un sogno ad occhi aperti: più che l’ architrave di una nuova era dell’ informazione, Civil per ora sembra il tentativo di mettere in mare una scialuppa di salvataggio, nel caso di un naufragio dell’ editoria. Ma è già tanto che l’ iniziativa (della quale avevamo parlato all’ inizio del 2018), elaborata con l’ appoggio degli istituti di giornalismo delle università Usa, stia decollando. In pochi mesi è stata creata una piattaforma tecnologica non-profit, è stata data all’ organizzazione una costituzione etica e un consiglio di garanti per gestire eventuali casi controversi ed è stato costruito un sistema di finanziamento basato sul crowdsourcing che dovrebbe alimentare un modello di giornalismo economicamente sostenibile e non condizionato dagli investitori. Forse utopia, ma l’ esperimento è da seguire.






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