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IL DELIRIO GOVERNATIVO SULLE PENSIONI. Il Ministero Conte dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, ed intervenire sulle pensioni "regalate" ai politici con la Legge Mosca, alle pensioni ottenute da migliaia di ex-sindacalisti con aumenti assurdi della retribuzione dell'ultimo periodo grazie al D.Lgs. Treu 564/1996, alle scandalose "doppie pensioni" dei parlamentari rimaste per decenni a carico delle varie gestioni previdenziali, al "cumulo" di più vitalizi che andrebbe semplicemente vietato subito per decreto.

di Guglielmo Gandino

9.7.2018 - Onestamente pensavo che "Governo del Cambiamento" significasse qualcosa di positivo, adesso invece constato - con delusione - che il Governo giallo-verde o giallo-blu che sia (poco importa per un daltonico come me!), nonostante si sia dato un programma di governo contenuto in ben 58 cartelle, non sa fare di meglio che mettere fra le sue priorità il taglio delle pensioni onestamente guadagnate. Io capisco l'affanno di Premier, Vice-Premier e Ministri nel constatare che non saranno in grado di soddisfare la gran parte delle promesse fatte agli italiani, che comportano una spesa a carico del bilancio dello Stato. Nel periodo pre-elettorale ci aveva stupito un programma non supportato dalle coperture finanziarie relative. Ancor più ci aveva colpito il Contratto di Governo (le famose 58 cartelle appunto), debitamente sottoscritto dai due capi-partito, che non faceva il minimo cenno alle coperture finanziarie. Infatti si possono prendere misure contro l'immigrazione disordinata, si può - con una spesa aggiuntiva limitata - migliorare la sicurezza dei cittadini, si possono introdurre nuove garanzie per la legittima difesa, ma quando si vuole introdurre "quota 100" per smontare la Fornero, oppure introdurre la "flat tax" a due aliquote, oppure lanciare il "reddito di cittadinanza" e la "pensione di cittadinanza", ecco che allora i nodi vengono al pettine: mancano le coperture. Come volevasi dimostrare. Ci sono i vincoli dell'UE, le clausole di salvaguardia, le coperture per gli interventi di spesa già decisi dal Governo Gentiloni, e dunque è logico che il Ministro Tria faccia resistenza, se proprio non si vuole screditare del tutto l'Italia sul piano finanziario internazionale, data l'esistenza di un ingente debito pubblico. A questo punto quale è l'idea brillante - e soprattutto originale - venuta ai nostri politici: finanziare almeno una parte del reddito e della pensione di cittadinanza con prelievi sulle pensioni medio-alte.



Il Contratto di Governo specifica: (1) Al paragrafo 17: " Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza";


(2) Al paragrafo 26: "Per una maggiore equità sociale riteniamo altresì necessario un intervento finalizzato al taglio delle cd. pensioni d'oro (superiori ai 5.000,00 euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati".


A questo punto qualche premessa è d'obbligo:



(1) È indubbio che le pensioni liquidate in passato con il "retributivo" possono presentare - soprattutto le pensioni medio-basse - uno "squilibrio" rispetto al "contributivo". Le stesse furono liquidate sulla base delle norme in vigore, e non sono certo frutto di manipolazioni truffaldine;



(2) È altresì provato che al di sopra dei 3.000 euro lordi al mese, queste stesse pensioni negli ultimi vent'anni hanno perso (grazie ai vari interventi di blocco parziale o totale della perequazione) intorno al 20-25% del loro potere d'acquisto. Mi sembra quindi che abbiano già dato molto;



(3) Inoltre, come hanno ben dimostrato illustri economisti nel recente passato, la gobba dello "squilibrio" retributivo-contributivo si situa  al livello 3.000-3.500 euro lordi mensili di pensione, che corrisponde a pensioni nette di 2.000-2.200 euro al mese;



(4) Malgrado le esternazioni del suo Presidente fin dall'inizio del suo mandato, i vertici  INPS hanno dovuto ammettere - in audizione alla Commissione Lavoro della Camera nella precedente legislatura - l'impossibilità "tecnica" di effettuare il ricalcolo contributivo di tutte le posizioni previdenziali private e pubbliche.


A questo punto - considerato quanto stipulato nel Contratto di Governo e quanto specificato in premessa - ne consegue che:



(1) Gli interventi di sostegno al reddito non possono che definirsi "assistenziali". Oggi le nostre Istituzioni dichiarano illegittimamente una spesa pensionistica che comprende almeno 110 miliardi di "assistenza", mostrando così un'incidenza sul PIL del 16% o più, anziché  del 12% o meno. D'altra parte su oltre 16 milioni di pensionati più di 8 milioni sono "pensionati assistiti", che non hanno mai o quasi mai versato contributi (e mai o quasi mai versato imposte). Mi sarei aspettato qualche intervento in linea con quanto specificato al paragrafo 17 del Contratto di Governo;



(2) Intervenire sulle pensioni medio-alte (che il Contratto di Governo identifica in 5.000 euro netti al mese) - che hanno uno "squilibrio" di gran lunga inferiore e in certi casi nessuno squilibrio con una popolazione di 29-30.000 pensionati - darebbe un gettito non superiore a 100-150 milioni: ben poca cosa.



(3) Se si volesse ottenere un gettito importante occorrerebbe quindi abbassare l'asticella e di molto, per incidere sulle pensioni medio-basse che riguardano una popolazione molto più ampia e che presentano percentuali di "squilibrio" ben più elevate. Ma occorre considerare seriamente la legittimità di siffatta misura retroattiva;



(4) Per concludere, se è vero che siamo nell'ambito dell'"assistenza" e non della "previdenza" e se veramente il Governo crede nella equiparazione fra assistenza e previdenza, allora l'unica misura che si può prendere in considerazione è un aumento dell'aliquota irpef del 41% (nello scaglione 55-75.000 euro) e/o del 43% (oltre i 75.000 euro), prelievo che interesserebbe tutti, sia pensionati che attivi. D'altra parte è notorio che l'assistenza va finanziata dalla fiscalità generale, con buona pace di tutti quelli che - in nome della "flat tax" mancata - perderanno ancora una volta la faccia. C'est la vie!



(5) Qualsiasi altro intervento - a mezzo di ricalcoli contributivi fittizi e "impossibili" o con misure limitate ai soli pensionati - sarebbe abusivo, iniquo, illegittimo: in una parola una vera e propria "rapina di Stato";



(6) Contemporaneamente il Governo dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, ed intervenire sulle pensioni "regalate" ai politici con la Legge Mosca, alle pensioni ottenute da migliaia di ex-sindacalisti con aumenti assurdi della retribuzione dell'ultimo periodo grazie al D.Lgs. Treu 564/1996, alle scandalose "doppie pensioni" dei parlamentari rimaste per decenni a carico delle varie gestioni previdenziali, al "cumulo" di più vitalizi che andrebbe semplicemente vietato subito per decreto.



Se si vuole intervenire sul passato, a mio parere comunque illegittimamente, lo si deve fare con TUTTI, non soltanto con i pensionati. Se questo è il Governo del Cambiamento occorre cambiare registro, e in fretta. Altrimenti alla prossima tornata elettorale pagheranno il conto!



 


 





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