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Tribunale di Brescia:patto tra giudici e imputata per tener fuori i cronisti dall'aula. Alg: "Nessun patto è ammissibile contro la libertà di stampa".


 Milano, 7 giugno 2018.  - "Nessun patto è ammissibile se, di  mezzo, c'è il valore della libertà di stampa". L'Associazione  Lombarda dei Giornalisti, insieme al proprio Gruppo Cronisti,  prende posizione sulla vicenda vissuta al tribunale di Brescia  dove, nel corso del processo Shalom (presunti maltrattamenti ai  danni degli ospiti della comunità di Palazzolo sull'Oglio), il  presidente della prima sezione penale, Roberto Spanò, ha invitato  i soli giornalisti - non la gente comune presente - a lasciare  l'aula del tribunale perché è stato fatto un patto con suor  Rosalia (imputata nel processo insieme ad altri 41 soggetti) che  per presentarsi in aula ha chiesto non ci fosse la presenza della  stampa. "La libertà d'informazione deve essere uno dei comandamenti fondamentali di un Paese civile e democratico. Un comandamento che, invece, ieri è stato bellamente violato tra l'altro in un Tribunale dove la giustizia e l'uguaglianza dovrebbero essere sempre fari di verità", commentano il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi Paolo Perucchini e il presidente delGruppo Cronisti, Cesare Giuzzi. "La giustizia in Italia è e deve  rimanere trasparente. I casi sono due: o il processo meritava il  rispetto di un'udienza a porte chiuse oppure, se era ammesso  anche un pubblico di persone curiose, a maggior ragione non  poteva essere escluso chi in aula c'è andato per svolgere il  proprio lavoro di cronista". (askanews)




 






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