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Il dossier - Mondadori nel pantano: maxi-esuberi e cessioni - Segrate. I risultati del colosso presieduto da Marina Berlusconi vanno sempre peggio. E ora punta a 600 uscite e a vendere Panorama.

di Daniele Martini/ILFATTOQUOTIDIANO


19.5.2018 - La Mondadori è con l'acqua alla gola. Conquistata a forza da Silvio Berlusconi più di un quarto di secolo fa dopo mesi di battaglie con Carlo De Benedetti, la gloriosa casa editrice ora presieduta dalla figlia Marina inanella un risultato negativo dopo l'altro e per tentare di raddrizzare la baracca i suoi capi non trovano di meglio che preparare una maxi-espulsione di dipendenti: almeno 600 persone su un totale di 2000 nel giro di due-tre anni. I dati economici del primo quadrimestre 2018 confrontati con lo stesso periodo dell' anno precedente sono impietosi: ricavi scesi da 271 milioni di euro a 253 (meno 6,7 per cento), in caduta il risultato netto, meno 13,6 milioni, con un peggioramento di circa 4 milioni e mezzo. E poi i licenziamenti: 5 dall'inizio dell'anno, a sfatare la leggenda che nel gruppo Berlusconi nessuno resta mai a spasso.  L'ultimo è avvenuto a metà maggio e ha fatto inalberare i sindacati che per protesta hanno abbandonato il tavolo della trattativa sul contratto avviata all'Assolombarda. Anche i giornalisti hanno reagito e dopo un'assemblea giovedì hanno dichiarato sciopero fino a lunedì della prossima settimana.





 A infiammare gli animi ci sono anche i dati sulle retribuzioni dei dirigenti che stridono con la miseria della crisi.  Si tratta di cifre sorprendenti: mentre crescono le difficoltà, al numero uno della casa editrice, Ernesto Mauri, manager alle dirette dipendenze di Marina Berlusconi, la Mondadori ha dato più di 4 milioni e mezzo di retribuzione nel 2017, 1 milione e 100 mila di stipendio e 3 e mezzo di bonus, incentivi e premi, tra cui l' Mbo, il premio di risultato. Il capo della finanza, Oddone Pozzi, prende complessivamente circa 600 mila euro, il responsabile dei negozi Mondadori, Mario Resca, si ferma a 200 mila. Pure il truppone dei 300 capi non di prima fascia viene beneficiato con 4 milioni e mezzo complessivi di premio di risultato. E la maggioranza dei dipendenti che resta a bocca asciutta e trema per la paura di perdere il lavoro si chiede per quali lusinghieri risultati capi e capetti siano premiati se la Mondadori sta finendo nel pantano. Mauri è stato confermato da poco alla guida dell'azienda da Marina Berlusconi, ma ha 72 anni e presumendo sia prossimo a lasciare, alle sue spalle si sta scatenando una guerra di successione combattuta sulle macerie.





 Dai libri ai negozi, tutti i rami di Segrate appassiscono, ma quello che proprio si sta seccando è il settore dei periodici dove un tempo brillava la gemma di Panorama. A metà degli anni Ottanta del secolo passato, quando Berlusconi non aveva ancora esteso il suo dominio su Segrate e al posto ora occupato da Mauri c'era Franco Tatò, soprannominato Kaiser Franz per i modi bruschi e la germanofilia, la testata considerata la corazzata della casa editrice faceva ogni numero il pieno di vendite e pubblicità e stava puntando al milione di copie settimanali tra edicole e abbonamenti. Da diverso tempo anche Panorama è invece diventato un' enorme grana, con le vendite a picco e i bilanci in disordine. Stando ad autorevoli fonti aziendali il settimanale Mondadori negli ultimi quattro anni è riuscito a perdere la bellezza di circa 30 milioni di euro. Alla guida, come direttore, c'era Giorgio Mulè che alle ultime elezioni è stato candidato da Forza Italia e ora è il portavoce del partito di Berlusconi alla Camera. Nei primi 4 mesi dell'anno i ricavi del settore periodici italiani Mondadori sono scesi da 81,2 milioni a 70,2, con un tonfo del 13,6 per cento. Stessa brutta sorte per i periodici francesi della casa di Segrate, comprati con molto ottimismo alcuni anni fa, ma che stanno finendo nelle secche: nel quadrimestre appena concluso i ricavi dei periodici transalpini sono calati del 6,3 per cento, da 80,7 milioni a 75,6. Di fronte a questo cataclisma editoriale, i capi della Mondadori stanno impugnando il machete e mentre la Rcs di Urbano Cairo si rafforza e compra, la casa di Segrate vuole vendere tutto il settore periodici. L'acquirente di cui si parla, almeno per la parte italiana, potrebbe essere una vecchia conoscenza di Berlusconi, Antonio Angelucci, eletto il 4 marzo per l' ennesima volta deputato di Forza Italia. Nel frattempo già due periodici stanno uscendo dal perimetro mondadoriano: TuStyle e Confidenze. Li sta comprando il gruppo European Network del serbo Angelo Aleksic che in Italia già pubblica giornaletti di gossip come Eva Tremila, Mio e di oroscopi come Astrella. Secondo i dati della Camera di commercio, Aleksic ha un solo dipendente.





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15.5.2018 - Mondadori: nel primo trimestre ricavi in contrazione, ma scende indebitamento. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24922









15.5.2018 - Mediaset: utili e ricavi in calo nel primo trimestre. Tiene la raccolta pubblicitaria. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24923









16.5.2018 - Il Cdr Mondadori contro la cessione di Tu Style e Confidenze. “Rotto il rapporto fiduciario con l’azienda”. -TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24932









17.5.2018 - Mondadori, sciopero contro cessione TuStyle e Confidenze. “Cairo acquista, Berlusconi cede”. - TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24942









 









 








 





 





 





 






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