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Il vice-presidente dell’Unci ha commemorato a Cinisi (Palermo) il giovane attivista di Dp ucciso dalla mafia 40 anni fa. All’evento, nel luogo in cui fu torturato oggi dichiarato dalla Regione siciliana sito di interesse culturale, ha partecipato anche il presidente del Gruppo siciliano Andrea Tuttoilmondo. ZINGALES: “PEPPINO IMPASTATO HA CERCATO DI RISVEGLIARE LE COSCIENZE DEI GIOVANI NELLA LOTTA ALLA MAFIA E ALLE ILLEGALITA’”.


9.5.2018 - L’Unci ha ricordato Giuseppe Impastato nel quarantennale dell’omicidio avvenuto a Cinisi (Palermo) il 9 maggio del 1978 lungo la strada ferrata “Palermo-Trapani”. Questa mattina il vice-presidente nazionale dell’Unione cronisti, Leone Zingales, ed il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo, hanno reso omaggio al giovane attivista ucciso dalla mafia recandosi sul luogo dell’omicidio. Zingales e Tuttoilmondo si sono raccolti in un momento di riflessione davanti al casolare in cui Peppino Impastato fu torturato a morte dai killer di mafia. “Il 3 maggio scorso abbiamo ricordato il sacrificio di Peppino Impastato a Venezia, in occasione della Giornata delle Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, alla presenza del fratello Giovanni – ha sottolineato Leone Zingales – e oggi lo abbiamo celebrato qui a Cinisi nel luogo in cui lo hanno trucidato. Impastato ha lottato la mafia con tutte le sue forze nel tentativo di risvegliare la coscienza dei giovani siciliani. Dai microfoni di Radio Aut puntava il dito contro i boss e contro i politici locali collusi con la mafia. La sua voce è stata sì spenta dal tritolo ma l’esplosivo non ne ha scalfito la memoria e il coraggioso impegno. Altri giovani hanno raccolto il testimone e a Cinisi come in altre parti d’Italia sono sorti movimenti antimafia che portano avanti le idee di Peppino”. Il casolare di via 9 maggio 1978 a Marina di Cinisi è stato dichiarato nel 2014 di interesse culturale dalle Regione siciliana. Per il presidente del Gruppo siciliano dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, “oggi più che mai, in un periodo in cui assistiamo con preoccupazione al proliferare di vili attacchi ai cronisti, l’esempio di Peppino Impastato rappresenta l’imperitura incarnazione di quello straordinario coraggio che è sinonimo di libertà”. (UNCI)





 






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