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Il 3 maggio al Teatro La Fenice di Venezia si celebra l’XI Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Sarà ricordato anche Mauro Rostagno ucciso nel Trapanese nel 1988. Oggi interviene la sorella Carla - CARLA ROSTAGNO: "MAURO ERA UN UOMO LIBERO CHE NON SI POTEVA NE’ IMBRIGLIARE, NE’ CORROMPERE".



20.4.2018 - Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ed il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, parteciperanno il prossimo 3 maggio all’XI edizione della Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, manifestazione promossa dall’Unione nazionali cronisti italiani in collaborazione con il Sindacato giornalisti del Veneto e con l’Ordine dei giornalisti del Veneto. L’evento, che si svolgerà nella suggestiva cornice dello storico Teatro La Fenice di Venezia, si concluderà con l’intervento del presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti. La manifestazione è stata inserita nella formazione professionale ed avrà inizio alle ore 9,30.  Introdurrà i lavori, dopo i saluti delle autorità, la segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto, Monica Andolfatto. A Venezia sarà ricordato anche il giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988 alle porte di Trapani. Lo ricorda la sorella Carla: “Il percorso umano e intellettuale di Mauro è stato variegato, con scelte di vita apparentemente molto diverse tra loro, in realtà tutte saldamente unite da un unico filo conduttore, un identico denominatore comune: l’attenzione e la difesa delle classi più deboli, la lotta contro le ingiustizie e le sopraffazioni. Questi percorsi, o come li chiamava lui ‘riti di passaggio’, altro non sono stati che la ricerca incessante di tradurre un sogno in realtà. ‘Il mio sogno, diceva mauro, è quello di far vivere a tutti una vita che somigli alla vita’. L’ultimo Mauro, quello che approda a Trapani all’inizio degli anni ‘80, è il più maturo, il più bello, il più musicale, la somma di tutte le esperienze precedenti”. “Mauro – continua Carla Rostagno – era un uomo colto, intelligente, ironico e sensibile ma soprattutto era un uomo libero che non si poteva nè imbrigliare, nè corrompere. ‘Non sono in vendita’ usava ripetere. Rtc-Radiotelecine, l’emittente televisiva privata trapanese in cui Mauro lavorò fino al giorno in cui fu ucciso, divenne ben presto con lui, con i suoi telegiornali e servizi redazionali, una vetrina di denuncia contro il malaffare dilagante. La tv segnalava le amministrazioni inefficaci, la classe politica inetta e collusa e non ultima la potente mafia trapanese che controllava il territorio e non solo, diventando ben presto, per costoro, un incubo mentre per i trapanesi che lo seguivano con interesse sempre più crescente rappresentava la speranza del cambiamento e della liberazione dai tanti giochi che li opprimevano”. “La sua voce libera, senza condizionamenti - sottolinea Carla Rostagno – darà vita ad una vera e propria ‘Primavera trapanese’. Il linguaggio usato da Mauro in televisione, era un linguaggio semplice, efficace e quindi comprensibile. Era un parlare schietto, senza perifrasi e senza peli sulla lingua. Il ‘politichese’ era quanto di più opposto al suo modo di comunicare. Era un giornalista con la schiena dritta, senza bavaglio e senza guinzaglio. Era un intellettuale senza arroganza perchè il suo scopo non era l’esibizione della sua cultura ma piuttosto aiutare i trapanesi ad interpretare i fatti che accadevano sul territorio, scuotere le coscienze e prendere atto della realtà in cui erano costretti a vivere per far passare, infine, l’idea che non si vive decentemente quando ci si lascia paralizzare dalla paura e che non si può essere felici sotto un giogo ‘perchè con la testa piegata non si vede il cielo’. Dalla sua aveva la capacità di essere un oratore affascinante e coinvolgente con il dono di essere convincente e le qualità per essere credibile”. Mauro ha scelto di fare informazione con un mezzo potente, la televisione, e ha svolto questo ruolo a Trapani, zona di frontiera, da solo ed in prima linea. A tu per tu con il nemico e senza alcuna protezione. Mauro non ha inseguito un sogno ma l’ha abitato e lo ha vissuto e anche se la sua vita è stata breve, l’ha saputa vivere in modo intenso e appassionato da uomo libero senza maschere e senza padroni. Orwell disse: ‘Nella Società dell’Inganno dire la verità è rivoluzionario’. Questa è la sintesi perfetta della vita di Mauro ed è anche la ragione del suo assassinio”. “Da ben 11 anni – conclude Carla Rostagno – l’Unci promuove la Giornata della Memoria in ricordo dei giornalisti uccisi dalle mafie. Lo scorso anno questo evento si è svolto a Torino dove sono stati ricordati anche il vice-direttore della Stampa, Carlo Casalegno, ucciso dalle Br e Mauro. Ricordo la Giornata di Torino come una Giornata densa di emozioni, di grande e sentita partecipazione. E ricordo gli interventi toccanti. L’esercizio della memoria non è soltanto necessario ma è un atto dovuto a questi uomini che hanno sacrificato la loro vita per mantenere fede ai loro principi e che meritano di non essere dimenticati. Chiudo questo mio breve intervento con una frase di Mauro che io amo molto perchè mostra efficacemente il senso che lui dava alla vita: ‘Non ci è dato sapere quanto tempo abbiamo da vivere. Su questo non possiamo intervenire, ma su una cosa sì ed è la qualità della vita che scegliamo di vivere’ “.Il 2 maggio, alle 16,30 sempre a Venezia, i cronisti ricorderanno la guardia giurata Franco Battagliarin davanti alla ex sede del quotidiano Il Gazzettino che costituiva l’obiettivo degli attentatori. Aveva 49 anni Battagliarin, il 21 febbraio 1978, quando fu ucciso dall’esplosione di un ordigno. L’Unione cronisti ricorderà anche i giornalisti feriti in attentati ad opera della criminalità organizzata e di formazioni terroristiche tra cui Antonio Garzotto, cronista di giudiziaria del “Mattino di Padova” che all’epoca era in forza alla redazione padovana del “Gazzettino”. Garzotto venne gambizzato dai terroristi dell’Unione comunisti combattenti il 7 luglio 1977 ad Abano Terme in provincia di Padova. La Giornata della Memoria dell’Unci è stata la prima manifestazione che ha ricordato in contemporanea tutti i giornalisti vittime di violenza ed è stata celebrata per la prima volta a Roma nel 2008. L’anno successivo si è svolta a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova, nel 2012 a Palermo, nel 2013 a Perugia, nel 2014 a Cagliari, nel 2015 a Firenze, nel 2016 a Reggio Calabria e nel 2017 a Torino.



 



 



 



 






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