Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
  » Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Attualità
Stampa

Cassazione: coppie di fatto, stessa residenza non serve piu'. Morte del partner, indennizzo anche a chi ha diverso indirizzo.


ROMA, 13 aprile 2018. - "E' necessario prendere atto del
mutato assetto della societa', collegato alle conseguenze di una
prolungata crisi economica ma non originato soltanto da queste,
dal quale emerge che ai fini della configurabilita' di una
convivenza di fatto, il fattore coabitazione e' destinato ad
assumere ormai un rilievo recessivo rispetto al passato". Lo
afferma la Cassazione accogliendo il ricorso di una signora alla
quale l'assicurazione aveva negato il diritto ad essere
risarcita per la morte del compagno, un operaio in pensione
precipitato nel vano ascensore di un hotel mentre lavorava in
'nero', dal momento che l'uomo era residente in un diverso
comune del comasco, vicino a quello della sua compagna.
Per la Suprema Corte, ormai, ci sono motivi economici per i
quali le persone, soprattutto per la crisi compreso quella del
welfare, decidono di non cambiare residenza per non perdere i
benefici prima casa, per assistere un familiare con la legge
104, perche' per lavorare sono costrette ad andare altrove
rispetto agli affetti, e poi le nuove tecnologie consentono di
mantenere i contatti a distanza. Sia in primo che in secondo
grado, i giudici avevano ammesso che tra i due c'era "un
rapporto affettivo e una relazione di coppia", ma non un legame
caratterizzato da stabilita' e continuita' perche' la signora
viveva a San Fedele Intelvi, mentre lui era residente a Legnano,
Cosi' ad Adelaide non era stato riconosciuto il diritto "ad
agire per i danni da perdita del rapporto affettivo ed
eventualmente per i danni patrimoniali conseguenti alla morte"
di Nunziato, nonostante i due avessero un conto corrente in
comune, lo stesso medico di base, a casa della donna c'erano le
agende di lavoro dell'uomo, lei era stata chiamata dai
carabinieri al verificarsi dell'incidente e il figlio di
Nunziato le aveva chiesto di contribuire alle spese funebri.
Per la Cassazione, la Corte di Appello di Milano deve dare il
via libera al diritto di Adelaide ad essere risarcita per la
perdita del partner, anche se avevano la residenza diversa. "Non
puo' non considerarsi infatti - scrivono gli 'ermellini' nel
verdetto 9178 depositato oggi - che la scelta del luogo di
abitazione talvolta non puo' essere conforme alle preferenze
delle persone o alle loro scelte affettive ma puo' essere
necessitata dalle circostanze economiche". La Cassazione
aggiunge anche che "la impossibilita' dello Stato di mantenere
tutte le provvidenze dello stato sociale porta talora gli
individui a doversi attivare in supplenza del supporto
assistenziale mancante, e a sostenere degli spostamenti". Tra
gli altri fattori che rendono la "coabitazione" un requisito dal
quale si puo' prescindere per riconoscere una coppia come coppia
di fatto, il verdetto elenca "il mercato del lavoro" che non
garantisce "una regolare coincidenza con il luogo di abitazione
familiare", e poi oggi "le relazioni interpersonali" a distanza
sono agevolate dalla "maggiore facilita' ed economicita' sia dei
contatti telefonici e a video che dei trasporti". Questi fattori
"devono indurre a ripensare il concetto stesso di convivenza, la
cui essenza non puo' appiattirsi sulla coabitazione".(ANSA).



 



 



 



 



 



 






Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com