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L’Unione cronisti celebra il 3 maggio al Teatro La Fenice di Venezia la Giornata dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. ALESSANDRA NECCO RICORDA IL PADRE LUIGI: "L’INVITO DELL’UNCI LO AVEVA EMOZIONATO. GLI PIACEVA L’IDEA DI UNA SOCIETA’ CIVILE CHE RICORDAVA L’IMPEGNO ED IL SACRIFICIO DI UOMINI SIMILI A LUI".


11.4.2018 - Al Teatro La Fenice di Venezia, nelle Sale Apollinee, il prossimo giovedì 3 maggio, si svolgerà l’XI Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, manifestazione promossa dall’Unione nazionali cronisti italiani in collaborazione con il Sindacato giornalisti del Veneto e con l’Ordine dei giornalisti del Veneto. La manifestazione è stata inserita nella formazione professionale ed avrà inizio alle ore 9,30. Introdurrà i lavori, dopo i saluti delle autorità, la segretaria del Sindacato giornalisti del Veneto, Monica Andolfatto. A Venezia l’Unci ricorderà anche il giornalista napoletano Luigi Necco, recentemente scomparso, ferito dalla camorra in un agguato avvenuto nel 1981: "Quando fu sparato papà sapeva di essere in pericolo – osserva la figlia Alessandra Necco –. Glielo avevano fatto capire. Io questo l’ho saputo solo dopo, dalle interviste, alcune effettuate a breve dall’aggressione. Mi sembra di ricordarne una addirittura in barella, in cui spiegava che al ristorante i colleghi, saputo delle intimidazioni, gli chiedevano se lui avesse paura. Lui rispondeva “sì, ma che devo fare? E’ il mio lavoro”. Era il 1981 ed avevo sedici anni. Al momento mi parve inconcepibile che qualcuno potesse sfidare le minacce che provenivano da un mondo oscuro. Pensai che papà fosse stato un irresponsabile. Invece in quelle poche parole dette c’era tutto il suo mondo di valori. Innanzitutto il lavoro, quello di giornalista, che voleva perseguire fin da bambino. Così mi raccontava la nonna Maria, sua madre. Un desiderio espresso già mentre “faceva le aste” (a scrivere si imparava così). E poi quel verbo dovere, come impegno. Sempre in servitù dell’amatissimo lavoro. Che aveva bisogno di essere svolto nella maniera più onesta e libera possibile. Quindi l’ineluttabilità di parlare dei fatti senza omissioni di convenienza o cedimento al ricatto".  "L’invito dell’Unci, l’anno scorso a Torino per la X Giornata della Memoria dei Giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, – conclude la figlia di Luigi Necco - trovò papà emozionato. Gli piaceva l’idea di una Società Civile che ricordava l’impegno e, diciamolo pure, il sacrificio di uomini simili a lui. Tornò da Torino un po’ provato, perchè le testimonianze dei familiari lo avevano turbato, ma contento del contributo che era riuscito a portare alla manifestazione. Quest’anno a Venezia sarebbe stato ancora più orgoglioso di condividere questa Memoria. Il ricordo di Battagliarin, la guardia giurata uccisa a 49 anni, lo avrebbe trovato ancora più partecipe, visto che lui era scampato all’attentato in età simile". Il 2 maggio, alle 16,30 sempre a Venezia, i cronisti ricorderanno la guardia giurata Franco Battagliarin davanti alla ex sede del quotidiano Il Gazzettino che costituiva l’obiettivo degli attentatori. Aveva 49 anni Battagliarin, il 21 febbraio 1978, quando fu ucciso dall’esplosione di un ordigno. L’Unione cronisti ricorderà anche i giornalisti feriti in attentati ad opera della criminalità organizzata e di formazioni terroristiche tra cui Antonio Garzotto, cronista di giudiziaria del “Mattino di Padova” che all’epoca era in forza alla redazione padovana del “Gazzettino”. Garzotto venne gambizzato dai terroristi dell’Unione comunisti combattenti il 7 luglio 1977 ad Abano Terme in provincia di Padova. La Giornata della Memoria dell’Unci è stata la prima manifestazione che ha ricordato in contemporanea tutti i giornalisti vittime di violenza ed è stata celebrata per la prima volta a Roma nel 2008. L’anno successivo si è svolta a Napoli, nel 2010 a Milano, nel 2011 a Genova, nel 2012 a Palermo, nel 2013 a Perugia, nel 2014 a Cagliari, nel 2015 a Firenze, nel 2016 a Reggio Calabria e nel 2017 a Torino.



 






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