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Ecco quel che accade al Corriere del Veneto: tagli unilaterali dei compensi, contratti rinnovati per pochi mesi, stipendi pagati con un mese di ritardo. L'odissea dei 40 giornalisti collaboratori dell'inserto quotidiano del Corriere della Sera che esiste da più di 15 anni. L'1 marzo 2018 sarà ricordato per uno sciopero, che è il primo nella storia dell'edizione locale. La solidarietà del Sindacato Giornalisti Veneto e dell'Ordine giornalisti del Veneto.


1.3.2018 - Tagli unilaterali dei compensi. Contratti rinnovati per pochi mesi. Stipendi pagati con un mese di ritardo. Hanno scioperato oggi, per la prima volta nella storia dell'edizione locale, i giornalisti collaboratori del Corriere del Veneto, inserto quotidiano del Corriere della Sera che esiste da più di 15 anni. I collaboratori, una quarantina, ogni giorno realizzano più della metà dei contenuti del giornale ma nonostante questo non vedono compensi aggiornati da anni, dal 2007. Nei giorni scorsi l'azienda ha imposto, unilateralmente, un contratto rinnovato con tagli del 20 per cento ai compensi dei pezzi brevi. Stanchi della situazione, di fronte ad un'azienda (Rcs) che rifiuta ogni dialogo e non dà nemmeno spiegazioni, quasi tutti i collaboratori ieri hanno scioperato, per la prima volta.  La redazione per far uscire il giornale ha dovuto richiamare i redattori dalle corte.  La protesta dei cococo ha ricevuto la solidarietà del Sindacato Giornalisti Veneto, di cui si riporta di seguito la nota, e dell'Ordine giornalisti Veneto:





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SINDACATO GIORNALISTI DEL VENETO - CORRIEREDELVENETO: GIÙ I COMPENSI, SCIOPERANO I COLLABORATORI. - 1.3.2018 - I giornalisti collaboratori del Corriere del Veneto oggi si astengono dal lavoro. Un segnale forte all’azienda che arriva dopo diverse difficoltà nei rapporti con l’editore che, in questi giorni, ha imposto in maniera unilaterale una riduzione del 20% rispetto al compenso delle notizie cosiddette brevi. Per solidarietà ha aderito alla mobilitazione anche chi non è direttamente interessato dal taglio, unendosi nel manifestare un disagio che, già nelle scorse settimane, era emerso con chiarezza a causa del ritardo nei pagamenti. Problema, quest’ultimo, risolto grazie al prezioso lavoro del Comitato di redazione (Cdr) che, insieme al Sindacato giornalisti del Veneto, ha sempre mostrato concreta attenzione alle ragioni dei collaboratori, anche con azioni di rappresentanza e apprezzate prese di posizione a loro tutela. L’unità tra giornalisti dipendenti e giornalisti “aggiunti”, ovvero i collaboratori, è fondamentale perché tutte le professionalità siano debitamente valorizzate, in quanto imprescindibili nella costruzione quotidiana di un prodotto editoriale di qualità. 'Refusi', come coordinamento dei giornalisti atipici freelance precari del Veneto, auspica che si continui a procedere insieme su questa strada, creando le premesse per un rafforzamento di tutele e diritti per tutti. Refusi e Sindacato giornalisti Veneto chiedono all’azienda di ascoltare la protesta dei collaboratori e di aprire un confronto volto al migliorarne le condizioni.





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Corriere del Veneto: il Cdr stigmatizza il ritardo nei pagamenti dei collaboratori. - 13.2.2018  Ritardi nei pagamenti dei collaboratori del Corriere del Veneto, il cdr dopo le risposte evasive dell’azienda, a seguito di ripetuti solleciti, ha chiesto la pubblicazione sul giornale, uscito martedì 13 febbraio, del seguente comunicato che riportiamo integralmente: “Per la prima volta, a 16 anni di distanza dalla nascita del Corriere del Veneto, abbiamo riscontrato consistenti ritardi nel pagamento dei collaboratori. Una quindicina di colleghi, anche firme storiche delle cronache di questo giornale, non hanno ricevuto a fine gennaio i pagamenti relativi agli articoli pubblicati nel mese di dicembre. Posta la questione all’ufficio personale di Milano e al delegato dell’azienda, la risposta – o meglio la mancanza di risposta – si è risolta in un continuo rimpallo di responsabilità che invece di chiarire il problema ha aumentato tensione e disagio tra i collaboratori e i redattori del giornale. Pur consapevoli che il nuovo assetto aziendale voluto dal presidente Urbano Cairo – la fusione dei dorsi locali del Corriere della Sera in un’unica società: Rcs Edizioni Locali – nasca dall’esigenza di far fronte a un mercato dell’editoria sempre più in difficoltà, riteniamo che il mancato pagamento di alcune firme del giornale non possa essere una via percorribile per far quadrare i conti, perché va a incidere sulla dignità umana di professionisti che hanno svolto il loro lavoro come quotidianamente richiesto e che per questo – come tutti i lavoratori di qualunque settore – meritano di ricevere il compenso pattuito. Il silenzio dell’azienda e la mancanza di risposte a una richiesta semplice e legittima come quella della certezza dei pagamenti – è stata completamente ignorata anche la richiesta di spiegazioni inviata dal Sindacato nei giorni scorsi – preoccupano anche alla luce del fatto che sembra ormai che l’azienda consideri i collaboratori, cioè le firme di questo giornale, come semplici fornitori e non come meritano di essere considerati: professionisti dell’informazione”.






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