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Vittorio Meloni, il crepuscolo dei media. Il ruolo sempre più centrale dei social e l' informazione liquida. La contrazione dei lettori, unita alla continua discesa dei ricavi pubblicitari, rende piuttosto fosco il futuro.


ROMA, 26 maggio 2017. VITTORIO MELONI, IL CREPUSCOLO DEI MEDIA (EDITORI LATERZA, PP.137, 13 EURO) - L' editoria dei media è a rischio estinzione e quella che si giocherà nei prossimi anni è una battaglia per la sopravvivenza. I modelli economici, su cui si sono retti per decenni tv, radio e giornali, con l' avvento di internet non stanno più in piedi. Non è solo un problema di crisi congiunturale e lo dimostrano gli sforzi compiuti da vari attori sul mercato, che non sono riusciti a trovare una soluzione per la sostenibilità valida per tutti. Va definitivamente ripensata la missione stessa dei media. Vittorio Meloni, esperto di comunicazione e membro del consiglio direttivo dell'Upa, l'associazione che riunisce le aziende che investono in pubblicità nei media italiani, analizza in un breve saggio la difficile fase del sistema dei media, con la lucidità e la consapevolezza di chi conosce bene i processi aziendali e per questo spiega che non bastano palliativi per rimettere in carreggiata le aziende editoriali. Lo scenario per molti editori in tempi non lunghi è quello della sostenibilità economica. La contrazione dei lettori non compensata da quella del digitale, unita alla continua discesa dei ricavi pubblicitari, rende piuttosto fosco il futuro a medio termine. Fino a qualche tempo fa si pensava che il traffico raccolto dai media su internet, con spazi senza limiti da offrire agli inserzionisti, avrebbe generato una crescita continua degli introiti da advertising, spingendo i quotidiani a pubblicare gratis i propri contenuti. Oggi la crisi di quel modello è conclamata e molte testate stanno cercando di reagire in maniera confusa, con pay wall o con la vendita di servizi commerciali o attraverso i contributi volontari. La spesa complessiva di pubblicità in Italia è scesa da circa 10,3 miliardi nel 2007 ai 6,5 miliardi del 2015. Sulla porzione crescente assorbita dai colossi di internet non esistono dati ufficiali, a causa delle loro residenze fiscali. La quota (in particolare di Google e Facebook) sarebbe di 1,6 miliardi e proiettando i tassi di crescita attuali nei prossimi cinque anni i colossi del web assorbiranno il 50% del mercato, più della tv, anche in forme inedite, come attraverso gli influencer, personaggi famosi con milioni di follower. I social, insomma, sono destinati a diventare sempre più centrali e l'informazione diventerà definitivamente liquida, un prodotto immateriale avvolto da milioni di conversazioni individuali. La missione dei media diventerà quella di cercare i lettori ovunque possano essere raggiunti dalle notizie, coinvolgendoli nelle comunità di interessi. I ricavi, forse, nasceranno da lì. (ANSA)

















 





 






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