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INPGI. Dismissione immobili: positivo il numero (45%) di adesioni da parte degli inquilini. Conclusa la fase iniziale della prima tranche del piano di vendita. - IN CODA: IL COMITATO GIORNALISTI INQUILINI DI ROMA ALL'ATTACCO CHIEDE TRASPARENZA.


Roma, 27 marzo 2017Il 20 marzo scorso si è esaurita la fase iniziale - riservata alle offerte di acquisto degli immobili esclusivamente da parte degli inquilini - della prima tranche del piano di vendita del patrimonio immobiliare del Fondo di proprietà dell’Inpgi (leggi in http://www.inpgi.it/?q=node/1500  e anche in https://www.inpgi.it/?q=node/1493). All’esito di questo stadio iniziale - come comunicato dalla società InvestiRe che gestisce il Fondo - già il 45% degli inquilini ha aderito alla proposta di acquisto, di cui il 52% a Roma e il 41 % nelle altre città, tra le quali spicca Milano con il 51%.


Il favore riscontrato presso la platea degli interessati testimonia la validità delle condizioni offerte, sia per quanto riguarda i prezzi di listino, che sono risultati essere in linea con i corrispondenti valori di mercato, sia per quanto riguarda l’entità dello sconto applicato.


Numerosi sono stati altresì gli inquilini che, per le loro condizioni di età o di svantaggio, hanno scelto di avvalersi delle favorevoli forme di tutela concesse dal Fondo e volute dall’Ente.


Si darà ora avvio alla seconda fase della prima tranche che vedrà offrire in vendita in via riservata ai giornalisti iscritti all’Inpgi, per un periodo di 30 giorni – prima della libera commercializzazione -  le unità immobiliari residue. Il relativo bando sarà reso noto nei prossimi giorni. “La vendita parziale del patrimonio immobiliare - ha commentato la Presidente Marina Macelloni - è un passaggio molto importante per la stabilità futura dei conti dell’Inpgi. Già questa prima fase contribuisce a rafforzare il processo di risanamento avviato con la riforma appena approvata dai Ministeri vigilanti. Il risultato positivo dell'operazione dimostra la correttezza del percorso che abbiamo seguito e che continueremo a seguire nelle prossime fasi”. (www.inpgi.it)


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INPGI: “SUCCESSO DELLA PRIMA TRANCHE DI VENDITE, HA ADERITO IL 45% DEGLI INQUILINI”. SUCCESSO O GRANCASSA IN AZIONE? CHIEDIAMO ANCORA UNA VOLTA TRASPARENZA. CHIEDIAMO CHE IL COMITATO DI COMPARTO DOMANI PUBBLICHI I DATI REALI: QUANTI SONO GLI APPARTAMENTI VENDUTI IMMOBILE PER IMMOBILE, A QUALE PREZZO MEDIO AL METRO QUADRATO, SOPRATTUTTO QUALE E’ L’INTROITO COMPLESSIVO PER LE CASSE DELL’ISTITUTO. QUANTE SONO LE UNITA’ DELLA PRIMA TRANCHE SFITTE, E DUNQUE QUALE E’ LA PERCENTUALE COMPLESSIVA DI “VENDUTO” (IPOTETICO) A 9 MESI DALLA DELIBERA DEL CDA INPGI? E QUANTI SONO GLI APPARTAMENTI CHE SI SVUOTERANNO – ANCORA - PERCHE’ LE FAMIGLIE, CHE NON COMPRANO, NON RIENTRANO NELLE “TUTELE” O PERCHE’ GLI AFFITTI SONO ESORBITANTI? 





Roma, 27 marzo 2017 - L’abbiamo detto più volte e lo ripetiamo ancora, siamo consapevoli delle enormi difficoltà di gestire un ente come l’Inpgi nella gravissima situazione in cui si trova. Ma più che l’enfasi servirebbe la chiarezza. A una settimana dalla chiusura della prima tranche di vendita degli immobili, puntuale, preannunciato dalle solite “voci” esultanti, è arrivato il comunicato trionfalistico dell’Istituto. In questa prima tranche di 607 appartamenti in vendita “alla proposta di acquisto ha aderito il 45% degli inquilini (52% a Roma e 51% a Milano)”.  http://www.inpgi.it/?q=node/ 1522#/


Tanto per cominciare con tutta evidenza il 45% si riferisce agli appartamenti occupati e non al totale delle unità immobiliari in dismissione, comprese quelle – tante - sfitte, con una percentuale di “venduto” (ipotetico) dunque ancora più bassa. 


E’ davvero questo che serve all’Istituto? Ci sembra tutt’altro che un successo. Dimostra esattamente il contrario. Abbiamo inutilmente ripetuto, insieme ai sindacati inquilini, che se veramente si seguissero i prezzi di mercato con lo sconto praticato in tutte le grandi dismissioni gli inquilini aderenti all’acquisto sarebbero il 70%, e sarebbero ancora di più per le tranche successive. A tutto vantaggio dell’Inpgi. Ancora una volta chiediamo: chi ci sta guadagnando?


Ma questi possono sembrare punti di vista, chiacchiere. Poiché nessuno – tanto meno noi – ha la palla di vetro, sarebbe più opportuno ragionare sui numeri reali. Pronti naturalmente a ricrederci in ogni momento. Alla presidente Marina Macelloni - presidente anche del Comitato di comparto, al quale verranno fornite domani le informazioni - chiediamo che inverta la tendenza all’oscurità di tutta questa vicenda e scelga la trasparenza. Chiediamo siano pubblicati  i dati: le vendite immobile per immobile; quante sono le “offerte di acquisto” certe e quelle subordinate (all’ottenimento del mutuo o ad altre condizioni); a quale prezzo medio al metro quadrato; soprattutto quale è l’introito previsto – dopo nove mesi dalla delibera del Cda – nelle esangui casse dell’Istituto? E su 607 appartamenti in vendita quanti sono - se è dato sapere finalmente - quelli sfitti? O ne sono già stati venduti e quanti?


Chiediamo anche, data la delicatezza di questo momento cruciale, prima di arrivare a conclusioni affrettate, al Comitato di comparto di verificare attentamente la corrispondenza delle linee guida tracciate dalle delibere del Cda dell’Inpgi con le concrete modalità seguite da Sgr InvestiRE nella dismissione.


Quanto poi alla frase dal sapore un po’ beffardo del comunicato “numerosi sono stati altresì gli inquilini che per le loro condizioni di età o di svantaggio, hanno scelto di avvalersi delle favorevoli forme di tutela concesse dal Fondo e volute dall’Ente”, riecheggia il Marchese del Grillo (“io so’ io e voi…”). Temiamo che possa essere concepita solo da chi, per sua fortuna, non ha mai rischiato di perdere la propria casa. Da mesi chiediamo sia resa nota la previsione di quante famiglie, che non comprano, dovranno andarsene perché fuori dalle cosiddette tutele o perché non possono più pagare canoni che sono la metà della pensione o dello stipendio. E – di grazia – qualcuno intende rispondere a questa domanda: che fine farà, alla scadenza del Fondo, il patrimonio Inpgi invenduto che, a questi ritmi, dovrebbe attestarsi almeno intorno al 40-45%?


No, non crediamo che questa sia la strada giusta, sulla quale la presidente Macelloni ha annunciato di voler proseguire. Non crediamo sia la strada giusta per tutelare i sacrosanti diritti (non è una parolaccia) dei giornalisti inquilini, di tutti gli inquilini e soprattutto gli interessi dell’Inpgi. Crediamo che la strada giusta sia il confronto e la condivisione di un percorso per arrivare all’obiettivo. Non certo questa inaccettabile contrapposizione, anche in questo ambito, tra gli iscritti e il proprio Istituto di previdenza che, di mestiere, non fa l’immobiliarista, ma, per legge, deve garantire pensioni e assistenza. - COMITATO GIORNALISTI INQUILINI INPGI  ROMA       





 





 



 



 



 



 



 














 






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