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EDITORIA. CDR dell'UNITÀ: "IL GIORNALE È VIVO MA NON È ANCORA SALVO".


ROMA, 16  febbraio 2017. - "L'UNITÀ È VIVA, MA NON È ANCORA SALVA". E' QUANTO SOTTOLINEA IN UNA NOTA IL COMITATO DI REDAZIONE DELLA TESTATA, DOPO LA DECISIONE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI DI PROSEGUIRE L'ATTIVITÀ. "ABBIAMO APPRESO CON SODDISFAZIONE CHE L'ASSEMBLEA DEI SOCI DELL'AZIENDA HA DECISO GIOVEDÌ 16 FEBBRAIO LA RICAPITALIZZAZIONE - SPIEGA IL CDR - CHE AL MOMENTO SCONGIURA LA LIQUIDAZIONE E PORTERÀ AD UNA MODIFICA DEGLI ASSETTI SOCIETARI CON LA DIMINUZIONE DELLA QUOTA AZIONARIA IN CAPO ALLA FONDAZIONE EYU DEL PARTITO DEMOCRATICO. RITENIAMO MOLTO POSITIVO INOLTRE CHE, DOPO LA LUNGA BATTAGLIA CONDOTTA IN PRIMA FILA DALLA REDAZIONE DEL QUOTIDIANO, LA RISCRITTURA DEGLI ACCORDI PARASOCIALI PERMETTERÀ A L'UNITÀ DI RIENTRARE IN POSSESSO DEL PROPRIO SPAZIO web UNITA.IT PONENDO FINE AD UNA SITUAZIONE DI AMBIGUITÀ CHE IN QUESTI MESI HA GRAVEMENTE NUOCIUTO AL PRODOTTO". PER LA RAPPRESENTANZA SINDACALE, "SONO BUONE NOTIZIE CHE ABBIAMO ATTESO A LUNGO, MA CHE TUTTAVIA NON FUGANO I TIMORI SUL FUTURO DELL'UNITÀ E DEI SUOI LAVORATORI. NONOSTANTE LE RASSICURAZIONI, INFATTI, L'AZIENDA NON HA DATO RISPOSTE CONCRETE SUI PROGETTI EDITORIALI E SULLA SALVAGUARDIA DEI POSTI DI LAVORO. ACCOGLIAMO CON FAVORE LA DISPONIBILITÀ ESPRESSA DAL SOCIO DI MAGGIORANZA A LAVORARE IN COLLABORAZIONE CON LA DIREZIONE E LA REDAZIONE PER LA STESURA DI UN PIANO EDITORIALE CHE INDIVIDUI E VALORIZZI LE POTENZIALITÀ DI CRESCITA DELL'UNITÀ, TUTTAVIA RITENIAMO ANCORA INSUFFICIENTI LE RISPOSTE AI NOSTRI INTERROGATIVI SUL PIANO INDUSTRIALE. NON SONO ANCORA ARRIVATE, INFATTI, GARANZIE SULLA SALVAGUARDIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI E SMENTITE SULLE VOCI SECONDO LE QUALI SAREBBE INTENZIONE DELL'AZIENDA PROCEDERE AD UN PESANTE INTERVENTO DI RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO. IN QUESTE SETTIMANE CHE SERVIRANNO ALLA DEFINIZIONE DEI NUOVI PIANI INDUSTRIALI E EDITORIALI, LA REDAZIONE VIGILERÀ ATTENTAMENTE AFFINCHÉ VENGANO TUTELATI LA QUALITÀ DEL PRODOTTO E I LIVELLI OCCUPAZIONALI. LA REDAZIONE - CONCLUDE LA NOTA - È PRONTA A PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA DEFINIZIONE DI UNA STRATEGIA DI SVILUPPO E CONSOLIDAMENTO DEL PRODOTTO. (ANSA).





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Editoria: accordo tra i soci, L'Unità non chiude - ROMA, 16  febbraio 2017 - L'Unità non chiude. La storica testata, fondata nel 1924 da Antonio Gramsci e finita ancora una volta a rischio liquidazione, potrà proseguire la sua attività grazie all'accordo trovato nell'assemblea dei soci: Piesse, che controlla l'80%, ed Eyu con il 20%, hanno "assunto decisioni anche in merito al riequilibrio della situazione patrimoniale della società". L'accordo, a quanto si apprende, prevede la crescita della quota di Piesse dall'80 al 90% e la riduzione della partecipazione di Eyu, la fondazione del Pd, dal 20 al 10%. Sarà Piesse a farsi carico della ricapitalizzazione. Per rimpinguare le casse societarie sarebbe stato messo per il momento sul piatto 1 milione e mezzo di euro, a fronte di una chiusura dell'ultimo bilancio con un passivo attorno i 4 milioni di euro. Gli accordi tra le parti, che non riguardano solo la parte economica - dovrebbero consentire di contenere fortemente le perdite. L'accordo - si apprende ancora - prevede che entro i  prossimi 60 giorni sia messo a punto il piano editoriale, con il passaggio del sito sotto la testata che si chiamerà Unità.it (oggi il blog Unità.tv è realizzato da una redazione esterna). In base al progetto verranno definiti i tagli al personale, che ora conta 28 redattori. La decisione dei soci arriva nel pieno della battaglia all'interno del Pd, con l'ipotesi scissione alle porte, e dopo una dura lotta condotta dalla redazione, guidata da Sergio  Staino, contro i licenziamenti collettivi senza ammortizzatori sociali che erano stati annunciati nelle scorse settimane  dall'ad Guido Stefanelli. Una mobilitazione culminata negli appelli e nei successivi contrasti con Matteo Renzi. Il segretario del Pd aveva comunque assicurato nei giorni scorsi a Staino l'impegno del partito per il futuro del giornale: "Figurati se chiudo l'Unità sotto elezioni, perché ormai siamo sotto elezioni, mi ha detto Renzi - aveva riferito il direttore a Radio Popolare -. Ma non ha fatto nulla per salvarla". E oggi Staino ha scritto un sms a Renzi: "Si riparte. In prognosi riservata ma si riparte".  "Sono stati bravi sia la società che il partito - spiega Staino all'ANSA - anche se ci saranno conseguenze dolorose per il ridimensionamento della forza lavoro. Non conosco ancora i dettagli economici della decisione, ma dopo aver sistemato la situazione economica occorrerà ripensare il giornale, mettere mano al progetto editoriale sia dell'edizione cartacea che del sito". I distinguo arrivano anche dal comitato di redazione: "L'Unità è viva, ma non è ancora salva". Il cdr plaude alla ricapitalizzazione e alla riscrittura degli accordi parasociali, che "permetterà all'Unità di rientrare in possesso del proprio spazio web unita.it". Ma restano i timori sul futuro dei lavoratori: "Nonostante le rassicurazioni, l'azienda non ha dato risposte concrete sui progetti editoriali e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Accogliamo con favore la disponibilità espressa dal socio di maggioranza a lavorare in collaborazione con la direzione e la redazione per la stesura di un piano editoriale che individui e valorizzi le potenzialità di crescita dell'Unità, tuttavia riteniamo ancora insufficienti le risposte ai nostri interrogativi sul piano industriale. Non sono ancora arrivate, infatti, garanzie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali - conclude il cdr - e smentite sulle voci secondo le quali sarebbe intenzione dell'azienda procedere ad un pesante intervento di riduzione del costo del lavoro". (ANSA).





 






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