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La proposta M5S sulla previdenza: "Le casse dei professionisti tornino pubbliche e gli iscritti abbiano la possibilità di chiedere indietro i contributi versati se questi non hanno fatto maturare una prestazione". IN CODA articolo di FRANCO ABRUZZO: "L'Inpgi, ente pubblico dal 1951 al 1994, deve tornare ente pubblico. La sua collocazione tra le casse privatizzate è in contrasto con un giudicato costituzionale (sentenza 214/1972 della Consulta) tutelato dall'articolo 136 della Carta fondamentale: “Insussistente l'analogia fra la cassa di previdenza dei giornalisti e quelle degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei geometri".


ROMA, 15.2.2017 (enr.ma.-corrieredellasera) - Le casse di previdenza dei professionisti tornino pubbliche e gli iscritti abbiano la possibilità di chiedere indietro i contributi versati se questi non hanno fatto maturare una prestazione. Lo prevede la proposta di legge del Movimento 5 Stelle, prima firmataria Roberta Lombardi, che il gruppo della Camera chiede sia discusso. Secondo i 5 stelle far tornare nella sfera pubblica le casse che furono privatizzate nel 1994 è urgente perché diverse tra queste sono state gestite male, col rischio che grossi buchi di bilancio compromettano in futuro l'erogazione delle pensioni. Poiché il Consiglio di Stato ha affermato la natura pubblicistica di questi enti previdenziali, la proposta di legge del M5S propone la ripubblicizzazione delle casse; il loro accorpamento in tre aree; un forte sistema di controlli (Covip e Anac) e, rilevante novità, il «diritto al rimborso dei contributi» per coloro che si ritirano dalla cassa, perché per esempio hanno cambiato lavoro o sono disoccupati. Una mossa a favore di tanti professionisti colpiti dalla crisi, ma che certamente metterebbe a dura prova i conti delle casse.


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18.1.2017 - PREVIDENZA & GIORNALISTI. L'Inpgi, ente pubblico dal 1951 al 1994, deve tornare ente pubblico. La sua collocazione tra le casse privatizzate è in contrasto con un  giudicato costituzionale (sentenza 214/1972 della Consulta) tutelato dall'articolo 136 della Carta fondamentale: “Insussistente l'analogia fra la cassa di previdenza dei giornalisti e quelle degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei geometri".  Esiste il diritto alla pensione (art 38 Cost), ma non al quantum dice la giurisprudenza. Così i giornalisti in caso di default rischiano di ricevere l'assegno sociale (501,89 euro lordi al mese x 13). Da fine settembre 2016 si attende la decisione dei ministri Padoan e Poletti sulla riforma della Fondazione, una riforma che restringe le prestazioni generose del passato. Il disastro vaticinato dall'attuario nel 2004, ma le prime misure sono state adottate soltanto nel 2015. In questo arco lungo di tempo dov'era la vigilanza del Governo? E nello stesso tempo la Corte dei conti controllava i bilanci e inascoltata predicava alla Luna. Così oggi l'Istituto è sull'orlo del commissariamento. -  di FRANCO ABRUZZO/presidente  di Unpit (Unione nazionale pensionati per l'Italia)  -  TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22496                  =======================





17.1.2017 - L'INPGI E LE ALTRE CASSE. "L'INPGI TORNI ENTE PUBBLICO". - Sentenza 214/1972 della Corte costituzionale (presidente Costantino Mortati): “Insussistente l'analogia fra la Cassa di previdenza  dei giornalisti e quelle degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei geometri. In sostanza, la cassa dei giornalisti costituisce un settore autonomo del complesso sistema previdenziale predisposto a tutela dei lavoratori dipendenti e i cui compiti sono assolti principalmente dall'INPS".  Governo e Parlamento hanno tradito quel giudicato costituzionale (art. 136 Cost.) quando, con il dlgs 509/1994, hanno deliberato la collocazione dell'Inpgi tra le casse privatizzate dei liberi professionisti. Conclusione: l'Istituto di previdenza dei giornalisti deve tornare pubblico come è stato dal 1951 al 1994, quando le pensioni dei giornalisti erano garantite dallo Stato. L’Inpgi era, è  e rimane ente sostitutivo dell’Inps, peculiarità che non appartiene alle altre casse privatizzate dei liberi professionisti. FRANCO ABRUZZO/presidente di UNPIT: "L'Inpgi/1 oggi è sull'orlo del commissariamento. Con riferimento alla sentenza 214/1972 della Consulta, Governo e Parlamento devono al più presto rispolverare lo 'schema Inpdai' del 1995/1996: da ente privatizzato come l'Inpgi/1 con il dlgs 509/1994, l'Inpdai  (che navigava in brutte acque) tornò prima ente pubblico per poi essere assorbito dall'Inps. Questa storia dovrebbe ripetersi con l'Inpgi/1 che oggi accusa una gestione fallimentare sotto la regia di Fnsi e Fieg. Solo così le pensioni dei giornalisti sarebbero al sicuro".  - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22488                                                                     ==============================









12.2.2017 - INPGI. RIFOMA ATTESA DAL 4 OTTOBRE 2016.  La "pratica" è sul  tavolo della dott.ssa Concetta Ferrari, direttrice  generale per le politiche previdenziali e assicurative (Ministero del Lavoro). Non sempre i tempi dell'alta burocrazia (Leviatano imperscrutabile)  tengono conto delle situazioni drammatiche come quella vissuta dalla Fondazione, chiamata a dare i vitalizi (?) ai giornalisti di oggi e  di domani. La confluenza dell'Inpgi nell'Inps  - come è già avvenuto per Inpdai, Inpdap ed Enpals - ormai è imposta dalla crisi decennale dell'editoria che usa cigs, stati di crisi, prepensionamenti e licenziamenti in maniera crescente. (E che ovviamente non assume). L'adeguamento degli organici alla diffusione e al gettito pubblicitario determinerà il crac finale dell'Istituto (che quest'anno, per esigenze di cassa, dovrà operare disinvestimenti mobiliari  pari a  150 milioni di euro). Governo e Parlamento  non possono trattare  i giornalisti come 'figliastri' della Repubblica. L'uguaglianza di trattamento è ancora un valore costituzionale fondamentale? - di FRANCO ABRUZZO/presidente di UNPIT - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=22659




 





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