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Sul nuovo numero di Jesus, in edicola, l'intervista esclusiva a padre Arturo Sosa Abascal, il nuovo Generale dei gesuiti ("Papa nero").


Milano, 5 gennaio 2017 - «Il peccato non è rompere una norma, ma non amare». A dirlo, in un'intervista esclusiva pubblicata sul numero di gennaio di Jesus, mensile d'inchieste e dibattiti sull'attualità religiosa della Periodici San Paolo, da oggi in edicola, è padre Arturo Sosa. Venezuelano, 68 anni, padre Sosa è il nuovo "Papa nero", ovvero il superiore dei gesuiti, la congregazione più numerosa al mondo di cui fa parte anche papa Francesco. Proprio come il Pontefice, anche padre Sosa è il primo latinoamericano a ricoprire l'incarico affidatogli, che vuole portare avanti fra «obbedienza e libertà», anche nell'affrontare temi  complessi come il diaconato femminile, la riforma liturgica e la teologia della liberazione. «I tempi cambiano rapidamente, la Chiesa fa fatica, come d'altra parte la stessa società… Dalla Commissione sul diaconato - afferma padre Sosa - mi aspetto che porti il tema alla luce. Bisogna discutere. Forse non ci sarà domani l'ordinazione delle diaconesse, ma almeno diciamo perché». A proposito della Teologia della liberazione, il Generale dei gesuiti incalza: «Alcuni pensano alla Teologia della liberazione come se fosse solo legata a un conflitto e collegata con l'analisi marxista. Ma quando il Papa parla di periferia e frontiere fa riferimento all'intuizione più forte della Teologia della liberazione, al luogo teologico dove si fa teologia. Se non siamo alla periferia, se non guardiamo con gli occhi dei poveri, non facciamo una teologia evangelica che liberi gli oppressi. Nessuno è povero per scelta. Da lì parte il movimento della giustizia che è di liberazione, per arrivare alla libertà di tutti». Nell'intervista anche qualche riflessione sulla liturgia, che «non può diventare un museo»: «La liturgia è un linguaggio con cui comunichiamo il nostro modo di celebrare l'Eucarestia, la relazione con il Signore. Non è cristiano è dire che si deve riformare la riforma per imporre a tutti quello stile». Infine, sul rapporto con il Pontefice confratello confida: «Con Francesco c'è una relazione molto fraterna, il Papa è estremamente rispettoso. Come gesuiti siamo a disposizione della Chiesa tramite i desideri del Papa. Che sia vicino, più lontano, indifferente. Certo, quando il Papa è vicino, è molto più facile».


 





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