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Stampa

Lettera in redazione sulla querelle (=gogna) innescata dal sindaco di Cosenza contro una giornalista del Quotidiano del Sud e contro il Tgr Rai Calabria (con l'invito a non guardarlo). Le critiche del primo cittadino alla stampa locale: "Non una parola mai sulle tante 'buone pratiche' avviate dal Comune né sui tanti successi ottenuti".


Caro Franco Abruzzo, i frequenti attacchi alla libertà di stampa che politici, amministratori e persone di potere sferrano per difendere il loro operato, a volte discutibile, non è altro che il tentativo di imbavagliare i giornalisti liberi, nella speranza che nessuno divulghi quanto realmente avviene intorno a noi. In questo quadro si inserisce la querelle innescata contro la stampa dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Solo pochi giorni fa, il sindaco ha pubblicato sul suo profilo facebook il seguente post: ‹‹Ho il massimo rispetto della libertà di stampa e di opinione. Trovo le critiche importanti perché costruttive e stimolanti. Ma invito i lettori a trovare su fb i commenti e i post di questa Francesca Canino assoldata dai miei avversari fin dalla campagna elettorale, e che adesso scrive ogni giorno sul Quotidiano articoli senza senso e completamente inventati contro l'Amministrazione comunale. Se avete il tempo di trovare i suoi commenti contro di me e contro l'Amministrazione pubblicateli per favore su questo post. Se esiste un diritto alla critica esisterà pure un diritto alla difesa. I politici e i giornalisti sono fra i maggiori responsabili dello sfascio di questa regione, e poi non possiamo lamentarci se non facciamo nulla. I politici possono essere criticati, ma anche i giornalisti››. Il sindaco ha scatenato il web contro una giornalista del Quotidiano del Sud, rea, a suo parere, di divulgare i fatti della città. I commenti dei sostenitori e amici del sindaco che si sono susseguiti al post hanno denigrato, ridicolizzato, insultato una giornalista che da anni compie con professionalità un difficile lavoro, esponendola al pubblico ludibrio sui social e incitando alla caccia alla giornalista. Un collega ha definito l’attacco del sindaco ‹‹arrogante e vile. Si invoca una lapidazione virtuale, una forma di bullismo da tastiera tipica dei codardi. È grave che una figura pubblica scateni la canea immonda e inciti ad azzannare una cronista i cui articoli non piacciono. Si tratta di un ulteriore passo verso uno sconosciuto abisso di vergogna››. Ma non finisce qui, perché dello stesso tenore è il post precedente del sindaco, in cui l’attacco è contro la Rai regionale: ‹‹Il Tg3 diretto da Alfonso Samengo non smentisce l'ispirazione politica al servizio dei potentati locali. Non una parola mai sulle tante "buone pratiche" avviate dal Comune di Cosenza né sui tanti successi ottenuti; mai una parola sulle malefatte dei suoi amici politici locali, riportate anche dalle testate giornalistiche nazionali, ma soli continui attacchi violenti all'Amministrazione comunale di Cosenza. Dopo i noti recenti servizi, più denigratori che giornalistici, la linea editoriale del Tg3 fa di Cosenza il suo bersaglio preferito, evidenziando una situazione che non rende onore alla città né ai suoi cittadini››. Il risentimento contro i suddetti organi di informazione, ha spinto il sindaco a pubblicare sul suo profilo facebook anche un invito a non guardare ‹‹il Tgr Rai Calabria. Se anche tu non guardi mai Rai 3 Calabria CONDIVIDI e chiediamone la chiusura››. Secondo il sindaco di Cosenza si dovrebbe scrivere delle "buone pratiche" avviate dal comune e ignorare i tanti problemi della città e l’operato della sua amministrazione. È chiaro, a questo punto, che o si scrivono le buone azioni del sindaco o si viene messi alla gogna e virtualmente perseguitati. Se questa è la libertà di stampa… - Marina Prestia






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