Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
  » I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  I fatti della vita
Stampa

PREVIDENZA. UN CASO POLITICO CHE METTE IN GIOCO LA CREDIBILITA' DI RENZI. - Contributo di solidarietà sulle pensioni (dei giornalisti) superiori ai 38mila euro con l'avallo dei rappresentanti di Palazzo Chigi e del Ministero del Lavoro: dal Cda dell'INPGI parte un messaggio minaccioso per tutti i pensionati italiani ("Non state tranquilli"). Eppure il Governo aveva ripetutamente garantito che non avrebbe ripristinato il prelievo a partire dal 2017. L'approvazione di questa "riforma" spetta ai ministri dell'Economia e del Lavoro, Padoan e Poletti, che hanno già bocciato il 3 febbraio scorso il precedente prelievo deliberato dal Cda dell'ente il 27 luglio 2015. L'Inpgi ha già incassato 30 milioni di euro negli ultimi 5 anni per via della mancata applicazione della perequazione e per via del gettito del "contributo Letta". I giornalisti pensionati hanno già dato. Ed ora a tutto ciò si aggiunge la beffa di essere discriminati rispetto ai pensionati Inps, ai quali Boeri non impone alcun contributo.

di FRANCO ABRUZZO/presidente di Unpit


Roma, 30 settembre 2016 - A dicembre giunge al capolinea il  contributo di solidarietà previsto dalla legge Letta (n. 147/2013) e applicato per tre anni anche ai giornalisti pensionati con un reddito annuo  superiore ai 91.250 euro (il gettito è finito nelle casse dall'Inpgi). Ne ha parlato Il Sole 24 Ore nell'edizione di lunedì 25 luglio e la notizia è stata ripresa anche da diversi siti web che si occupano di lavoro ed economia. Intervistato il 30 agosto successivo da Aldo Cazzullo (domanda: “Ci saranno interventi sulle pensioni più alte?”),  Matteo Renzi ha replicato secco: “No, non sono all’ordine del giorno”. Il presidente del Consiglio probabilmente non poteva prevedere  che il Cda dell'Inpgi, usurpando i poteri del Governo e delle Camere e disattendendo la giurisprudenza uniforme sul punto della Cassazione civile, avrebbe  deliberato l'imposizione di un contributo (definito "contributo straordinario di partecipazione  al riequilibrio finanziario della Gestione previdenziale") sugli assegni percepiti dai giornalisti in quiescenza a partire dai 38mila euro in su con l'obiettivo di incassare 19 milioni di euro in tre anni. Gli interessati sono circa 6.700.  Come è avvenuto puntualmente  il 28 settembre con due soli voti contrari (espressi da Carlo Chianura e Paola Cascella di Puntoeacapo) e con il voto favorevole anche dei rappresentante di Palazzo Chigi  (Antonio Funiciello) e  di quello del ministero del Lavoro  (Mauro Marè) nonché del vicepresidente vicario (pensionato) Giuseppe Gulletta, dei consiglieri pensionati Paolo Serventi Longhi, Edmondo Rho  e del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.


L'approvazione della delibera spetta ai ministri dell'Economia e del Lavoro, Padoan e Poletti, che hanno già bocciato il 3 febbraio scorso  il precedente prelievo (votato dal Cda dell'Inpgi il 27 luglio 2015)  con queste parole: "Con riferimento all'istituzione del contributo straordinario per il riequilibrio finanziario - sebbene possa essere ritenuto uno degli "strumenti coerenti alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico", così come previsti dalla normativa di settore, cioè l'art. 2, comma 2, del d. lgs n. 509/1994 - si ritiene di porre in evidenza, sotto un profilo di legittimità, che, in quanto imposto da un atto non avente forza di legge che incide su pensioni già maturate e in pagamento (c.d. diritti acquisiti), nonché al di sotto della soglia di salvaguardia posta dall'attuale normativa (14 volte il trattamento minimo Inps) espone l'Ente ad un probabile contenzioso dagli esiti molto incerti. Ciò anche alla luce delle numerose pronunce contrarie della Corte di Cassazione in relazione ad analoghe iniziative adottate da altri enti previdenziali di diritto privato. Pertanto, tale particolare misura potrebbe comportare per l'INPGI, in definitiva, addirittura maggiori oneri nel prossimo futuro a fronte di una disponibilità di risorse, nell'immediato, per altro non quantificate e   presumibilmente esigue".  Il Governo non  può ignorare questa massima:  Il ricorso al contributo di solidarietà non rientra nei poteri e nell’autonomia decisionale delle Casse. Gli enti privati - spiega la Cassazione - hanno a disposizione un ventaglio di soluzioni - dall’aumento delle aliquote alla riparametrazione dei coefficienti alla modifica dei criteri di calcolo del trattamento - per garantire l’equilibrio finanziario e per assicurare le prestazioni future”.


E' possibile che l'Inpgi faccia quel che non fa l'Inps? L'Inpgi, - ente sostitutivo dell'Inps, inserito nella Pa -, deve rispettare le sentenze della Cassazione che nega alle Casse professionali "il potere di fissare contributi per via amministrativa”. Sono   tre le decisioni recenti della Cassazione che respingono sostanzialmente le tesi sostenute dall'INPGI: la n. 53 del 2015, la 6702 del 2016 e la 12338/2016. In quest'ultima sentenza si legge: "L'art. 3, comma 12, della legge n. 335 del 1995 permette agli enti previdenziali privatizzati di variare gli elementi costitutivi del rapporto obbligatorio che li lega agli assicurati, ma non consente agli stessi di sottrarsi in parte all'adempimento, riducendo l'ammontare delle prestazioni mediante l'imposizione di contributi di solidarietà".


Con il voto dei suoi rappresentanti nel Cda dell'Inpgi è ipotizzabile che il Governo abbia cambiato linea sui contributi di solidarietà. E' impensabile che Antonio Funiciello e Mauro Marè non si siano consultati con chi decide le linee  strategiche pensionistiche a Palazzo Chigi e ai Ministeri dell'Economia e del Lavoro.  Nasce  così un caso politico di prima grandezza dagli eventi maturati nel CdA dell'Inpgi. Parte un messaggio  ai pensionati italiani: "Non state tranquilli. Il ripensamento sul prolungamento della legge Letta è possibile". E' vero che la Corte costituzionale parla (con la sentenza 173/16) di contributo  "una tantum" e che sotto questo profilo quel contributo non dovrebbe avere repliche. Ma è anche vero che il CdA dell'Inpgi, con l'avallo dei due rappresentanti ministeriali,  non ha tenuto conto di questo principio nei riguardi dei suoi 1.400 iscritti che pagano il contributo Letta dal gennaio 2014. L'Inpgi ha già incassato 30  milioni di euro negli ultimi 5 anni per via della mancata applicazione della perequazione e per via del gettito del "contributo Letta". I giornalisti pensionati hanno già dato. Ed ora a tutto ciò si aggiunge la beffa di essere discriminati rispetto ai pensionati Inps, ai quali Boeri non impone alcun contributo. Che farà Renzi?  



§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


ARTICOLI CORRELATI


4.12.2015 - Matteo Renzi furente con Tito Boeri. Di terrorismo armato, secondo il presidente del Consiglio, ce n’è già abbastanza in giro nel mondo per permetterci il lusso di aggiungerne in Italia uno di carattere sociale, vista l’eco mediatica e politica delle proposte, esplicite o implicite, del presidente del'Inps sul ricalcolo contributivo delle pensioni liquidate legittimamente col sistema retributivo, sui tagli alle pensioni non solo di presunto oro, ma anche d’argento, rame, zinco e via metallizzando. Le sortite di Boeri impensieriscono il presidente del Consiglio anche per gli effetti, che sembrano avere già prodotto sul mercato. Effetti negativi, in particolare, sulla propensione ai consumi di categorie che, impaurite dalle difficoltà in arrivo con la decurtazione delle pensioni, sono portate ora più a risparmiare, se vi riescono, che a spendere. E Renzi sa bene, con il ridimensionamento delle stime di crescita del prodotto interno lordo, quanto comodo farebbe all’economia nazionale, un aumento, non una contrazione, dei consumi.  - di Francesco Damato -formiche.net 4.12.2015 - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=19348


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


10.9.2016 - "RENZI HA RIBADITO CHE LE PENSIONI LIQUIDATE CON IL SISTEMA RETRIBUTIVO NON SARANNO TOCCATE. CHI PRENDE UN ASSEGNO, ANCHE SE SUPERIORE A QUANTO EFFETTIVAMENTE VERSATO, NON RISCHIA IN ALCUN MODO DI VEDERSELO RIDOTTO", PAROLA DI PREMIER. DAMIANO:  "UN RICALCOLO CONTRIBUTIVO DELLE PENSIONI RETRIBUTIVE SAREBBE ANCHE TECNICAMENTE IMPOSSIBILE". -TESTO IN    http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=21523


§§§§§§§§§§§§§§§§§


.10.5.2015 -.PENSIONI & CORTE COSTITUZIONALE. LETTERA APERTA  DI UNPIT  AL PREMIER MATTEO RENZI: “Noi crediamo, e ci auguriamo, che in un Grande Paese le sentenze della Consulta debbano essere semplicemente  rispettate da e per tutti senza se e senza ma, in particolare evitando di andare a colpire in modo esclusivo, sulla base della loro entità, quelle pensioni più alte che già erano trattate in modo riduttivo dal sistema di calcolo retributivo e che sono attualmente soggette anche a contributi di solidarietà dalla legge 147/2013”. “Se la Patria ha bisogno nessuno si tira indietro, Signor Presidente, ma prima di arrivare a chiedere o a negare soldi  agli anziani, alla parte debole della popolazione,  si abbia il coraggio di prenderli dal malaffare,  dalla corruzione, dall'evasione e dall'elusione fiscale, dagli sprechi di ogni genere, dall'eliminazione degli enti inutili e delle consulenze inutili,  dai privilegi assurdi”. ZAGREBELSKY:“L’EQUILIBRIO DI BILANCIO NON È UN LASCIAPASSARE ALL’ARBITRIO DELLA POLITICA”. – TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=17712 e anche in http://www.unpit.it/


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


15.4.2015. - Anche i professori universitari, quando scrivono di pensioni, accusano amnesie e dimenticano i vincoli costituzionali. Se il Governo ha bisogno di quattrini per aiutare chi è in difficoltà, tutti devono dare una mano, cittadini attivi e cittadini pensionati. Il peso non può cadere solo sulle spalle dei pensionati. Vero, professor Marè? -   di Franco Abruzzo/presidente di Unpit e sindaco dell'Inpgi -  TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=20500


§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§


28.9.2016. INPGI - Via libera dal Cda alla riforma delle prestazioni per garantire l’autonomia e la sostenibilità della gestione. Modificati i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia che vede incrementare, progressivamente nel triennio 2017 – 2019, l’età anagrafica richiesta, fino ad elevarla a regime a 66 e 7 mesi. Modificati anche i  requisiti di accesso alla pensione d’anzianità, che prevede un progressivo innalzamento dell’anzianità contributiva fino ad arrivare nel 2019 a 40 di contribuzione con 62 anni di età. Il Consiglio di amministrazione ha inoltre approvato a maggioranza, con due voti contrari, l’introduzione di un contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della Gestione previdenziale da applicare, in via temporanea per la durata di 3 anni a decorrere dalla data di approvazione dell’odierna delibera, a tutti i trattamenti di pensione erogati dall’Inpgi, di importo pari o superiore a  38.000 euro lordi annui, con percentuali crescenti in base alle diverse fasce reddituali. Il provvedimento (secretato) ora va all'esame dei Ministri dell'Economia e del Lavoro. Lorusso (FNSI): “Interventi pesanti ma inevitabili”.  - di www.inpgi.it - TESTO IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=21661





 



 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 








Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
---------------------------------
Decreto legge n. 63/2012 convertito con la legge 103/2012. Art. 3-bis (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni): 1. Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. 2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.
---------------------------------
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno XV Copyright � 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com