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EDITORIA: PER I GIORNALI FUTURO DA CROSS-OVER TRA TERRITORIO E WEB. Convegno del Gruppo Riffeser - Barberis, domanda infinita, la questione è il business model.

Roma, 21 ottobre 2015. Il futuro dei giornali nell'epoca della digitalizzazione dell'informazione passa attraverso un «business model» che ponga al centro il rispetto del lettore nelle sue esigenze di affidabiilità, obiettività, fruibilità della fonte. E' la tendenza emersa nel corso del convegno dal titolo «I giornali: a cosa servono?» organizzato dall'editore Andrea Riffeser Monti, del Gruppo «Quotidiano nazionale - Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione», presso l'Associazione Civita. Moderato da Bruno Vespa, alla presenza del vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, nel corso della tavola rotonda il sociologo e fondatore del Censis Giuseppe De Rita ha sottolineato la sfida rappresentata per i quotidiani dalla «disintermediazione dell'informazione» causata dalla Rete, rispetto alla quale le caratteristiche della territorialità e dell'appartenenza restano fattori di fidelizzazione dei lettori. In questo quadro, come sottolineato dal direttore di Qn Andrea Cangini con il supporto di un'indagine demoscopica condotta da Euromedia research, le 38 edizioni complessive del gruppo che conta oltre 500 giornalisti, ne fanno il terzo polo informativo della carta stampata, proiettato anche sull'editoria on line con il sito «quotidiano.net». Il consigliere per l'Innovazione di palazzo Chigi, Paolo Barberis, ha tratto un auspicio positivo dalle tendenze in atto, spiegando che per l'editoria «il problema non è la domanda, che è potenzialmente infinita, bensì il `business model´ che sta dietro». Insomma, un mare aperto, che porta, con le sue incognite, anche moltissime opportunità. (ADNKRONOS)





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