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IL PRESIDENTE DEL SENATO PIERO GRASSO: “I GIORNALISTI E LA STAMPA DEVONO ESSERE LIBERI E NON INTIMIDITI DA PRESSIONI CHE VENGONO DA AMBIENTI CHE ESSI DENUNCIANO. DOBBIAMO STRINGERCI TUTTI ATTORNO A QUESTE PERSONE, FAR SENTIRE LORO E A CHIUNQUE SI IMPEGNI PER LA VERITA' E LA GIUSTIZIA - COME AI MAGISTRATI, ALLE FORZE DELL'ORDINE, ALLA PARTE SANA DELLA SOCIETA' CIVILE CHE SI ESPONE, CON CORAGGIO E DETERMINAZIONE, CONTRO LA CRIMINALITA' - LA NOSTRA SOLIDARIETA', LA NOSTRA VICINANZA, IL NOSTRO AFFETTO, LA NOSTRA RICONOSCENZA".


ROMA, 5  DICEMBRE 2014. - "LA CRIMINALITA' PRETENDE IL SILENZIO E CERCA DI FERMARE I GIORNALISTI SCOMODI. ANCHE LA CATTIVA POLITICA, A VOLTE. DOBBIAMO INVECE STRINGERCI TUTTI ATTORNO A QUESTE PERSONE, FAR SENTIRE LORO E A CHIUNQUE SI IMPEGNI PER LA VERITA' E LA GIUSTIZIA - COME AI MAGISTRATI, ALLE FORZE DELL'ORDINE, ALLA PARTE SANA DELLA SOCIETA' CIVILE CHE SI ESPONE, CON CORAGGIO E DETERMINAZIONE, CONTRO LA CRIMINALITA' - LA NOSTRA SOLIDARIETA', LA NOSTRA VICINANZA, IL NOSTRO AFFETTO, LA NOSTRA RICONOSCENZA". LO HA AFFERMATO IL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO, IN OCCASIONE DEL 1° FORUM INTERNAZIONALE DELL'INFORMAZIONE CONTRO LE MAFIE "A MANO DISARMATA".  "PER 43 ANNI, DA MAGISTRATO, - HA RICORDATO - HO AVUTO MODO DI VEDERE I MODI SUBDOLI E VIOLENTI CON CUI LE MAFIE DEL NOSTRO PAESE CERCANO DI ZITTIRE L'INFORMAZIONE: LA CRIMINALITA', CHE RICERCA IL CONSENSO DI FASCE SOCIALI SEMPRE PIU' ESTESE, TEME GLI ATTACCHI SUL TERRENO DELLA COMUNICAZIONE E DELL'AZIONE SOCIALE ALMENO QUANTO QUELLI DELL'AZIONE REPRESSIVA. LO DIMOSTRANO LE INTIMIDAZIONI CHE ANCORA OGGI, OGNI GIORNO, NON PIU' SOLO NEL MEZZOGIORNO MA IN TUTTA ITALIA, COLPISCONO GLI OPERATORI DELL'INFORMAZIONE". GRASSO HA CITATO I CASI DI INTIMIDAZIONI A PINO MANIACI, LIRIO ABBATE, FRANCESCA FAGNANI, TRA I PIU' RECENTI.  GRASSO HA SOTTOLINEATO COME ORMAI "IL SISTEMA MAFIOSO COSTITUISCE UN MODELLO DI RIFERIMENTO CHE VIENE REPLICATO IN CONTESTI DIVERSI DA QUELLO SICILIANO, CALABRESE O CAMPANO, UN MODELLO CHE DELLA MAFIA HA TUTTE LE CARATTERISTICHE SOSTANZIALI TRALASCIANDO QUELLE RITUALI, QUELLE FOLCLORISTICHE COME AD ESEMPIO L'INIZIAZIONE MEDIANTE 'PUNCIUTA' O GIURAMENTO. NON PER QUESTO PERO' DOBBIAMO CORRERE IL RISCHIO DI VEDERE QUESTI FENOMENI SOLO COME CRIMINALITA' COMUNE O CORRUZIONE.  ANZI, QUESTA CIRCOSTANZA DEVE FARCI RIFLETTERE PERCHE' SUGGERISCE NON SOLO CHE IL PAESE NON HA SUFFICIENTI ANTICORPI PER REAGIRE AL MALAFFARE, MA CHE HA INTERIORIZZATO, ASSIMILATO I MECCANISMI DELLA CORRUTTELA, DEL PERSEGUIMENTO DEL PROFITTO AD OGNI COSTO, DEL DISPREZZO PER LA COSA PUBBLICA E PER L'INTERESSE GENERALE".     QUELLA CHE UNA VOLTA VENIVA DEFINITA L''AREA GRIGIA' DELLA MAFIA "SI E' RESA AUTONOMA SENZA DIMENTICARE LA LEZIONE DI SALVO LIMA CHE, NEL 'SACCO DI PALERMO', AVEVA COINVOLTO TUTTE LE FORZE POLITICHE CON UN MALINTESO SENSO DI DEMOCRAZIA E RAPPRESENTANZA AL MOTTO DI 'NUN SI CALA 'A PASTA SI NUN CI SUNNU TUTTI I CUCCHIARA', OVVERO: NON SI INIZIA A MANGIARE SE I COMMENSALI NON SONO TUTTI A TAVOLA, PERCHE' SE NESSUNO E' SCONTENTO, NESSUNO FA PROBLEMI E NESSUNO DENUNCIA. E' QUELLO CHE E' STATO DEFINITO DAGLI STESSI PROTAGONISTI 'IL MONDO DI MEZZO'".  PER IL PRESIDENTE DEL SENATO "IL GIORNALISMO D'INCHIESTA, QUANDO E' SERIO E PROFESSIONALE, RIESCE A FAR EMERGERE QUESTE REALTA', INDIPENDENTEMENTE DALLE INDAGINI. HO UN BELLISSIMO RICORDO DI UN GIORNALISTA INCONTRATO QUANDO ERO PROCURATORE A PALERMO: MI SEGNALO' CHE, SPULCIANDO A ROMA LE CARTE PROCESSUALI SULL'ARRESTO DI RIINA, SU UNO DEGLI APPUNTI RITROVATIGLI IN TASCA E SEQUESTRATI AVEVA NOTATO IL NOME DELL'IMPRENDITORE DI BAGHERIA MICHELE AIELLO, CIRCOSTANZA  CHE FECE FARE ALLE INDAGINI UN NOTEVOLE SALTO DI QUALITA'. IN ITALIA DALL'INIZIO DEL 2014 L'ASSOCIAZIONE "OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE" HA DOCUMENTATO MINACCE A 366 GIORNALISTI: AD OGNI MINACCIA CORRISPONDE UNA STORIA DI PROFESSIONALITA' E DI CORAGGIO". "TUTTO QUESTO HA A CHE FARE CON IL TIPO DI SOCIETA' E DI DEMOCRAZIA NELLA QUALE VIVIAMO E NON VORREMMO PIU' VIVERE IN FUTURO. INTIMIDIRE UN GIORNALISTA E' UN VULNUS PER LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE E PER IL DIRITTO DEI CITTADINI DI ESSERE INFORMATI. A QUESTO VA AGGIUNTO IL TEMA DELL'UTILIZZO A SCOPO INTIMIDATORIO DELLE QUERELE, DELLA SALVAGUARDIA DEI CRONISTI A RISCHIO, SOPRATTUTTO QUELLI CON MENO GARANZIE E CHE SCRIVONO PER PICCOLI GIORNALI LOCALI O SU INTERNET. NON VA TRASCURATA INFINE LA NECESSITA' DELLA TRASPARENZA SULL'ASSETTO PROPRIETARIO DELLE TESTATE, PERCHE' SPESSO I CRIMINALI L'INFORMAZIONE PROVANO ANCHE A CORROMPERLA O COMPRARLA". “UN'INFORMAZIONE LIBERA - HA SPIEGATO GRASSO - E' IL PRESUPPOSTO DELLA CONOSCENZA E DELLA FORMAZIONE DI UN'OPINIONE E, DUNQUE, UNA CONDIZIONE ESSENZIALE PER VIVERE IN DEMOCRAZIA. NUTRE IL DIBATTITO E LA FORMULAZIONE DELLE IDEE, E' L'ANIMA DEL VIVERE CIVILE. SOLO UN CITTADINO INFORMATO PUO' COMPIERE SCELTE CONSAPEVOLI, ESERCITARE I PROPRI DIRITTI E PARTECIPARE AL PROCESSO DECISIONALE". "IL VOLTO VIOLENTO E BRUTALE DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA, IL PIU' VISIBILE E IMPRESSIONANTE PERCHE' OFFENDE IL NOSTRO RISPETTO PER LA VITA UMANA, NON E' IL PIU' GRAVE PERICOLO. E' IL VOLTO OSCURO DELLE MAFIE A DOVERCI SPAVENTARE". (AGI)






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