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Editoria. L'Unità , 90 anni di storia da Gramsci al Pd. Subito esaurito inserto con 90 prime pagine, torna domenica

di Michele Cassano-ANSA

Roma, 12 febbraio 2014.  Novanta prime pagine per raccontare la storia del giornale della sinistra italiana. L'Unità celebra il suo novantesimo compleanno con un inserto, diffuso in 65 mila copie e subito esaurito in tutte le edicole, tanto che la direzione del quotidiano ha deciso di bissare l'iniziativa per


domenica prossima. "Siamo subissati da mail e telefonate di


gente che ci chiede l'allegato - racconta all'ANSA il direttore


Luca Landò -. È la dimostrazione dell'attaccamento al


giornale". Un attaccamento - aggiunge Landò - riscontrato anche


ieri in occasione della festa di compleanno in un locale di


Roma: "Doveva essere una festa tra pochi intimi e, invece, è


arrivata tanta gente, anche vecchi giornalisti e vecchi


tipografi".     Nell'allegato, dopo il testo della lettera che Antonio


Gramsci scrisse al Pc d'Italia proponendo la nascita del


giornale della sinistra operaia, ecco il primo numero del 12


febbraio 1924. Si passa poi al foglio scritto a mano quando


sotto il regime fascista l'Unità era clandestina, per arrivare


alla storica intervista di Arminio Savioli a Fidel Castro del


1961. "Fu la prima intervista in cui Fidel rivelava che la


rivoluzione cubana era socialista - ricorda Landò -. Ebbe una


vastissima eco e fu pubblicata anche dal New York Times". 


   I funerali di Togliatti e Berlinguer, le stragi di piazza


Fontana e di Bologna, la primavera di Praga, lo sbarco sulla


Luna, l'11 settembre. L'inserto è anche un viaggio nella storia


degli ultimi novanta anni. "C'è la straordinaria prima pagina


per la tragedia del Vajont - sottolinea Landò -, dopo le denunce


di Tina Merlin, derisa e denunciata per questo. E ancora il


titolo dopo gli scontri al G8 di Genova 'Ecco i criminali


identificati da Scajolà, con l'immagine delle migliaia di


manifestanti pacifici".    "Quest'inserto spiega il senso e lo spirito dell'Unità -


prosegue il direttore -, racconta soprattutto la storia di un


impegno politico. Il mondo si può cambiare solo con l'impegno e


questo è il giornale di chi vuole cambiare". Landò nega - come


sostenuto da alcuni osservatori - che l'Unità voglia mettere i


bastoni tra le ruote al nuovo segretario del Pd, Matteo Renzi.


"Da quando ho preso la direzione, abbiamo fatto una rivoluzione


copernicana - sostiene -. Questo è stato a lungo definito come


un giornale di partito, noi vogliamo essere il giornale degli


elettori di un partito, nella consapevolezza che il Pd non è un


partito monolitico".    Landò si dice convinto che, nonostante le difficoltà, il


giornale non chiuderà. "Molti si augurano che chiuda - afferma


-. Noi puntiamo al rafforzamento dell'online. La carta non può


essere il web del giorno dopo, per questo con l'editore Matteo


Fago abbiamo realizzato il progetto di un giornale unico, che


nasce al mattino sul web e cresce nel corso della giornata. Le


notizie diventano poi adulte sulla carta e continuano ad avere


senso il giorno dopo. Nessuno è ancora riuscito a fare una vera


unificazione tra le redazioni di carta e web, questa è la nostra


scommessa". (ANSA).


 




   





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