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Pilade del Buono racconta come si formò e partì la redazione sportiva del grande “Giorno” (21 aprile 1956) guidata da Gianni Brera. “La redazione più rossa d’Italia? Il tempo purtroppo passa e cancella i ricordi”.

di Pilade del Buono

Ho letto l’interessante ricordo che Marina Così ha steso su Giulio Signori scomparso poco tempo fa, e sul vecchio Giorno. Ho appreso che lavoravo "nella redazione più rossa d’Italia", "Tutti rossi tutti matti dicevano i tipografi". Il tempo purtroppo passa e cancella i ricordi: nei tredici anni di mia appartenenza alla redazione sportiva del Giorno (dal febbraio della nascita – 21 aprile 1956 - alla fine del 1968 prima di approdare al Corriere della Sera), ho evidentemente dimenticato quello che mi dicevano i vari Bettinzoli (che per solito impaginava la prima pagina), l’interista Bulgheroni, i Rovaron e compagnia cantanti. Ricordo che Brera si presentò, senza fortuna, all’elezione per il partito socialista e ricordo soprattutto che al Giorno si lavorava tanto, veramente tanto. Il direttore/fondatore Gaetano Baldacci, quello che sentiva i giornalisti sulla sua Jaguar in via Settala prima di assumerli, alla vigilia che il quotidiano decollasse, ci “regalò” l’edizione del pomeriggio (che, fortunatamente per noi redattori, si protrasse solo qualche mese: costava troppo, il Giorno costava troppo), senza raddoppiare la redazione o irrobustirla adeguatamente. Si chiudeva la prima edizione prima delle 21, in anticipo di quattro/cinque ore sul Corriere, alla quale faceva normalmente seguito la ribattuta in corso per eliminare gli inevitabili errori. Seguivano poi le varie edizioni normali: Lombardia, Province e Milano, quest’ultima verso le 3, salvo le straordinarie di prima mattina (analogamente al Corriere) in occasione di famosi incontri americani di boxe e avvenimenti eccezionali. Verso mezzanotte dovevano essere pronti i menabò per la prima edizione del Giorno sera che sarebbe stato impaginato dopo circa sette ore. Un altro “regalo” ci venne fornito dalla direzione Baldacci/Rozzoni: nell’inserto a rotocalco del lunedì erano comprese alcune pagine sportive che dovevano essere chiuse tassativamente, per ragioni tecniche (formandosi a Torino), il venerdì sera. Pagine sportive che uscivano il lunedì senza conoscere i risultati della domenica… In proposito ho un preciso ricordo: dopo 47 ore consecutive di lavoro staccai la spina e andai a casa dove venni raggiunto da una telefonata del vicedirettore Angelo Rozzoni, che di fatto faceva il giornale: . Le ore, da 41 divennero 48. La prima redazione sportiva del Giorno, era, a scanso d’equivoci, composta da Gianni Brera (inviato anche per grandi fatti non sportivi, cosa che non piacque eccessivamente agli altri inviati), Mariolino Fossati (che aveva già lavorato con Brera alla Gazzetta dello Sport alla fine degli anni Quaranta ed era il suo più fedele amico), Gian Mario Maletto, Angelo Pinasi e il sottoscritto. Giulio Signori entrò due anni dopo, su mia segnalazione (conoscendolo bene dai tempi di Sportinformazioni) come collaboratore nel periodo estivo prima dell’assunzione. Gianni Clerici, allora tennista di prima serie all’epoca dei Sirola, Pietrangeli, Merlo e Gardini, oggi conosciuto uomo di lettere e romanziere di successo, che aveva già collaborato con Brera alla Gazzetta, firmò immediatamente insieme ad altri straordinari collaboratori (Calvesi, Frossi, Tammaro, Gregori ecc ecc). Lavoravo a Sportinformazioni all’inizio degli anni Cinquanta quando Brera mi propose di diventare nei tempi che mi rimanevano l’unico redattore (naturalmente abusivo, come facevano praticamente tutti i giornali) di Sport Giallo, un settimanale di critica sportiva edito dal vicepresidente del Genoa Aldo Dapelo, avversario del celeberrimo Guerin Sportivo. Visto che Sport Giallo aveva sede nell’agenzia, approfittando del fatto che Luigi Ferrario, alias Babbone (come l’avevo proclamato), proprietario/direttore di Sportinf, aveva la qualifica di facciata di caporedattore del settimanale, ero tranquillo, e quindi accettai l’offerta. Ho un altro ricordo a proposito dell’avvio del Giorno: ero a casa di Brera quando ricevette, una dopo l’altra, due visite di colleghi che lavoravano a Bergamo e alla Gazzetta, che, pur avendo accettato l’offerta di Brera, ripensandoci, volevano dallo stesso Brera garanzie che Gianni non poteva ovviamente dare. . Ci pensò un attimo. , alludendo a Maletto che infatti subito accettò. . Gli proposi Angelo Pinasi che aveva anche lui lavorato a Sportinf e al momento seguiva per MilanInter, il settimanale di Scarambone e Missaglia, le milanesi. Problema dunque risolto e così partì la redazione sportiva del Giorno.


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Giulio Signori, un grande giornalista sportivo e non solo di motori (nel "Giorno" di Gianni Brera). Il suo ultimo impegno civile nel Consiglio nazionale dell'Ordine. In coda un'intervista a "Nuova informazione"/ di Marina Cosi - IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12566





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