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RCS. JOVANE: "CHIEDEREMO A SOCI E BANCHE IL MINIMO. PRIMA NOSTRI SACRIFICI CON RESPONSABILITA’. PENSIAMO A UN FUTURO ANCHE DIGITALE - Sui dieci periodici Rcs da cedere abbiamo avuto manifestazioni di interesse precise e plurime”. IN CODA articolo di Sabina Rosset (Ansa)

Milano, 22 febbraio 2013.  Rcs “in questa fase ha bisogno di mostrare agli azionisti e alle banche senso di responsabilità, capacità di fare efficienza e ripensare che cosa è strategico e cosa no. Dobbiamo fare il massimo sforzo possibile per poi chiedere il minimo indispensabile a soci e banche”. Lo ha detto l’A.d Pietro Scott Jovane a margine del Candido Day. “In queste settimane - ha spiegato Jovane - lavoro con i soci con incontri ‘one-to-one’. Siamo nella direzione giusta. Sono conversazioni molto utili”. Quello di convincere gli azionisti ” è un lavoro su cui sono impegnato significativamente”, ha aggiunto l’A.d. Comunque, “la scelta fatta da molti soci alla nomina del Cda con componenti per lo più indipendenti - ha ricordato - è stata fatta per mettere l’azienda nelle condizioni di prendere le decisioni necessarie e quelle migliori per poter crescere”. “Ciascuno dei soci si aspetta progetti di sviluppo e anche di efficienza. Sui Periodici - ha detto tra l’altro Jovane - ci é stato chiesto di essere precisi, ‘perimetrati’, avendo definito le testate con strategia chiare e facendo chiarezza sull’efficienza”. Più in generale, l’obiettivo è “portare Rcs da un mercato difficile con un ruolo leader dell’editoria ad essere i primi attori nel digitale”. Nel gruppo, comunque, “andiamo veloci, anche se non vogliamo fare le cose frettolosamente e male”. Il punto però è “mettere Rcs in sicurezza, mettere tutte le redazioni in sicurezza”. Poi anche su cosa fare degli immobili, “ci ragioniamo”, ha spiegato. Jovane ha parlato anche degli esuberi annunciati alle rappresentanze sindacali (800 nel gruppo, di cui 640 in Italia). “Fa molto piacere rimarcare il senso di responsabilità che c’é. Certo che c’é dialettica, siamo un’azienda media, ha detto, segnalando però anche “l’orgoglio di Rcs di gestirsi i problemi con le proprie risorse”. Tra dipendenti, banche e azionisti ora “certamente c’é più consapevolezza di prima”. Il gruppo, ha ricordato del resto, opera “nei due paesi d’Europa maggiormente colpiti dalla crisi”, Italia e Spagna. Il manager è poi stato poi interpellato sulle parole dell’A.d di Unicredit, Federico Ghizzoni, che l’altro giorno ha parlato delle difficoltà di esecuzione che vede nel piano Rcs chiedendosi se non serva forse un aumento di capitale più consistente: “Se fossi stato in Ghizzoni - ha detto Jovane - avrei detto qualcosa di simile. Nell’editoria siamo in discontinuità, come creditore è giusto che (Unicredit, ndr) ritenga difficile l’esecuzione di un piano così di questi tempi”. L’A.d Rcs ha infine parlato delle condizioni del mercato segnalando che sono “complicate e difficili per tutti”. “Fino a dopo le elezioni rimarrà cosi - ha detto -. In Spagna la situazione è un po’ meno drammatica rispetto alla fine dell’anno scorso, l’inizio anno è andato meglio”. (ANSA)


 


RCS: SCOTT JOVANE “PENSIAMO A UN FUTURO ANCHE DIGITALE”


Milano, 22 febbraio 2013.  L’Ad di Rcs MediaGroup, Pietro Scott Jovane, che ha appena comunicato ai 5mila dipendenti che in 800 se ne dovranno andare a casa, spiega come portera’ avanti il piano di sviluppo dell’azienda nella sua prima intervista, pubblicata sul numero di febbraio di Prima Comunicazione. “Al centro della nostra azione di riorganizzazione e sviluppo ci sono i contenuti informativi, culturali, di intrattenimento e di documentazione che questa azienda produce in quantita’ e qualita’ considerevoli. Il punto e’ capire come utilizzarli e valorizzarli sulle varie piattaforme: ovviamente la carta stampata, ma anche e soprattutto il digitale”, dichiara Jovane nell’intervista. “Non ho mai detto che per noi il digitale sia l’unica cosa che conta, anzi”, osserva l’Ad. “Dobbiamo pero’ focalizzarci su questo tema, altrimenti rischiamo di perderlo di vista. Dobbiamo insomma pensare a un futuro in cui il digitale sarà il nostro pane quotidiano. Questo ci aiuta a pensare che per ogni problema sulla carta c’e’ una soluzione sul digitale. Tutto cio’ che consideriamo digitale - tra raccolta pubblicitaria web e le digital edition - ha pesato nel 2012 per circa il 14% dei 1.600 milioni del fatturato stimato del gruppo. L’obiettivo è di quasi raddoppiare questi ricavi e arrivare al 2015 con una quota del 25% di ricavi digitali, cioe’ da circa 220 a 400 milioni”, spiega Jovane. “Il piano che abbiamo presentato a dicembre e nei giorni scorsi ai sindacati e’ innovativo e improntato alla discontinuità. Coniuga importanti e non piu’ rinviabili interventi di riduzione dei costi - quantificabili in risparmi su costi e processi per circa 100 milioni nell’orizzonte del Piano - con un programma di sviluppo verso la multimedialita’ e l’internazionalizzazione dei nostri prodotti più seguiti”. (ITALPRESS)


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JOVANE: “Sui dieci periodici Rcs da cedere “abbiamo avuto manifestazioni di interesse precise e plurime”.


Milano, 22 febbraio 2013.  Sui dieci periodici Rcs da cedere “abbiamo avuto manifestazioni di interesse precise e plurime”. Lo ha detto l’A.d Pietro Scott Jovane. Sono “meno di dieci”, “da editori, prevalentemente italiani, e operatori finanziari, anche dall’estero”. La decisione ci sarà tra “qualche settimana”, “entro il primo trimestre”.(ANSA).


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RCS. JOVANE: "DEBITO PRIMO NODO, A SOCI CHIEDEREMO MINIMO. VARI INTERESSATI AI PERIODICI, ANCHE ITALIANI, DECISIONE PER MARZO"



di Sabina Rosset- ANSA


Milano, 22 febbraio 2013.  La priorità per Rcs è il debito in scadenza a fine anno e la necessità di "mettere il gruppo in sicurezza". L'a.d. Pietro Scott Jovane lo spiega senza girarci troppo attorno. E quando l'attenzione è puntata sull'entità dell'aumento di capitale che sarà chiesto a breve ai soci del 'salotto buono', chiarisce che la trattativa "va di pari passo" con quella con le banche. Rcs, dice così, deve mostrare "senso di responsabilità, capacità di fare efficienza e ripensare che cosa è strategico e cosa no", "fare il massimo sforzo possibile per poi chiedere il minimo indispensabile a soci e banche".


Rcs ha 700 milioni di debiti in scadenza a fine anno, racconta l'A.d, il gruppo ne sta rinegoziando per 800 milioni, anche se poi le linee di credito a disposizione superano di molto il miliardo. "La priorità - spiega - è gestire la parte finanziaria, che è molto complicata, con la ristrutturazione del debito e la rivisitazione delle scadenze per farle coincidere con il fabbisogno del piano, anche oltre il 2015".


L'intervento di Jovane arriva dopo l'annuncio l'11 febbraio di 800 esuberi su 5.100 dipendenti, di dieci periodici anche noti messi in vendita o da chiudere e dello spostamento di tutte le redazioni, anche Corriere e Gazzetta, in via Rizzoli in vista di una possibile dismissione dell'immobile tra via Solferino e via San Marco.


Per i periodici in vendita, racconta Jovane, sono arrivate al gruppo "manifestazioni di interesse precise e plurime", "da editori, prevalentemente italiani, e operatori finanziari, anche dall'estero". In totale sono "meno di dieci" e per una decisione i tempi sono ora molto stretti, "qualche settimana", "prevedibilmente entro il primo trimestre".


E' ancora "presto", spiega quindi Jovane, per parlare delle possibili opzioni su via Solferino e via San Marco, "le alternative sono varie". Il tema centrale restano le passività (876 milioni l'indebitamento a fine settembre): per il palazzo come per il resto, "dobbiamo prendere atto - dice - che non ci sono spazi di scelta. Va ottimizzata la condizione del patrimonio. Abbiamo una scadenza significativa per fine anno e andiamo di fretta. Vogliamo arrivare con le banche in tempo sul debito per vedere poi la soluzione sugli immobili".


Il manager non risponde all'ipotesi di un pressing in atto per aumentare l'importo dell'aumento, su cui sembrava esserci invece già una sintesi tra i soci per una cifra di 400 milioni.


"Non sono un azionista, sono la società", dice Jovane. Da fonti finanziarie, comunque, si apprende che l'operazione resterà a 400 milioni, verrà ragionevolmente deliberata nel Cda di marzo, approvata in assemblea per venir quindi realizzata entro fine maggio.


In autunno se ne riparlerà: a metà settembre scatterà infatti il termine per eventuali disdette al patto di sindacato, si chiarirà l'assetto azionario del gruppo e se con le dismissioni non dovessero arrivare i mezzi necessari si deciderà nel caso per un nuovo aumento. Anzi, per non ripetere il passaggio in assemblea non è escluso che venga chiesta già nell'assise di aprile una delega già 'capiente' di un eventuale 'bis'. Si vedrà.


"In queste settimane - spiega comunque Jovane - lavoro con i soci con incontri 'one-to-one'. Siamo nella direzione giusta.


Sono conversazioni molto utili". Quello di convincere gli azionisti " è un lavoro su cui sono impegnato significativamente", dice. Creare un Cda per lo più di indipendenti è stato fatto comunque "per mettere l'azienda nelle condizioni di prendere le decisioni necessarie e quelle migliori per poter crescere. Ciascuno dei soci si aspetta progetti di sviluppo e anche di efficienza. Sui Periodici - racconta tra l'altro l'A.d - ci è stato chiesto di essere precisi, 'perimetrati', avendo definito le testate con strategia chiare e facendo chiarezza sull'efficienza". Più in generale, l'obiettivo è "portare Rcs da un mercato difficile con un ruolo leader dell'editoria ad essere i primi attori nel digitale". Nel gruppo, comunque, "andiamo veloci, anche se non vogliamo fare le cose frettolosamente e male".(ANSA).





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