Home     Scrivimi     Cercadocumenti     Chi è     Link     Login  

Cerca documenti
Cerca:
in:
     

Documenti
Attualità
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
  » INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Università
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  INPGI 1 e 2
Stampa

Rriforma all’Inpgi2: chi
guadagna fino a 1.500
euro e ha più di 5 anni
di Albo all’anno verserà
un acconto di 270 euro.
In precedenza pagava
una somma una
tantum di 120 euro.

Roma, 8 settembre 2006.  Gabriele Cescutti, presidente dell’Inpgi, ha diramato il 5 marzo una lettera, che riportiamo qui di seguito. La lettera annuncia una riforma del sistema di pagamento dei contributi minimi all’Inpgi2. Si tratta di prelievi iniqui, che per di più assicurano pensioni di fame ai giornalisti free lance, che vivono di collaborazioni. Finora coloro che guadagnavano fino a 1.500 euro all’anno versavano all'ente un contributo ridotto di 120 euro. Da oggi esiste un unico contributo minimo annuo per tutti coloro che abbiano un’anzianità di iscrizione all’Albo professionale superiore a 5 anni a prescindere dal reddito: la misura di tale contributo/anticipo è pari a complessivi 270,11 euro. Chi, invece, ha meno di 5 anni di Albo dovrà versare un contributo/anticipo (ridotto) di 122,72 euro (contro i 120,43 euro di prima). Procediamo con un esempio: chi guadagna 10mila euro, versa l'anticipo di 270 euro, che poi scalerà in sede di saldo dai 1.200 euro somma equivalente al 12% di 10mila euro. In effetti la riforma favorisce chi guadagna molto e penalizza chi guadagna poco, perché a chi guadagna poco la riforma non consente il rimborso della differenza tra l'acconto e la somma pari al 12 per cento dei compensi percepiti. In sostanza gli acconti (270 o 122 euro) non sono rimborsabili in quanto rappresentano quel contributo minimo destinato anche a far funzionare l'Inpgi2. Da oggi in avanti non verrà accordato alcun trattamento di favore a chi guadagna meno di 1.500 euro.


Ancora una volta l’Inpgi/2 perde l’occasione di accogliere le richieste che vengono dal mondo giornalistico giovanile e non solo giovanile. In Italia – tranne per i giornalisti - il lavoro fino a 5mila euro è occasionale ed è privo dell'obbligo d'iscrizione alla gestione separata Inps (ex articoli 61 della legge 276/2003 e 44 della legge 326/2003). Questo principio vale anche per l'Inpgi2 in virtù del principio costituzionale di uguaglianza tra i cittadini e dell'articolo 76 (punto 4) della legge 388/2000: "Le forme previdenziali gestite dall'INPGI devono essere coordinate con le norme che regolano il regime delle prestazioni e dei contributi delle forme di previdenza sociale obbligatoria, sia generali che sostitutive". Perché i giornalisti sono discriminati rispetto ai cittadini assicurati con l'Inps? Con il parere n. 881 (17 giugno 1998) emesso su richiesta del Ministro del Lavoro e del Ministro del Tesoro, il Consiglio di Stato ha affermato: "Non sussiste obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza per i soggetti iscritti nell'Albo che esercitano un'attività professionale in maniera occasionale" I due Ministri e l'Inpgi hanno disatteso il parere. Può l'Inpgi/2 marciare in direzione opposta agli interessi dei suoi iscritti? Che ne pensa la Fnsi?


Questa la lettera di Cescutti: “Lo scorso 31 agosto il Ministero del Lavoro ha comunicato l’approvazione definitiva di un’importante delibera assunta dal Comitato amministratore della Gestione separata nel mese di maggio. Il provvedimento prevede una semplificazione del sistema di pagamento dei contributi minimi che, come è noto, devono essere versati ogni anno entro il 30 settembre, in acconto sulla contribuzione dovuta per il medesimo anno.


 Il sistema di acconti oggi abrogato


 Finora il meccanismo in vigore prevedeva tre casi distinti :



  1. gli iscritti all’Ordine da più di 5 anni dovevano pagare un contributo minimo complessivo di 338,90 euro (di cui 258,23 a titolo di contributo soggettivo, 51,64 euro a titolo di contributo integrativo e 29,03 euro per contributo di maternità);

  2.  coloro che invece erano iscritti all’Ordine da meno di 5 anni dovevano versare un contributo minimo ridotto pari a 120,43 euro (di cui 71,40 euro a titolo di contributo soggettivo, 20 euro a titolo di contributo integrativo e 29,03 euro per contributo di maternità);

  3.  inoltre, era previsto che dovessero versare soltanto il contributo ridotto di 120,43 euro anche coloro che, pur essendo iscritti all’Ordine da più di 5 anni, prevedessero di conseguire nell’anno un reddito non superiore a 1.500 euro. Per potersi avvalere correttamente di questa possibilità il collega doveva però comunicare per iscritto che il proprio reddito (presumibilmente) non avrebbe superato nell’anno la soglia dei 1.500 euro, salvo eventuale conguaglio in caso di superamento del limite.

Quest’ultima previsione aveva però ingenerato confusione tra vari colleghi, con la conseguenza che i numerosi errati pagamenti avevano comportato la necessità di frequenti rettifiche di posizioni, con notevoli carichi di lavoro aggiuntivo per gli Uffici dell’Inpgi.


 »»»»»»»»


Gli acconti da oggi in vigore


  Per questi motivi il Comitato amministratore, nella riunione del 10 maggio scorso, ha approvato una modifica al Regolamento (ora ratificata dal Ministero del Lavoro) fissando un unico contributo minimo annuo per tutti coloro che abbiano un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale superiore a 5 anni, a prescindere dal reddito. La misura di tale contributo è pari a complessivi 270,11 euro di cui 200 euro dovuti a titolo di contributo soggettivo, 40 euro dovuti a titolo di contributo integrativo e 30,11 euro per contributo maternità (tale ultimo importo varia di anno in anno in relazione all’andamento degli indici Istat)


 Riepilogando, quindi, entro il prossimo 30 settembre, i colleghi iscritti dovranno provvedere ad eseguire il versamento di uno soltanto dei due seguenti importi di acconto:


q     Euro 122,72 (di cui 72,61 euro di contributo soggettivo, 20 euro di contributo integrativo e 30,11 euro per contributo maternità). Tale importo dovrà essere versato in acconto da coloro che sono iscritti all’Ordine professionale da meno di 5 anni.


q     Euro 270,11 (di cui 200 euro di contributo soggettivo, 40 euro di contributo integrativo e 30,11 per contributo maternità). Questo importo, invece, dovrà essere versato in acconto da coloro che vantano un’anzianità di iscrizione all’Ordine superiore a 5 anni.


»»»»»»»»


Sono attualmente in corso di spedizione al domicilio di tutti i colleghi iscritti all’Inpgi 2 i bollettini di pagamento prestampati e personalizzati. Nel caso in cui qualcuno non dovesse ricevere il bollettino potrà effettuare il pagamento specificando la causale del versamento “contributi minimi anno 2006”:


o a mezzo c/c postale intestato a : Inpgi Gestione separata D. Lgs. 103/96 – n. 94425006;


oppure a mezzo bonifico bancario intestato : a Inpgi Gestione separata D.Lgs. 103/96 – Banca Popolare di Sondrio – Agenzia 11 Roma – CIN W


ABI 05696   CAB 03200


c/c 000020000X28”.


 …………………………………….


Inpgi2: norma iniqua per l’Assostampa Sicilia  - La Giunta dell’Associazione Siciliana della Stampa, riunita a Palermo con i segretari provinciali ha espresso forti preoccupazioni per gli effetti devastanti che l’ultima delibera della gestione separata dell’Inpgi avrà sulle frange più deboli e meno tutelate della professione.


 Palermo, 4 ottobre 2006. La delibera infatti, che prevede per tutti i giornalisti che hanno più di cinque anni di iscrizione all’albo, il pagamento di un contributo unico minimo di 270,11 Euro da versare entro il 30 settembre, senza tener conto dell’effettivo reddito maturato nel corso dell’anno, appare ingiusta ed iniqua. Il decreto 103 del 1996 aveva ed ha lo scopo di creare finalmente una forma di pensione anche per tutte quelle migliaia di giornalisti, free lance e lavoratori autonomi, che non hanno la fortuna di avere un rapporto di lavoro dipendente.


Il sindacato siciliano, facendosi portavoce delle istanze e delle proteste dei numerosissimi colleghi che ad esso si sono rivolti, chiede al Comitato Amministratore della gestione separata dell’Inpgi:


- di rivedere la delibera adottata nel maggio scorso, che penalizza oltremisura tutti quei colleghi che percepiscono pochi Euro a pezzo;


- di ritornare alla vecchia previsione del tetto dei 1.500 Euro che rispondeva realmente ad un criterio di equità;


- di prorogare comunque la scadenza del 30 settembre senza oneri a carico dei colleghi


La soluzione che può normare in maniera definitiva la materia e che evita confusioni e iniquità, può passare solo attraverso la richiesta al Parlamento di una riforma del decreto 103/96 che preveda l’obbligo per le aziende editoriali della titolarità del rapporto con l’Inpgi e la conseguente effettuazione dei versamenti sia della propria aliquota sia di quella del lavoratore. (www.fnsi.it).


 





Editore/proprietario/direttore: Francesco Abruzzo - via XXIV Maggio 1 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) - telefono-fax 022484456 - cell. 3461454018
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR) - Anno VII Copyright © 2003

Realizzazione ANT di Piccinno John Malcolm - antconsultant@gmail.com