Roma, 27 giugno 2012. Dalle nuove norme sui licenziamenti, che vengono resi un po' più facili, ai contratti a tempo passando per le nuove forme di sostegno a reddito (Aspi) e per l'introduzione del salario base per i lavoratori subordinati: sono queste alcune delle novità principali del ddl di riforma del mercato del lavoro. Ecco le misure chiave.
ART.18, ARRIVA LA RIFORMA - Addio reintegro automatico in caso di licenziamento per motivi economici. Prevista in alcuni casi un'indennità risarcitoria. La procedura di conciliazione, obbligatoria in questo primo caso, non potrà più essere bloccata da una malattia «fittizia» del lavoratore. Uniche eccezioni saranno maternità o infortuni sul lavoro. Resta sempre nullo invece il licenziamento discriminatorio intimato, per esempio, per ragioni di credo politico, fede religiosa o attività sindacale. Nei casi dei licenziamenti disciplinari (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) ci sarà minor discrezionalità del giudice nella scelta del reintegro, che sarà deciso solo sulla base dei casi previsti dai contratti collettivi e non più anche dalla legge.
CONTRATTI A TEMPO - La durata del primo contratto a termine, che può essere stipulato senza che siano specificati i requisiti per i quali viene richiesto (la causale), sarà di un anno. Le pause obbligatorie fra uno e l'altro salgono dagli attuali 10 giorni per un contratto di meno di 6 mesi a 20 giorni e a 30 per uno di durata superiore. Il Parlamento ha reso più soft quanto previsto dal governo.
APPRENDISTI - Arrivano norme più stringenti, anche se il Senato ha allentato un pò i vincoli previsti dal ministro Fornero. Sarà infatti sempre possibile assumere un nuovo apprendista, ma i contratti in media dovranno durare almeno 6 mesi e cambia il rapporto con le maestranze qualificate.
CO.CO.PRO, DA SALARIO BASE A UNA TANTUM - Definizione più stringente del progetto con la limitazione a mansioni non meramente esecutive o ripetitive e aumento dell'aliquota contributiva di un punto l'anno fino a raggiungere nel 2018 il 33% previsto per il lavoro dipendente. Lo stipendio minimo dei co.co.co dovrà poi fare riferimento ai contratti nazionali di lavoro. Si rafforza l'attuale una tantum per i parasubordinati. Ad esempio, chi ha lavorato 6 mesi potrà avere oltre 6mila euro.
P.IVA, STANARE LE FALSE - La durata di collaborazione non deve superare otto mesi (6 nel ddl originario); il corrispettivo pagato non deve essere superiore dell'80% di quello di dipendenti e co.co.co (75% nel ddl); il lavoratore non deve avere una postazione «fissa» in azienda: non si può avere una scrivania insomma ma il telefono sì. Le partite Iva che hanno un reddito annuo lordo di almeno 18mila euro sono considerate vere.
ASPI - La nuova assicurazione sociale per l'impiego parte nel 2013 e sostituirà a regime, nel 2017, l'indennità di mobilità e le varie indennità di disoccupazione. Ne potranno usufruire oltre i lavoratori dipendenti anche gli apprendisti e gli artisti. La contribuzione è estesa a tutti i lavoratori che rientrino nell'ambito di applicazione dell'indennità. L'aliquota sarà gravata di un ulteriore 1,4% per i lavoratori a termine. Sarà possibile trasformare l'indennità Aspi in liquidazione per poter così avere un capitale e avviare un'impresa. Il lavoratore che però rifiuta un impiego con una retribuzione superiore almeno del 20% rispetto all'indennità che percepisce perde il sussidio.
JOB ON CALL, BASTA UN SMS - Per attivare il lavoro a chiamata basta un sms alla Direzione provinciale del lavoro. In caso di mancato avviso l'azienda rischia da 400 a 2400 euro di multa. Il job on call sarà libero per under 25 e over 55.
EQUITÀ GENERE - Norme di contrasto alle dimissioni in bianco e il rafforzamento fino a tre anni di età del bambino del regime di convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri (al momento è un anno). Viene introdotto il congedo di paternità obbligatorio ma solo per un giorno e due facoltativi, che però si sottraggono ai 20 settimane di congedo della mamma (se lei è d'accordo).
VOUCHER ASILI - Il buono baby-sitter per agevolare le lavoratrici nei primi mesi di nascita del figlio potrà essere utilizzato anche per pagare asili-nido pubblici o privati.
IMMIGRATI - Sale da si mesi ad un anno la validità del permesso di soggiorno per il lavoratore extracomunitario che beneficia di interventi di ammortizzazione.
BONUS PRODUTTIVITÀ - Confermati con un emendamento del governo gli sgravi contributivi introdotti in via sperimentale per il triennio 2008-2010. -
VOLI E AFFITTI - Riformare costa. Vengono ridotte le deduzioni sulle auto aziendali e quelle sulla tassa al servizio sanitario nazionale, che si applica sulle assicurazioni Rc auto. Tagliato dal 15 al 5% lo sconto forfait previsto per chi dichiara con l'Irpef i redditi derivanti da affitto (non tocca chi applica la cedolare). Aumentata di due euro la tassa di imbarco aereo. (Ansa)
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
FNSI: il nostro è un giudizio fortemente critico. Contrasteremo gli attacchi alla dignità e ai diritti dei lavoratori. Il sindacato dei giornalisti chiede con forza le norme sull’equo compenso
Roma, 27 giugno 2012. “La Fnsi mantiene un giudizio fortemente critico sui provvedimenti relativi al lavoro approvati in Parlamento. Infatti, alcune correzioni ai testi originari non attenuano i rischi che le nuove norme fanno correre alle tutele ed ai diritti dei lavoratori. Appare una legge non risolutiva delle problematiche che affliggono il mondo del lavoro, ma, anzi, in alcuni casi, le aggrava. Per queste ragioni terremo vivo il contatto con le realtà del nostro lavoro e di tutto il mondo sindacale per contrastare attacchi alla dignità e ai diritti dei lavoratori che questa legge agevola e per far crescere nel Parlamento e nel Paese le indispensabili modifiche.
I giornalisti italiani hanno un contratto di lavoro che consente la necessaria flessibilità e la coniuga con le altrettanto necessarie tutele. Il Sindacato dei giornalisti è impegnato con le proprie controparti a garantire il mantenimento di tale specificità, aggiornandola ed approfondendola nell’ambito dell’autonomo confronto sindacale.
L’impegno della Federazione della stampa non è limitato al tradizionale mondo del lavoro dipendente, ma riguarda anche quello del lavoro autonomo e precario, enormemente ampliatosi nel corso degli anni e che richiede forti interventi legislativi. Per questa ragione il Sindacato dei giornalisti rivendica l’approvazione delle norme relative all’equo compenso inopinatamente bloccate in Parlamento. Si tratta di un problema di civiltà del lavoro e di regolazione di un mercato privo di regole che danneggia, oltre che i lavoratori, gli stessi imprenditori che vogliano operare con correttezza.
Nell’affrontare la devastante crisi del settore editoriale la Fnsi intende continuare ad utilizzare, con sempre maggiore saggezza, gli ammortizzatori sociali garantiti ai colleghi dalla nostra autonomia previdenziale e richiama gli imprenditori del settore dell’informazione ad un ricorso oculato agli strumenti che la legge e le norme contrattuali mettono a disposizione per affrontare le situazioni di difficoltà”. (www.fnsi.it)