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IL NUOVO LIBRO DI
ROSARIO VILLARI
“UN SOGNO DI LIBERTÀ.
NAPOLI NEL DECLINO
DI UN IMPERO, 1585-1648”

DI FRANCESCA CANINO

Un sogno di libertà. Napoli nel declino di un impero, 1585-1648” è un pezzo di storia di Napoli e del Meridione sapientemente raccontata da Rosario Villari nel suo ultimo libro, uno spaccato sulla società partenopea al tempo degli Spagnoli.


Dopo “La rivolta antispagnola a Napoli” e “L’uomo barocco”, divenuti ormai classici della storiografia seicentesca, il calabrese Villari riprende i suoi studi incentrandoli su sessant'anni di vicende: dall’uccisione nel 1585 di Giovanni Vincenzo Starace, l’eletto del popolo, all'esperienza repubblicana seguita alla rivoluzione di Masaniello (1647). E' il periodo in cui si intensificano i contrasti interni e le tensioni con il governo centrale di Madrid, le spinte eversive e il banditismo, mentre le forze più attive della società si organizzano per realizzare la loro rivoluzione.


L'opera è una ricostruzione della storia moderna del Mezzogiorno che l'autore compie dopo ricerche e studi effettuati su antichi documenti, alcuni dei quali custoditi in altri paesi europei e in America. Villari descrive i contrasti tra Napoli e Madrid, sviscera i sentimenti dei dominati nel momento in cui preparano un progetto riformista, un 'sogno di libertà' accarezzato dalle classi dirigenti che inevitabilmente contagia le classi popolari: «Il dominio spagnolo - scrive Villari - non incontrò in Italia soltanto passività, inerzia, provincialismo e ribellismo primitivo. Il sogno di libertà è storia: un movimento composito e multiforme, che coinvolse popolazioni e singole personalità, uomini e donne, si collegò idealmente con le correnti di riforma dei centri più importanti dell’Europa moderna e della stessa Spagna, e culminò nella rivoluzione del 1647, prevista e sorprendente».   


L'immagine della città partenopea assume contorni finora sconosciuti: Napoli è animata da personaggi rivoluzionari, né sudditi né lazzaroni, ma fautori di un progetto di autonomia che porterà alla trasformazione del Sud.


Il monumentale affresco del Regno di Napoli all'ombra della monarchia spagnola, quando 'le buone intenzioni e i sogni proibiti erano talvolta puniti con una crudeltà più grande della morte', delinea con grande intensità narrativa l’essenza dei personaggi dell'epoca, coglie i tratti caratterizzanti del filosofo Campanella e ridimensiona la figura di Masaniello sullo sfondo degli intrecci politici della Napoli barocca. Di essa Villari descrive i piani segreti dei governi, gli intenti più reconditi delle correnti di riforma e della volontà collettiva di libertà. Fatti, personaggi e ideali narrati con distacco e passione, con chiarezza e consapevolezza attraverso la scrittura semplice ed elegante di colui che è stato definito il più grande storico italiano vivente.





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