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Manovra e Ordini (in affanno).
Una delega per
liberalizzare le
professioni:
avvocati e
commercialisti
senza
esame di Stato?
(qui sotto la bozza di delega)

di Maria Carla De Cesari per Il Sole 24 Ore 1/7/2011


Le professioni restano senza riforma. Per ora. Dopo i tentennamenti negli ultimi giorni, il Consiglio dei ministri ha esaminato ieri alcune norme dedicate alla liberalizzazione delle professioni e contenute in un disegno di legge delega predisposto dall'Economia. Questa bozza - di cui non si fa però menzione nel comunicato diffuso al termine della riunione da Palazzo Chigi - è ancora più severa nei confronti degli Ordini rispetto alle misure inizialmente contenute nella bozza di Dl sulla manovra, che prevedeva la cancellazione delle restrizioni all'accesso.


Secondo la nuova proposta, si potrà diventare avvocato o dottore commercialista dopo la laurea e un periodo di praticantato, rispettivamente di due e tre anni. Sono vietate le tariffe minime o fisse, verranno introdotte le società professionali di capitali e sono banditi i divieti sulla pubblicità. Gli Ordini non potranno stabilire limiti numerici per quanti vogliono esercitare l'attività. A questo punto occorrerà vedere se il ministero della Giustizia condividerà la proposta.


(Testo in http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-30/delega-liberalizzare-professioni-avvocati-173043.shtml?uuid=AaEKgJkD)


La bozza di delega per liberalizzare le professioni -


Avvocati e commercialisti senza esame di Stato. Soppresse le incompatibilità con la professione di giornalista professionista.  


di Laura Cavestri per il Sole 24 Ore del 1° luglio 2011


La liberalizzazione delle professioni esce definitivamente dal decreto legge sulla manovra ma rischia di rientrare, sotto forma di proposta di legge delega concepita dal ministero dell'Economia, con effetti ben più dirompenti per Ordini e iscritti. Nonostante le rassicurazioni giunte ieri pomeriggio dall'entourage del Guardasigilli Angelino Alfano sullo stralcio definitivo delle norme di semplificazione sull'accesso agli Albi, ieri è circolata, negli ambienti ministeriali, una bozza di proposta di legge delega ben più articolata, esaminata in sede di preconsiglio, ma poi ufficialmente scomparsa dalla seduta-fiume di ieri a Palazzo Chigi. Una delega che si spingerebbe ben oltre il "vituperato" decreto legge Bersani, prevedendo, ad esempio, per avvocati e commercialisti, l'accesso previo tirocinio, ma senza dover superare un esame di Stato. Inoltre, sempre per avvocati e commercialisti sarebbero soppresse le incompatibilità con lo svolgimento di attività commerciali e con la professione di giornalista professionista. Il Governo, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, sarebbe delegato ad adottare uno o più decreti, per vietare tariffe fisse o minime, ma anche la possibilità, per gli Ordini, di verificare la corrispondenza di un compenso richiesto al decoro professionale e all'importanza dell'opera (in coerenza con gli orientamenti dell'Authority Antitrust). Inoltre, far sì che gli stessi Ordini non possano vietare la pubblicità agli iscritti per ragioni di dignità e decoro professionale, valutando eventuali anomalie per casi concreti e motivati. E ancora: la possibilità di costituire società professionali di capitali, oltre al fatto di far cadere ogni barriera di incompatibilità tra professionisti e loro esercizio di attività commerciali. Infine, andrebbero previste misure agevolative – già adottate, in realtà, da alcune Casse e Ordini – per sostenere la contribuzione previdenziale dei giovani e consentire di anticipare il tirocinio già in fase di studi universitari. Se, nel 2006, la prima "lenzuolata" dell'allora ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, per tre commi, aveva portato 50mila professionisti in piazza, l'ipotesi di delega andrebbe molto oltre le restrizioni all'accesso, prevedendo un forte ridimensionamento del potere di vigilanza e della stessa ragione d'essere degli Ordini professionali. «Misure assurde, se realmente previste» per Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti, secondo il quale «pensare di concepire una semplificazione all'accesso per le sole due professioni già oggi più numerose (dopo i medici) non ha senso. Se passasse mai una misura del genere – ha affermato – ci tuteleremmo in tutte le sedi, a partire dalla Consulta, dato che l'esame di Stato è previsto dall'articolo 13 della Costituzione. Ma ho fiducia nel ministro Alfano». «Se così fosse – ha sottolineato il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa – non solo si vanificherebbero anni di attività per migliorare la formazione e la qualità professionale degli avvocati, ma si rivoluzionerebbe dalle fondamenta un sistema che già ora è gravemente carente. Non "troppi avvocati" ma "tutti avvocati". L'articolo 33 della Costituzione sarebbe clamorosamente violato». Prudente, infine, Marina Calderone, presidente del Cup (il Comitato unitario delle libere professioni) e dei consulenti del lavoro, che alla vigilia del Consiglio dei ministri, aveva scritto un duro appello al Guardasigilli per lo stralcio del "pacchetto" professionale dalla manovra: «Confidiamo nelle rassicurazioni forniteci dall'entourage del ministro Alfano e chiederemo chiarimenti». (Testo in http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-06-30/avvocati-senza-esame-stato-225135.shtml?uuid=AacKBOkD)


Avvocati e commercialisti, spunta l’abolizione dell’esame di Stato


Roma, 30 giugno 2011. Il testo ha cominciato a diffondersi nel pomeriggio. La proposta di una legge delega per i servizi e la liberalizzazione delle professioni regolamentate che prevede l’abolizione dell’esame di Stato per avvocati e commercialisti. La mossa era un po’ nell’aria. Due giorni fa circolava un capitolo della finanziaria che prevedeva l’abolizione delle restrizioni al libero accesso delle professioni per tutti tranne che per ingegneri, architetti, notai farmacisti e avvocati. Alla fine si è scelto di stralciarlo optando per un testo a parte che possa prendere tempo, prevedendo anche l’istituzione di una super commissione di studio con esponenti di Ocse, Ue e Fondo monetario internazionale. La proposta di legge delega nella sua prima versione (che non è detto sia quella definitiva) prevede due anni di pratica per gli avvocati e tre per i commercialisti, poi l’iscrizione diretta all’ordine competente. «Sono sconcertato e allibito— afferma con amarezza Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense— qualunque sarà l’epilogo di questa vicenda resta il tentativo grave e sconsiderato di delegittimare l’avvocatura» . Qualora il testo dovesse rimanere questo ci sarebbero molti dubbi anche sulla legittimità. «Sarebbe una legge in contrasto con l’articolo 33 della Costituzione — conferma Alpa — che prevede l’esame di Stato per le professioni regolamentate. Ma non è questo l’aspetto più demoralizzante, quanto invece lo sconvolgimento di tutto ciò di cui si è discusso finora. Una simile liberalizzazione ucciderebbe il settore invece che offrire opportunità» . Un modello unico nel suo genere anche a livello europeo. «Certo — conferma il presidente del Cnf — l’esame di Stato è presente in tutte le nazioni, persino la Spagna che finora non lo prevedeva, da quest’anno lo ha istituito» . L’altro grande «bersaglio» della liberalizzazione sarebbero i commercialisti. «Per capire l’insensatezza di questa idea — attacca Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti— basti pensare che noi siamo già in 112 mila e in Francia meno di 20 mila e il 40%dei nostri iscritti ha meno di 40 anni. E noi saremmo quelli che mettono barriere all’ingresso della professione? Se l’esame di Stato è considerato una barriera, allora sì noi la mettiamo perché chiediamo competenza. In ogni caso non ritengo possibile che il ministro Alfano, che finora ha dimostrato sensibilità e giudizio nel dialogo con le professioni, possa far passare nessuna di queste bislacche proposte di cui abbiamo sentito parlare in questi ultimi giorni».


(Testo in http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallitalia/avvocati-e-commercialisti-spunta-l%E2%80%99abolizione-dell%E2%80%99esame-di-stato-2174.html)





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