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RCS: chi sono i soci
del Gruppo editoriale.
Nel patto 13 azionisti
(63,5%). Restano fuori
Rotelli, Benetton e Toti.
Il 16 riunione del Patto.
Diego Della valle all'attacco
di Geronzi e Bazoli.

Milano, 2 febbraio 2011. È in agenda tra due settimane, mercoledì 16 febbraio, il patto di sindacato di Rcs. La riunione cade dopo gli attacchi di una dei soci dell'accordo parasociale, Diego Della Valle, ad altri azionisti forti del gruppo che controlla il Corriere della Sera. Della Valle ha chiesto alla Generali di dismettere la sua partecipazione. Massimo Pini, rappresentante dei Ligresti nel patto Rcs MediaGroup, pensa che «sarebbe una cosa molto positiva» l'ingresso dell'imprenditore della sanità Giuseppe Rotelli nell'accordo parasociale. Lo ha detto all'ANSA precisando però che non è previsto che il tema venga affrontato nella prossima riunione del patto, in agenda il 16 febbraio. «Non so se se ne parlerà, ma ne sarei felice - ha aggiunto -. Magari ridimensionando le quote degli altri azionisti». Il controllo di Rcs MediaGroup fa capo a un patto di sindacato che scadrà nel marzo 2014 composto da 13 azionisti, che ha il 63,5% del capitale. L'assetto attuale risale al 2004, quando sono entrati nell'accordo Diego Della Valle, Salvatore Ligresti e Francesco Merloni, nell'ambito della sistemazione delle quote della Gemina dei Romiti. Le partecipazioni più importanti fanno capo a Mediobanca (13,7%) e Fiat (10,3%). Segue poi la Italmobiliare di Giampiero Pesenti (7,4%), che è anche il presidente del patto. Della Valle e Pirelli hanno il 5,2%. Mentre Intesa Sanpaolo è a poco più del 4,9%, ma stando agli accordi ha facoltà di salire fino al 5,2%. Generali, rappresentata nel patto dal presidente Cesare Geronzi, ha il 3,7%. Giuseppe Lucchini e Francesco Merloni hanno il 2%. La Mittel di Giovanni Bazoli ha l'1,2%, mentre Roberto Bertazzoni ha l'1,2% (con facoltà di salire al 2%). Edison ha l'1%. Il testo attuale del patto è stato blindato nella sua versione attuale nel 2005 con l'ormai noto codicillo anti-scalata elaborato quando l'azienda era sotto l'assalto del più celebre dei furbetti del quartierino, Stefano Ricucci. All'epoca dei rastrellamenti di Ricucci risalgono anche gli importanti pacchetti azionari fuori patto, finiti nella risistemazione delle quote ai Benetton e al gruppo Toti (entrambi al 5,1%), e all'imprenditore della sanità lombarda Giuseppe Rotelli. Quest'ultimo ha una quota di proprietà del 7,5%, con diritti di voto complessivi sull'11% del capitale, grazie a un patto sul 3,5% del Banco Popolare, su cui c'è anche un'opzione di compravendita (la finestra per l'esercizio è nel febbraio 2014). Rotelli, come primo azionista di minoranza, ha nominato nel 2009 un proprio consigliere in Rcs debuttando poi direttamente in consiglio nell'incontro che nel dicembre 2010 ha approvato il nuovo piano industriale della società. (ANSA).


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Rcs/ Corsera: grandi


soci verso confronto


su Della Valle.


 Chiarimento in patto


 sindacato 16 febbraio.


 


Milano, 2 febbraio 2011.  Si vedranno a metà mese, probabilmente il 16 febbraio, i grandi soci di Rcs MediaGroup che siedono nel patto di sindacato della holding editoriale che controlla 'Il Corriere della Sera', attorno al quale si sta notevolmente alzando la temperatura dopo le reiterate affermazioni pubbliche di Diego Della Valle. In un'intervista rilasciata a 'Repubblica' sabato scorso, il patron della Tod's ha esplicitamente ammesso che gli attacchi da lui lanciati, "seppur con pesi e caratteristiche completamente diverse" hanno come obiettivo il presidente di Assicurazioni Generali Cesare Geronzi ed il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli. Le due figure di cerniera attorno alle quali si reggono in questo momento i complicati equilibri, anche politici, della casa editrice e del quotidiano, sono, secondo il patron della Tod's, espressione di una gestione "che appartiene al passato", fatta "dei rapporti e dei si dice" e opposta a quella di chi fa "prodotti da vendere sui mercati di tutto il mondo". Una sede formale di confronto, se non una 'conta', tra i grandi soci del patto è stata probabilmente voluta dagli stessi Geronzi e Bazoli che plausibilmente ritengono di raccogliere la maggioranza dei consensi. La riunione potrebbe essere preceduta da incontri e confronti più ristretti. Il titolo Rcs ha chiuso in Piazza Affari in rialzo del 5% a 1,16 euro, con l'indice Ftse It All ha chiuso con un progresso dello 0,4%. Nel sindacato di controllo di Rcs MediaGroup compaiono proprio Cesare Geronzi (Generali ha il 3,7%) e Giovanni Bazoli (per la finanziaria Mittel, 2,018%), oltre allo stesso Diego Della Valle (5,4%), e a Mediobanca (13,6%), Fiat (10,2%), Italmobiliare (7,4%), Fondiaria-Sai (5,2%), Intesa Sanpaolo (4,9%), Sinpar (Lucchini, 2%), Merloni (1,2%), ErFin (Bertazzoni, 1,2%) ed Edison (1%). Fuori dal patto di sindacato di Rcs MediaGroup, con una quota potenziale dell'11% resta l'imprenditore della sanità lombarda Giuseppe Rotelli, ricorrentemente accreditato come vicino a palazzo Chigi dopo aver 'ereditato' le quote della mancata scalata di Stefano Ricucci. Lo scorso dicembre Rotelli, che, nonostante qualche tentativo non è riuscito ad entrare nel patto di sindacato che già raccoglie il 63,54% del capitale, ha fatto il suo ingresso nel consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup, subentrando all'avvocato Marco De Luca, eletto nel board come rappresentante della lista di minoranza presentata dallo stesso Rotelli, che, al suo esordio in consiglio, si è astenuto nelle votazioni sul piano industriale, come Della Valle. Il quale, nella stessa intervista citata, ha dichiarato che Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli dovrebbero prendere atto "che per il futuro le decisioni saranno prese nel cda" e che "Rotelli è un azionista importante, che ha investito soldi suoi, ed è giusto che stia nel cda". A questo punto c'è chi sottolinea che lo schema del patron della Tod's, per quanto riguarda la governance di Rcs, punterebbe proprio a rafforzare il ruolo di Rotelli, con l'appoggio, anche esplicito, del gruppo Ligresti. Fonti vicine a Rotelli non commentano quello che sarebbe un cambiamento di schieramenti rispetto alle alleanze passate dell'imprenditore della sanità lombarda e dello stesso Della Valle.Che oggi, nel consiglio di amministrazione di Generali, ha proposto l'uscita del Leone di Trieste dal capitale di Rcs, mirando a ribaltare radicalmente il tavolo. (TMNews)


 


 


 


 


 





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