Roma, 17 dicembre 2010. Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro diventano editori. I due direttori, il primo del Giornale, il secondo di Libero, diventano azionisti di Libero, di cui saranno anche editori incaricati, ovvero con la responsabilità piena della conduzione del quotidiano milanese. Ne dà notizia l'Editoriale Libero, precisando che l'accordo con i due direttori è stato raggiunto nei giorni scorsi. Feltri, 67 anni, già direttore dell'Europeo, dell'Indipendente e del Giornale oltre che fondatore di Libero, dal 21 dicembre lascerà dunque la direzione editoriale del Giornale per assumere analogo incarico presso il quotidiano di viale Majno. Belpietro, 52 anni, già direttore del Tempo, del Giornale e di Panorama, continuerà a ricoprire l'incarico di direttore responsabile. I due giornalisti hanno lavorato in passato insieme per un lungo periodo: ora la coppia si ricompone. (Adnkronos)
EDITORIA. ANGELUCCI: PROPRIETARI SOLO DI TESTATA “LIBERO”.
Roma, 16 dicembre 2010. Il gruppo Angelucci non è l'editore di Libero, ma è esclusivamente proprietario della testata del quotidiano. Lo precisa in una nota la Tosinvest, finanziaria del gruppo, in merito ad alcune indiscrezioni di stampa secondo le quali Vittorio Feltri, direttore editoriale del Giornale, sarebbe interessato ad acquisire un pacchetto di azioni di Libero insieme con il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro. «Con riferimento alle ricostruzioni riportate oggi sui quotidiani 'Il Corriere della Sera ed 'Il Sole 24Ore, ambedue riguardanti l'eventuale acquisizione, da parte del dottor Vittorio Feltri e del dottor. Maurizio Belpietro, di quote della Società Editoriale Libero, la famiglia Angelucci ribadisce, ancora una volta - spiega la Tosinvest - di non avere alcuna partecipazione nella suddetta Società, ma di essere esclusivamente proprietaria della testata Libero, attraverso Finanziaria Tosinvest Spa». (ANSA).
LIBERO: NUOVA SCOMMESSA DI FELTRI E BELPIETRO. MARTEDÌ LA FIRMA. AI DUE GIORNALISTA IL 20% DEL CAPITALE
di Michele Cassano-ANSA
Roma, 17 dicembre 2010. Rieccoli di nuovo assieme i due direttori più in vista del centrodestra italiano. E questa volta non solo in redazione, ma anche nella stanza dei bottoni. Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro diventano editori di 'Liberò con un accordo raggiunto nei giorni scorsi e ora ufficializzato: i due giornalisti, ai quali andrà il 20% della società editoriale attualmente detenuta al 100% dalla Fondazione San Raffaele, grazie ad un patto parasociale saranno editori incaricati ed avranno la responsabilità piena della conduzione del quotidiano. Giornalisti, editori, ma soprattutto padroni in casa loro. «Chi avrà qualcosa da dire dovrà venire da noi - spiega Feltri - E questa è un'assoluta novità nel panorama italiano». La firma è attesa per martedì prossimo, mentre il giorno dopo ci sarà la presentazione. «La proposta è arrivata parlando con gli Angelucci - aggiunge il direttore editoriale del Giornale -. Io sono sempre stato amico di Maurizio, e la cosa si è concretizzata in breve tempo». Belpietro resterà direttore, mentre Feltri sarà editore e tornerà a scrivere quando finirà la sospensione decisa dall'ordine per il caso Boffo. Due carriere intrecciate quelle di Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro. Bergamasco e del '43 il primo. Bresciano e del '58, il secondo. Si conoscono nella redazione di 'Bergamo oggì all'inizio degli anni '80. Poi Feltri diventa direttore dell'Europeo e chiama Belpietro alla sua corte. Sono ancora insieme all'Indipendente e al Giornale, prima della separazione quando Feltri passa al Quotidiano Nazionale. Poi nel 2000 fonda Libero. «Ero editore anche allora - spiega Feltri - ma non avevo la liquidità necessaria per mantenere un giornale. Questa volta sarà diverso». Il quotidiano in pochi anni passa da una tiratura di 70.000 copie a 220.000. Ottiene i contributi statali grazie all'incorporazione di un foglio monarchico, poi diviene proprietà di una fondazione per continuare a percepire i finanziamenti. Feltri lascia Libero il 30 luglio 2009, per passare a il Giornale. Alla direzione arriva Belpietro. «Nell'ultimo periodo abbiamo dovuto abbattere i costi, ma ora il bilancio è buono, le uniche difficoltà sono legate alla mancata erogazione dei contributi», spiega Belpietro che comunque spera nel contributo di quei lettori che Feltri dovrebbe portare in dote. «Portar via copie a Sallusti non sarà facile, e poi speriamo che la gente non si stanchi di vedermi fare avanti e indietro», aggiunge Feltri. Il nuovo Libero sarà un foglio snello, ricco di esclusive e, non da ultimo, rivolto a Internet, un settore sul quale sono previsti investimenti. E sarà ovviamente schierato. «Non cambiamo testa, questo è ovvio, ma ce ne sarà per tutti, centrodestra e centrosinistra», assicurano in coro i due direttori. (ANSA).