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Ordine&Gaza&Fnsi.
Fausto Biloslavo:
“Questi sono i fatti”.

Il lungo silenzio del silenzio su Almerigo Grilz, il primo giornalista caduto in guerra in tempo di pace. Una storia che Enzio Iacopino conosce molto bene. Grilz è stato ucciso in Mozambico il 19 maggio 1987.

Caro Abruzzo, leggo sul tuo notiziario le dichiarazioni all'Ansa dei rappresentanti del sindacato sulla vicenda Ordine/Freedom Flotilla. Mi spiace che Natale e Siddi si siano fermati al titolo de Il Giornale che arruolerebbe a forza Enzo Iacopino fra i nemici di Israele. Nell'articolo sottostante, che ho scritto, penso di aver dato spazio alle posizioni del presidente dell'Ordine, come alle critiche di uno dei consiglieri nazionali. Poi ho cercato di raccontare, con i fatti, chi fossero gli ospiti della sede dell'Ordine che hanno presentato la nuova flottiglia diretta a Gaza. Penso che Angela Lano possa scrivere e presentare i libri che vuole, anche nella sede dell'Ordine di cui fa parte. Prima di tutto viene la libertà di espressione, la sua, come la mia e quella di tutti. Forse è più discutibile il continuo mescolamento delle carte fra ruolo di giornalista e pacifista ad oltranza con una visione che reputo a senso unico (basta leggere il suo sito infopal). Il problema non è tanto il suo libro o le mille vite dell'autrice, ma la presentazione della Freedom Flotilla 2, che a primavera dovrebbe salpare verso Gaza. Mi sembra azzardato concedere la sede dell'Ordine per lanciare un'operazione non solo umanitaria, ma che ha connotati smaccatamente politici e di parte. Chi, come il sottoscritto a Gaza ed in Israele c'è stato e conosce il Medio Oriente sa bene che questo genere di iniziative provocano solo nuova tensione e non certo stabilità. La stessa Lano, come ha scritto nella prima avventura, era consapevole di andare incontro alla violenta reazione israeliana e non ha fatto nulla per evitarla. Anzi in molti della prima flotta (a cominciare dai turchi che hanno subito 9 vittime) sembravano quasi ricercare lo scontro o addirittura il "martirio", come se fossero dei pacifisti "kamikaze". Ognuno è libero di cercare guai come preferisce, ma se possibile senza coinvolgere nelle sue iniziative l'Ordine di cui fanno parte migliaia di iscritti che cercano di fare i giornalisti, pur con le proprie idee, e basta.


Il sindacato è sempre pronto a scagliarsi contro "una concezione da giornalismo di fazione che non ci appartiene" secondo Natale e Siddi. E riafferma "il diritto-dovere delle rappresentanze del giornalismo di favorire in ogni modo il dibattito, di far sentire quante più voci possibile, ...". Peccato che per 21 anni lo stesso sindacato si è rifiutato di ricordare il primo giornalista caduto in guerra in tempo di pace, Almerigo Grilz. Una storia che Enzio Iacopino conosce molto bene. Grilz ucciso in Mozambico il 19 maggio 1987 è sempre stato osteggiato dal sindacato e per molti anni anche dall'Ordine, perchè era di destra. Solo nel novembre del 2008, dopo anni di articoli, battaglie e proteste il sindacato ha accettato la richiesta, che ogni anno veniva presentata dal sottoscritto e altri colleghi di Almerigo, per ricordarlo degnamente con una targa nel palazzo della stampa a Trieste assieme agli altri caduti sul fronte dell'informazione. Ancora oggi, spesso e volentieri, ci si dimentica di citarlo nelle occasioni ufficiali.


Cari Natale e Siddi come spiegate il fatto che per 21 anni il sindacato ha applicato con Grilz "una concezione da giornalismo di fazione" che sostenete non vi appartenga? Per 21 anni dov'era "il diritto-dovere delle rappresentanze del giornalismo di favorire in ogni modo il dibattito, di far sentire quante più voci possibile, ..."? Forse Iacopino può illuminarvi a riguardo.


Fausto Biloslavo


biloslavo@gmail.com


http://www.faustobiloslavo.eu


http://www.gliocchidellaguerra.net


 


16 dicembre 2010





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