1. CONTRO I BAVAGLI. Oggi c’è anche e soprattutto il problema di combattere contro il tentativo del mondo politico (ddl Castelli, Mastella e Alfano) di imbavagliare la stampa e di mettere ostacoli all’attività dei Pm, pur riconoscendo che il rispetto della privacy per i cittadini innocenti ed estranei alle inchieste giudiziarie è un problema serio e ineludibile.
2. Dobbiamo contrastare la finta ingenuità di alcuni direttori che dicono di non spiegarsi perché, per disporre il trasferimento di un giornalista, ci sia bisogno del suo consenso. Rispondiamo che l’articolo 41 della Costituzione e l’articolo 13 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970) tutelano la dignità della persona: un giornalista non è un sacco di patate che si possa spostare, in modo arbitrario e senza tener conto delle specificità individuali, da un punto all’altro della redazione oppure da una città all’altra. Dobbiamo chiedere alle aziende editoriali di rispettare il contratto e la legge 388/2000 in tema di formazione continua dei giornalisti.
3. Difesa degli organici redazionali, favorendo nuove iniziative di tutte le testate giornalistiche (tradizionali o di carta, televisive, radiofoniche e telematiche).
4. Garantire ai redattori addetti al desk, come prevede il Cnlg, il diritto alla firma almeno settimanalmente.
5. Difesa del ruolo degli inviati speciali cancellati come qualifica dal Contratto del 2001. Attraverso la figura dell’inviato, dobbiamo difendere la specificità e l’originalità di ogni giornale inteso come opera collettiva dell’ingegno. No ai giornali copia e incolla, sì ai giornali costruiti dai giornalisti, che devono tornare a parlare con la gente nelle città e nei paesi della Penisola. Sì ai cronisti, che battono i marciapiedi e consumano le scarpe alla ricerca di notizie. Ferma condanna della scelta degli editori di utilizzare le tecnologie informatiche come taglio dei costi. Dobbiamo tornare a fare inchieste, che facciano male a qualcuno, soprattutto ai poteri forti (banche, grande industria, assicurazioni, mondo politico).
6. INPGI. LIBERTA’ DI CUMULO E LIMITE DEI 5000 EURO PER L’ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA. Bisogna convincere l’Inpgi: a) a liberalizzare la libertà di cumulo, che è un atto di giustizia per quanti sono stati costretti al pensionamento anticipato o alla pensione di anzianità; b) a “copiare” dall’Inps il limite dei 5mila euro per i collaboratori gravati oggi dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata (o Inpgi/2) anche se annualmente guadagnano cifre irrisorie senza alcuna prospettiva di pensione decente. Chi guadagna meno di 5mila euro all’anno deve essere libero di aderire io meno all’Istituto vista la eseguità delle pensioni future.
7. Retribuzioni dignitose per i pezzi dei collaboratori: ripristinando, come gli avvocati, il “TARIFFARIO MINIMO”. Nessun contributo statale alle aziende editoriali che erogano retribuzioni troppo basse o che non applicano il contratto Fnsi/Fieg.
8. Riduzione dei master biennali di giornalismo riconosciuti dall’Ordine a 6 su scala nazionale. Controlli accurati su sedicenti scuole, corsi, master di giornalismo estranei ai circuiti ufficiali, che creano illusioni e aspettative.
9) Emanazione di linee guida precise sulla presenza degli stagisti nelle redazioni giornalistiche, differenziando tra stagisti-praticanti (iscritti a scuole di giornalismo) e stagisti non praticanti. I primi dovrebbero sempre essere messi in condizione di svolgere pratica giornalistica (scrivendo, firmando, apparendo in video etc) perché sono a tutti gli effetti praticanti iscritti al Registro annesso all'Albo dei professionisti. Allo stesso tempo, però, è importante vigilare affinché non vengano utilizzati per sostituzioni ferie, malattia o maternità.
10) Praticanti d’ufficio: trasmettere sistematicamente le informazioni sulle istanze di praticantato d'ufficio agli organismi competenti a svolgere indagini e ispezioni (Ispettorato provinciale del Lavoro e Ispettorato Inpgi). Nella maggior parte dei casi dietro un praticantato d'ufficio si cela una situazione di sfruttamento ed evasione fiscale/previdenziale, con giornalisti di fatto sottopagati e ricattabili.
11) Più controlli su trasmissioni radiofoniche e di tv locali: spesso ci sono persone che svolgono attività giornalistica professionale e di redazione, anche continuativamente, anche per mesi o addirittura anni, magari avendo anche la responsabilità di specifiche trasmissioni!, senza che ciò venga riconosciuto contrattualmente. Non solo quindi sanatorie "ex post" coi praticantati d'ufficio, ma anche e soprattutto un impegno dell'Ordine (e del sindacato) per controlli ex ante.
12. Crescita qualitativa dei servizi resi dall’Alg attraverso un uso sempre più incisivo e innovativo della telematica. Promozione di una forte campagna di iscrizioni al sindacato. Sviluppo dell’azione di comunicazione dell’Alg attraverso il portale, le email e “Giornalismo”
13. Persa la sede storica di Palazzo Serbelloni, trovare, con l’aiuto delle Istituzioni milanesi e lombarde, una soluzione adeguata per il rilancio del CIRCOLO DELLA STAMPA.
(Il programma “lungo” è in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5725; il volantino è in http://www.francoabruzzo.it/public/docs/MILVOLANTINO-9nov10_3.pdf, mentre le biografie dei candidati sono in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5715)