di Giuseppe Altamore
autore di “I padroni delle notizie”
e vicecaporedattore di “Famiglia Cristiana”
Il rischio della fine del giornalismo così come l’abbiamo conosciuto dall’800 in poi non è solo una fantasia da intellettuale apocalittico. Sono molti i fattori negativi che induco a riflettere sul senso di una professione che appare in parte svuotata dalle prerogative del Quarto Potere. I nemici che assediano e minacciano le redazioni sono tanti, a cominciare dagli stessi editori che se potessero trasformerebbero i loro mezzi in mansueti cataloghi pubblicitari. Ma è più utile affrontare i nemici uno per volta.
Nel mio libro, “I padroni delle notizie”, ho cercato di esternare la mia indignazione e a tratti la mia rabbia di fronte alla trasformazione fraudolenta dei principali parametri di un articolo giornalistico. Ormai è chiaro: il processo di produzione della notizia è dominato sempre di più dagli introiti pubblicitari, anche quando non ci sono elementi chiari di commistione, così come vengono identificati dalla legge. C’è piuttosto un sistema mediatico fortemente condizionato dagli interessi commerciali.
Il fine, anche politico, è un’informazione sottoposta alla logica della società dei consumi. Tanto che il consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha affermato in diverse delibere “che esiste una strategia precisa degli editori secondo la quale la pubblicità deve presentarsi come informazione e/o frammista all’informazione. Si punta a collocare il messaggio pubblicitario in maniera sempre più diretta all'interno dell'informazione. Questa strategia finisce per inquinare la figura del giornalista professionista. La nuova frontiera della pubblicità, che sta invadendo l'informazione, mette in discussione l'autonomia professionale del giornalista con ricadute lesive sull’immagine del giornalista, dell’Ordine e della professione”.
Sono parole che abbiamo sentito e letto più volte, ma senza badarci troppo. Pensiamo di essere abbastanza forti, adulti e vaccinati, per poter respingere un attacco da soli. Ma non è così. Quando la marchetta è un sistema industriale non sono più sufficienti le azioni individuali. Occorre una forte azione collettiva nelle sedi appropriate. Il giornalista non è un impiegato, un riempitore di pagine a pagamento. Abbiamo un codice deontologico da rispettare. Un patto con i lettori che non può essere stracciato.
Il fenomeno è noto a tutti a noi, ma spesso lo affrontiamo con un sorriso di sufficienza, come se non fosse una minaccia seria alle fondamenta della nostra professione.
Ho accettato l’invito a candidarmi nella speranza di poter fare il possibile per arrivare a riportare il problema della commistione pubblicità informazione in un ambito fisiologico. Dobbiamo però avere il coraggio di parlare di una vera e propria emergenza dell’informazione. Ed ecco le principali azioni da mettere in campo per contrastare l’inquinamento del giornalismo da parte della pubblicità:
1) organizzare una forma di coordinamento tra gli organismi incaricati di vigilare e reprimere (Ordine dei giornalisti, Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giurì di autodisciplina pubblicitaria, Osservatorio pubblicità ingannevole del Movimento nazionale consumatori);
2) l’Ordine nazionale deve svolgere un’indagine, affidata a terzi, per valutare l’esatta portata del fenomeno e rendere pubblici i risultati;
3) azioni disciplinari più incisive;
4) allertare i Cdr che, con il loro silenzio, spesso finiscono per essere complici del sistema;
5) insistere sulla formazione, con l’obbligo a inserire nelle scuole di Giornalismo e nelle facoltà di Scienze della comunicazione lo studio della deontologia professionale.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
in: https://www.odg.mi.it/docview.asp?DID=2084Commistione informazione/pubblicità:
come il Consiglio dell’Ordine della Lombardia tutela
(sostenuto dalle sentenze dei giudici milanesi)
l’interesse generale, che coincide con lo svolgimento
corretto e autonomo della professione giornalistica.
Ricerca di Franco Abruzzo
INDICE
1. Premessa. Il diritto vivente in tema di commistione pubblicità/informazione scritto a Milano.
2. Diritti e doveri del giornalista.
3. Bisogna evitare che un giornale si trasformi in un catalogo commerciale. Tribunale civile di Milano: “La pubblicità deve essere chiara, palese, esplicita e riconoscibile.... il lavoro giornalistico deve rimanere inconfondibile”.
4. Corte d’Appello di Milano: “Il direttore quantomeno deve rendere pubblico il proprio dissenso all'ufficio marketing”.
5. Antitrust: “La sollecitazione al consumo può nascondere un caso di pubblicità ingannevole”.
6. Gli articoli pubblicitari giustificano le dimissioni del giornalista, perché ledono la dignità professionale. Inserimento di articoli di natura pubblicitaria in un periodico contro la volontà del condirettore può giustificare le dimissioni del giornalista, con diritto all'indennità sostitutiva del preavviso per lesione della sua dignità professionale (Cassazione sezione lavoro n. 5790 dell'11 giugno 1999 pres. Lanni, rel. Berni Canani).
7. Le sentenze del Tar Lazio sulla pubblicità ingannevole.
8. Tribunale civile di Milano: “La pubblicità ingannevole è slealtà del giornalista”.
9. La prima sezione civile della Corte d’Appello di Milano conferma la sanzione inflitta dal Consiglio dell’Ordine di Milano a Caterina Vezzani: quando la pubblicità ingannevole si nasconde nell’invito dell’articolista a usare un determinato dentifricio.
10. La prima sezione civile della Corte d’Appello di Milano conferma la sanzione della censura a Marisa Deimichei: nei casi di commistione pubblicità-informazione il direttore ha il dovere di rendere pubblico almeno il dissenso dalle scelte dell’Ufficio marketing.
11. Sentenza della seconda sezione civile della Corte d’Appello accoglie le ragioni di Franco Abruzzo e Roberto La Pira. Occhipinti perde in appello: corretto il titolo di Tabloid "Basta marchette, per favore".
12. Consiglio OgL su giornaliste "attrici pubblicitarie" e su contenitori pubblicitari che mescolano inserzioni e articoli funzionali alle inserzioni.
13. Conclusioni. Corte d’Appello di Milano: “Il giornalista deve essere e deve apparire corretto”.
--------------------------------------------------
Appendice-1/ Contratto nazionale di lavoro giornalistico Fnsi-Fieg. Art. 44. Rapporto tra informazione e pubblicità
Appendice-2/ Carta dei doveri del giornalistica (1993): “I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici”.
Appendice-3/ Dlgs 6 settembre 2005 n. 206. Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229. (Pubblicato nella Gazz. Uff. 8 ottobre 2005, n. 235, S.O. ). Questo Dlgs assorbe il dlgs 74/1992 sulla pubblicità ingannevole e comparativa.
Appendice-4/Tribunale civile di Milano: divulgabili le decisioni disciplinari dell’Ordine.
Appendice-5/OgL: la pubblicità mascherata uccide l’informazione.
Appendice-6/Consiglio nazionale dell’Ordine su commistione informazione-pubblicità: “Regole sistematicamente eluse o erose”.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°ELEZIONI 2007 PER L'ORDINE DEI GIORNALISTIUNA RIFORMA AL SERVIZIO SOLTANTO DEI CITTADINI.Un Ordine che tuteli la libertà, la dignità e la professionalità dei colleghi!
Lista indipendente per l’autonomia della professione giornalistica
sostenuta anche dal “Movimento Giornalisti per la Costituzione”
Consiglio regionale PROFESSIONISTI (scheda VERDE)
Franco ABRUZZO Enrico FEDOCCI
Lucia BELLASPIGA Sebastiano GRASSO
Sergio D'ASNASCH Andrea MONTANARI
Collegio revisori dei conti professionisti (scheda VERDE)
Paolo MASTROMO e Maurizio MICHELINI
Consiglio regionale PUBBLICISTI (scheda GIALLA)
Cosma Damiano NIGRO, Raffaella PARISI, Giacinto SARUBBI
Collegio revisori dei conti pubblicisti (scheda GIALLA)
Ezio SIMONELLI
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Consiglio nazionale PROFESSIONISTI (scheda AZZURRA)
Marco VOLPATI, Daniela STIGLIANO, Paolo CHIARELLI, Gianni DE FELICE, Ruben RAZZANTE, Giuseppe ALTAMORE, Giuseppe BAIOCCHI, Stefano CAMOZZINI, Fabrizio CASSINELLI, Giuseppe CIULLA, Anna DEL FREO, Elena GOLINO, David MESSINA, Andrea MORIGI, Gerry ROMANO.
Consiglio nazionale PUBBLICISTI (scheda ROSA)
Franz FOTI, Domenico TEDESCHI, Alberto ARRIGONI, Jole ZANGARI, Giuseppe ALBERTI, Assunta CURRA’, Onofrio Onelio FRANCIOSO, Isotta Enea GAETA, Franco MARELLI COPPOLA, Mons. Emilio PASTORMERLO, Agostino PICICCO e Massimo SALA.
---------------------------------------------------
COME, DOVE, QUANDO: si vota il 20 maggio (dalle ore 9.45 alle 13.15) e il 21 maggio (dalle ore 9.30 alle 14) alla Sala Orlando dell'Unione del commercio di Milano (C.so Venezia 49).
IL BALLOTTAGGIO si terrà il 27 maggio (dalle ore 9.45 alle 13.15) e il 28 maggio (dalle ore 9.30 alle 14) sempre alla Sala Orlando dell'Unione del commercio di Milano (C.so Venezia 49).
Ricordiamo che, dato il sistema elettorale a maggioranza assoluta, è indispensabile trascrivere sulle schede tutti i nomi e i cognomi dei candidati da votare. E altresì indispensabile votare sia al primo turno (20 e 21 maggio) sia al ballottaggio (27 e 28 maggio). PER VINCERE BISOGNA VOTARE IN BLOCCO I NOMI DEI COLLEGHI!!!!
……………………………………….
La lista (con le biografie dei 39 candidati) che si rifà
anche al “Movimento Giornalisti per la Costituzione”
è nella home page di www.francoabruzzo.it
……………………….
La biografia di Franco Abruzzo è in www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5
…………………….
COMUNICAZIONE AGLI ISCRITTI PER LE VOTAZIONI:
1. CHI HA PAGATO LE QUOTE 2007 E QUELLE ARRETRATE DOPO IL 30 APRILE 2007 DEVE ESIBIRE AL SEGGIO LA RICEVUTA DEGLI AVVENUTI PAGAMENTI. L’ESATRI, LE BANCHE E LE POSTE COMUNICANO CON RITARDO GLI INCASSI.
2. IN OCCASIONE DELLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEI CONSIGLI DELL’ORDINE, GLI UFFICI DELL’OGL RIMARRANNO CHIUSI NEI GIORNI 21 - 22 - 28 - 29 MAGGIO. NEI PREDETTI GIORNI IL PERSONALE DELL’ORDINE DARA’, COMUNQUE, INFORMAZIONI TELEFONICHE SECONDO IL NORMALE ORARIO DI LAVORO.
NEI GIORNI DI DOMENICA 20 E 27 MAGGIO PER INFORMAZIONI SULLE VOTAZIONI E’ POSSIBILE CHIAMARE I SEGUENTI NUMERI TELEFONICI:
a) SALA ORLANDO 02 7750373
b) PERSONALE 335 7817492 – 335 7227240