CARI COLLEGHI, ho deciso di candidarmi in un momento difficile per la professione, mettendo a disposizione di tutti le mie competenze e la mia passione civile. Mi rivolgo ai vecchi e ai giovani amici, agli ex praticanti d’ufficio e agli ex-allievi dell’Ifg De Martino. Vi chiedo, se credete e se volete, di darmi una mano, votando nelle giornate del 23 (domenica fino alle 13.15) e 24 maggio (lunedì fino alle 14). Allego il volantino per alimentare un efficace passaparola. Vi chiedo di sostenere l’altra lista, la LISTA CIVICA INDIPENDENTE (guidata da me e da Gianni De Felice), sia al Consiglio regionale sia al Consiglio nazionale. Vince la lista, non il singolo candidato. Il sistema maggioritario puro è feroce: si vince o si perde per un solo voto. Le liste sono un momento organizzativo dei gruppi, ma tutti siamo candidati (quelli con più di 5 anni di anzianità di Albo). Significa che le preferenze possono essere anche incrociate (si parla di ”panachage”). Non c'è alcun obbligo di votare le liste checché dicano alcuni propagandisti che intorbidano le acque, parlando erroneamente di voto non valido. Indubbiamente votare in blocco la LISTA CIVICA INDIPENDENTE significa fare eleggere i consiglieri regionali e nazionali il 23 e 24 maggio e assicurare il buon governo del Consiglio regionale e del Consiglio nazionale. FATE UNO SFORZO: VENITE A VOTARE IN MASSA. Dimostriamo con i fatti che vogliamo difendere le regole deontologiche fissate per legge; che la trasparenza dell’ente pubblico Ordine è un dovere prima di essere un obbligo; che ci opponiamo alle pretese egemoniche e alle ingerenze del sindacato; che diciamo no al connubio politica/giornalismo e che sbarriamo la strada alle intromissione degli uffici marketing e delle banche nella fattura di giornali e periodici.
In queste ultime settimane ho svolto una intensa attività: il 10/5 ho parlato in un convegno organizzato dalla Corte d’Appello di Bologna (a beneficio di un centinaio di giovani magistrati e di altrettanti avvocati) sul tema “La cronaca giudiziaria e i doveri del giornalista: il bilanciamento tra il diritto di informazione e il diritto alla riservatezza”; il 19/ 5 ho ricordato a Spoleto la lezione attuale di Walter Tobagi in tema di libertà di informazione e contro le notizie “di padre ignoto”; il 20/5, infine, nel convegno “Mondo Bimbo” di Mantova ho presentato lo studio “La Carta di Treviso e la privacy del minore”. Oggi è avvertito il problema di combattere contro il bavaglio alla stampa e gli ostacoli all’attività dei Pm, pur riconoscendo che il rispetto della privacy per i cittadini innocenti ed estranei alle inchieste giudiziarie è un problema serio da risolvere in fretta. Dobbiamo chiedere alle aziende editoriali di rispettare il contratto e la legge 388/2000 in tema di formazione continua dei giornalisti. L’applicazione puntuale di questa normativa eviterà alle aziende stesse le sanzioni pesanti previste dalla legge 231/2001
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti, FRANCO ABRUZZO, 3461454018 – casa 022484456
PICCOLO BILANCIO: le cose fatte tracciano le linee di azione future dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia.
Ho inventato nel 1966-1970 il praticantato d'ufficio, e poi nel 1989 il praticantato free-lance. Io sono il primo praticante d’ufficio della storia italiana (a Il Giorno).Pubblicisti sono e devono restare coloro che vivono di altri mestieri, impieghi, professioni.
Per 22 anni mi sono occupato dell’Ifg De Martino, la nostra bella scuola di giornalismo che ha messo sul mercato 670 giornalisti professionisti in 32 anni di vita. La delibera istitutiva dell'Ifg (1974) è da considerare "figlia" delle delibere sul praticantato d'ufficio, che ha dato all'Ordine di Milano la forza di autoregolamentare l'accesso alla professione, togliendo agli editori il potere, che dura dal 1928, di "fare" i giornalisti. Le scelte dell'Ordine di Milano furono contrastate anche con denunce ed esposti amministrativi contro di me, ma senza alcun risultato.
Nel periodo della mia presidenza maggio 1989-maggio 2007 ho firmato 4mila delibere di praticantato d'ufficio e freelance. Io ragiono sempre in termini di legge da interpretare alla luce della Costituzione e delle direttive comunitarie. Con le delibere ogni Consiglio dell'Ordine deve dare risposte le più vicine possibili allo spirito della Carta fondamentale. Questo è il mio credo peraltro ben noto ai colleghi, lombardi e non.
Ho il merito anche di aver dato il giusto riconoscimento ai praticanti assunti a termine, che gli altri Ordini non iscrivevano nel Registro, violando Costituzione e legge 368/2001 (che incorpora una direttiva europea). Ho dato una prospettiva a decine e decine di giovani, che, assunti a termine, hanno poi concluso il tirocinio. Le chances non si negano ai giovani.
Ho anche il merito di aver creato il praticantato negli Uffici stampa delle Pubbliche amministrazioni con testata giornalistica registrata in Tribunale (primo caso nel 1989 con l’Ufficio stampa della Giunta regionale della Lombardia, che poi ha trasformato la delibera dell’Ordine nella legge regionale maggio 1990 n. 33, istituendo l'agenzia di stampa “Lombardia Notizie”).
Ho anche creato il servizio dell'assistenza legale gratuita per il recupero dei crediti e per le questioni contrattuali riguardanti soggetti dal reddito basso.
Oggi l'Ordine ha davanti a sé la scommessa dell'istituto del "mediatore" (non solo per il reato di diffamazione a mezzo stampa, ma anche per vertenze civilistiche quali sfratti, affitti, lavoro, collaborazioni, etc). So di potere essere utile alla categoria anche su questo nuovo fronte creato dal dlgs 28/2010. E conto di ottenere la fiducia dei colleghi.
Non parlo della politica culturale - (Tabloid, il sito dell'OgL, il premio alle migliori tesi di laurea sul giornalismo, contributi a diversi premi giornalistici, elaborazione di proposte di legge sulla riforma della professione e del reato di diffamazione, diffusione della cultura storica e giuridica, sostegno all'Ifg De Martino, corsi di aggiornamento per colleghi senzalavoro e per i praticanti prossimi all'esame di Stato) - svolta nei miei anni di presidenza e che è stata parimenti intensa e ricca di risultati.
Franco Abruzzo
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Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5642
Franco Abruzzo spiega perché è disponibile a riassumere la presidenza dell’Ordine di Milano:“Da 35 anni, memore della lezione di Walter Tobagi, mi batto da una sola parte: quella di una professione onesta e pulita al servizio dei cittadini.Facciamo vincere questa linea”. In 11 punti i problemi che condizionano il “mestiere” e la sua libertà.
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RIPRENDIAMO IL CAMMINO INTERROTTO.
VOTA E INVITA A VOTARE LA “LISTA CIVICA INDIPENDENTE”
GUIDATA DA FRANCO ABRUZZO E GIANNI DE FELICE
I nomi della “Lista” di Franco Abruzzo e Gianni De Felice (scritti
in un volantino con i colori delle schede elettorali) sono in
http://www.francoabruzzo.it/docs/volantinoabruzzo1.pdf
Le BIOGRAFIE dei 42 candidati sono pubblicate in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5625
LA BIOGRAFIA “LUNGA” di FRANCO ABRUZZO è in
http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5
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Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5605
MANIFESTO PROGRAMMATICO della “LISTA CIVICA INDIPENDENTE”
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Leggi in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5538
In dieci punti riassunta l’azione sociale e riformatrice svolta da Franco Abruzzo alla testa del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal 15/5/1989 al 7/6/2007.
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