IL SOLE 24 ORE 14/7/2010 Concorrenza. Geologi sanzionati per 14mila euro. Doppio attacco Antitrust sulle tariffe professionali.
Aperta un'istruttoria a carico di due associazioni di pubblicitari (Acpi e Tp) per una guida sui prezzi "consigliati" con rischi di alterazioni delle tariffe per l'intero settore. di Laura Cavestri
MILANO. Restrizioni alla libera concorrenza a causa di tariffe professionali che uniformano o, quanto meno, condizionano il mercato. Condannato l'Ordine professionale dei geologi al pagamento di oltre 14mila euro di ammenda perché gli articoli del codice deontologico, nonostante lo stop ai divieti del decreto Bersani, di fatto non smantellano l'inderogabilità delle tariffe minime. Ma neanche le associazioni professionali sono immuni dalla scure antitrust. Aperta un'istruttoria a carico di due associazioni di pubblicitari (Acpi e Tp) per una guida sui prezzi "consigliati" con rischi di alterazioni delle tariffe per l'intero settore.
Le informazioni sono contenute nel bollettino dell'Authority Antitrust n. 25 del 13 luglio. Innanzitutto, si mette la parola fine a un procedimento aperto oltre un anno fa verso l'Ordine nazionale dei geologi. Sotto accusa la formulazione degli articoli 17, 18, 19 e 26 del codice deontologico. Secondo l'Antitrust, nonostante il richiamo formale al rispetto della legge 248/2006 (che ha convertito il Dl Bersani 223/06) il richiamo esplicito alle tariffe «come legittimo ed obiettivo elemento di riferimento per la determinazione dei compensi» e il continuo richiamo a un «nesso diretto tra compenso e decoro professionale» inducono «i geologi ad uniformare il proprio comportamento economico alla tariffa professionale». E «a non assumere condotte autonome nell'individuazione dei prezzi delle proprie prestazioni professionali, ma piuttosto ad uniformare i rispettivi comportamenti economici mediante l'applicazione della tariffa professionale» determinando «una restrizione della concorrenza».
L'assenza, aggiunge l'Authority, di un richiamo alla libera negoziazione del compenso tra le parti e di criteri oggettivi per qualificare il decoro, non possono che portare «il professionista a ritenere vincolanti le tariffe fisse». Da qui, l'intesa restrittiva della concorrenza (articolo 101 del Trattato Ue) e la sanzione di 14.254 euro da pagare entro 90 giorni dalla notificazione. Anche se l'Ordine ha 60 giorni per far ricorso al Tar del Lazio.
Aperta, inoltre, un'istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza anche verso due associazioni di pubblicitari (Acpi e Tp) a iscrizione facoltativa, quindi prive di un controllo sui comportamenti di tutti gli operatori del settore. Nel mirino dell'Antitrust la predisposizione della «Guida remunerazioni e tariffe 2009/2010» per orientare gli iscritti.
Secondo l'Authority «le indicazioni tariffarie contenute nella Guida, facilmente disponibili attraverso la rete Internet, appaiono costituire un livello di riferimento per le imprese associate, nonchè per gli altri operatori del mercato, in relazione alla determinazione dei prezzi praticati alla clientela, e risultano idonee a indurre l'adozione di una strategia di prezzo uniforme in luogo dell'operare indipendente dei singoli soggetti». Dunque, anche i prezzi «semplicemente consigliati possono svolgere una funzione di orientamento», tale da comportare «un'artificiale omogeneizzazione delle condizioni di mercato».
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