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MONDADORI: PUNTA A E-BOOK CON MILLE TITOLI, CALA UTILE. NO DIVIDENDO. VERSO canale digitale terrestre. I conti 2009 hanno segnato un calo del fatturato del 9% a 1.540,1 milioni di euro e dell'utile del 64% a 34,3 milioni. Costa si è detto aperto alla possibilità di acquisizioni nel settore radiofonico.

Milano, 23 marzo 2010. L'annus horribilis dell'editoria è alle spalle anche se la pubblicità riparte a fatica, il core business rimane lo stesso con un taglio di costi e progressiva riduzione del personale, per il futuro si punta soprattutto sul digitale, a partire dagli e-book. Questa la Mondadori disegnata il giorno della presentazione dei conti 2009, che hanno segnato un calo del fatturato del 9% a 1.540,1 milioni di euro e dell'utile del 64% a 34,3 milioni, con nessun dividendo. La Borsa di Milano, dove Mondadori è appena uscita dal paniere principale, è rimasta piuttosto insensibile ai dati: il titolo è sceso dello 0,35% a 2,86 euro tra scambi poco superiori alla media in una seduta di leggero rialzo per il settore dei media in Europa. Così l'amministratore delegato del gruppo di Segrate agli analisti finanziari ha potuto parlare soprattutto del futuro, a partire dallo sbarco nel mondo dell'e-book. «Vogliamo entrare nel modo giusto - spiega Maurizio Costa - in un mercato che comincia a dare risultati e prospettive di crescita: l'investimento sarà importante». Quello tecnologico sarà di un milione di euro, limitato dal fatto che il gruppo dispone di molti titoli già in formato digitale, mentre quello per il lancio pubblicitario e di marketing non viene per ora quantificato, ma sarà certamente superiore.


Lo sbarco di Mondadori nell'e-book avverrà in autunno per precedere la stagione natalizia, con oltre mille titoli disponibili, dei quali oltre 300 novità, gli altri soprattutto 'best seller'. L'offerta e-book di Mondadori sarà disponibile per tutte le piattaforme elettroniche, dall'esistente I-pad fino ai supporti di prossima uscita di Samsung e Sony, «compresa l'idea di Telecom Italia annunciata da Bernabè», sottolinea Costa. «Negli Stati Uniti gli e-book hanno l'obiettivo di raggiungere il 20% del mercato librario totale in 4-5 anni, in Italia puntiamo per ora al 10%». «A regime» il costo sarà prossimo a un libro tascabile, qualcosa meno di 10 euro, ma con il lancio promozionale sarà verosimilmente inferiore. Intanto però si guardano i conti dell'anno scorso e le prospettive per i prossimi mesi.


Nel 2009 l'indebitamento netto è migliorato di 117 milioni portandosi a quota 372, anche grazie alla cessione delle attività di stampa, che ha ottenuto anche una netta riduzione del personale: dai 5.586 dipendenti precedenti alla cessione agli attuali 3.750, con un calo di 175 unità nel 2009, che diventeranno 800 in meno nel 2011. Il margine operativo lordo consolidato è di 106 milioni di euro (-57,4% rispetto al 2008), quello normalizzato ha contenuto il calo al 34,3%. La raccolta pubblicitaria dei periodici in Italia nel primo trimestre 2010 è ancora negativa del 3-4% rispetto al 2009, mentre quella dell'intero gruppo è in linea con l'anno scorso. «In marzo si vede già qualcosa di più sereno e aprile prevediamo non sarà negativo», aggiunge il direttore finanziario di Mondadori Carlo Maria Vismara. «Le nebbie si stanno diradando», conferma Costa, che annuncia novità al di fuori del settore tradizionale di business. Entro due mesi saranno pronte le applicazioni per l'I-pad di alcune delle testate principali e sono possibili acquisizioni nel settore delle radio. Ma il gruppo di Segrate sta anche studiando un canale televisivo per il digitale terrestre «sui temi fashion e moda», che sarà pronto entro la fine dell'anno. Alla domanda se entrerà nel 'bouquet' di Mediaset premium, Costa sorride e non risponde. (ANSA).


MONDADORI. COSTA: ENTRO L'ANNO POSSIBILE l’INGRESSO IN TV DIGITALE TERRESTRE. L'a.d: «Allo studio canale dedicato a moda e fashion». Costa si è detto aperto alla possibilità di acquisizioni nel settore radiofonico.


Segrate, 23 marzo 2010. Mondadori studia l'ingresso nella tv digitale terrestre con il lancio di un canale dedicato alla moda che potrebbe concretizzarsi entro fine anno. Lo ha spiegato il ceo Maurizio Costa a margine dell'incontro con la comunità finanziaria per la presentazione dei conti 2009. «Stiamo studiando seriamente la cosa e entro l'anno potrebbe vedere la luce» ha detto Costa precisando che l'ingresso avverrebbe con un canale dedicato a «moda e fashion» e che mancano «ancora da vedere alcuni dettagli». Guardando agli altri business del gruppo editoriale Costa si è detto aperto alla possibilità di acquisizioni nel settore radiofonico.


Parlando delle strategie nel business dei periodici, il manager ha sottolineato che «in Italia è in programma un costante rinnovamento dei prodotti tra maggio, giugno e luglio con la riproposizione di tre testate core cioè le nuove edizioni di Panorama, Tu Style e Chi», mentre «nell'international, il 2010 sarà l'anno di consolidamento di testate importanti come la Germania e la Cina». Per quanto riguarda Grazia France, Costa ha espresso soddisfazione sul 2009 chiuso con un fatturato di 72 milioni: «Siamo molto soddisfatti perchèabbiamo consolidato 180mila copie vissute con un fatturato di 72 milioni: in una valle di lacrime a cui sembrava che il mondo dei periodici fosse destinato al disastro in Francia dopo di noi Marie Claire e Lagardere hanno lanciato due settimanali». Per Grazie France «è troppo presto per il break even nel 2010: ci sarà ancora una perdita rispetto ai 12 milioni di questo anno ma sarà notevolmente inferiore come peraltro era già prevista a piano». Costa si è poi soffermato sull'editoria scolastica, business visto in una fase cruciale di possibile consolidamento. «Non abbiamo dossier in esame concretamente» ha precisato per poi illustrare gli scenari possibili del mercato: «Può darsi - ha concluso - che uno dei cinque big player possa decidere di concentrarsi sul core business e cedere la scolastica; la seconda via è crescere per piccole acquisizioni ma la vedo come una cosa molto faticosa; la terza è di una selezione della specie dopo quello che l'editoria ha vissuto nel 2008 e 2009 e gli investimenti che deve fare nel prossimo biennio: questo aprirebbe lo spazio per una crescita organica a fronte di una debolezza altrui. (RADIOCOR)


 





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