Home     Cercadocumenti     Chi è     Link  

Cerca documenti
Cerca:
in:


Documenti
Attualitą
Carte deontologiche
CASAGIT
Corte di Strasburgo
Deontologia e privacy
Dibattiti, studi e saggi
Diritto di cronaca
Dispensa telematica per l’esame di giornalista
Editoria-Web
FNSI-Giornalismo dipendente
Giornalismo-Giurisprudenza
I fatti della vita
INPGI 1 e 2
Lavoro. Leggi e contratti
Lettere
  » Ordine giornalisti
Premi
Recensioni
Riforma professione
Scuole di Giornalismo e Universitą
Sentenze
Storia
Tesi di laurea
TV-Radio
Unione europea - Professioni
  Ordine giornalisti
Stampa

Due documenti,
due accuse
per Giovanni Negri

PROFEZIA   del 23 aprile 2010 – Oggi è TEMPO DI VERITA' .


Cari colleghi, posso dire che avevo previsto con largo anticipo l’esito disastroso del voto per Stampa democratica. Il problema è Giovanni Negri: o fa autocritica o deve trarne le conclusioni. Doverose. Il consiglio fraterno è quello di farsi da parte. E’ evidente che puntava alla sconfitta senza dirlo alla collega Marina Terragni, mandata allo sbaraglio. Negri pensa di sopravvivere in ottobre, ma in ottobre Nuova Informazione prenderà atto della nuova  sconfitta in sede sindacale e lo caccerà.   Cordiali saluti, Franco Abruzzo  3461454018 - 022484456


Lettera di Franco Abruzzo a Giovanni Negri (23 aprile 2010).


Caro Giovanni, Enrico Fedocci mi ha riferito di una vostra conversazione


 telefonica nel corso della quale tu avresti detto che occuperò il posto n. 2 nella lista per  l'Ordine Nazionale e che che non mi sono mai candidato per il Consiglio regionale.  Tengo a dirti:


1) che rifiuto il posto n. 2. Sarebbe un'offesa alla mia storia e alla mia dignità. Non faccio il portatore d'acqua. Sarebbe un errore tale di impedirmi di fare una vigorosa campagna per la nostra lista. Un "degradato" non avrebbe alcuna credibilità.


2) Ti confermo che resta intatta la mia volontà di candidarni come capolista al regionale. Questo è anche e soprattutto l'orientamento di diversi e autorevoli miei amici.


3) Ritengo, con molta presunzione, che senza il mio apporto perderete al regionale. E che non candidandomi al regionale farete un bel regalo a Besana&C.  Questa considerazione non è peregrina.


E' giusto che i colleghi della nostra componente conoscano i fatti. Nell'incontro di ieri con Marco Volpati e Paolo Chiarelli, l'argomento della mia collocazione in lista non è stato neanche sfiorato. Ti prego di non preoccuparti di  "non mandarmi allo sbaraglio". Quando si affronta un'elezione ci sono rischi per tutti, si può vincere e si può perdere. E' la  nostra componente che purtroppo rischia di andare allo sbaraglio, senza il mio apporto,  nelle votazioni autunnali per il sindacato. Tengo a dirti anche nel maggio 2007 ho ricevuto i voti del 20% di Stampa democratica  e di Quarto Potere. Su 636 voti portano la mia firma almeno  500/550 voti (raccolti, come sai,  senza fare telefonate, ma con l'aiuto del web). Ieri mi hai detto che ho un buon contributo al successo della nostra lista per le elezioni Inpgi e Casagit. Grazie.


E' utile sottolineare che siamo tutti per legge candidati, almeno quelli che hanno 5 anni di anzianità di Albo.Al di là delle dichiarazioni politiche che possiamo fare. Non esiste l'Aventino, quando si vota per l'Ordine.


Sono contento per il naufragio del  "listone". E' un buon  risultato che ascrivo alla  mia battaglia contro gli inciuci e per affermare l'identità di Stampa democratica.


Aggiungo e chiudo che non mi interessano, come ti ho già detto, le offerte per una mia collocazione romana come consulente dell'Ordine nazionale. Non sono in vendita e non lo sono mai stato.


Cordiali saluti, Franco


Milano, lancio 6 giugno 2010.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


42. Testimonianza di Enrico Fedocci: “Giovanni Negri era certo della vittoria  di Franco Abruzzo, ma ne accantonò la candidatura”.


Presidente, scusa, ma rileggendo la lettera che hai inviato sulla questione egri/Ordine/Abruzzo mi è venuta in mente una conversazione tra me e Negri di cui ti avevo già parlato.


Credo fosse l'inizio di aprile. Stavo andando a casa in Vespa. All'improvviso, incontrai Giovanni Negri, all'angolo tra via Melchiorre Gioia e via Montegrappa. Mi fermai, lo salutai e cominciammo a parlare proprio delle elezioni dell'Ordine. Non so come mai, forse pensando che sulla questione Abruzzo candidato presidente al Regionale ci avessimo messo una pietra sopra, Negri si è lasciato sfuggire la seguente frase, che ricordo perfettamente, con tanto di virgole: "Se Abruzzo si candidasse alla presidenza dell'Ordine, diciamolo, vincerebbe a mani basse" . A questo punto ribattei: "Benissimo, candidiamolo! Secondo me - ho aggiunto - lui aspetta solo di essere messo in pista"


Negri mi guardò, e disse, con tono pacato, gesticolando piano piano, muovendo lievemente la testa: "No, Enrico, sarebbe sbagliato... anzi, scusami, Enrico, ... non è corretto dire "sarebbe sbagliato", meglio dire "non sarebbe giusto chiedere a Franco un sacrificio del genere"... Lui ha il suo sito, lui ha il suo insegnamento universitario, i suoi studenti... No, Enrico, non glielo possiamo chiedere". Ho insistito, dicendo: "Guarda, Giovanni, che Franco non vede l'ora di tornare a fare il presidente. se vuoi ci parlo io, ma ti assicuro che non ce n'è bisogno. Sarebbe contentissimo".


Poi la conversazione è andata avanti tra me che spingevo per la tua candidatura, caro Franco,  e Negri che faceva finta di non capire.... Beh, alla luce degli ultimi fatti, alla luce dei risultati elettoriali, con il senno di poi... beh, quella conversazione è un ulteriore elemento che può fare riflettere e capire ciò che tutti gli addetti ai lavori hanno già capito da tempo: bisognava perdere le elezioni dell'Ordine. Con Franco Abruzzo si rischiava di vincere. 


notizia diffusa via internet il  6 giugno 2010


 


43. CONCLUSIONI. Gli argomenti diffamatori di Stampa democratica e Nuova Informazione. Nuova Informazione dimentica che è in minoranza nel corpo elettorale del 30/31 maggio e che non ha, quindi, la legittimità di governare.


La componente sindacale di Stampa democratica ha commentato il 2 giugno  il risultato delle elezioni per l’Ordine di Milano con queste parole: “Sin dal 1978, quando fondammo Stampa Democratica, l’opportunismo è completamente assente dal nostro DNA; non ci pieghiamo di fronte ai ricatti o alle minacce. Siamo convinti che ci sia bisogno, nell’Ordine come nel sindacato, di coerenza nelle idee, e di aria nuova in fatto di proposte e di persone. Perciò, mentre vigileremo perché l’Ordine agisca nel proprio ambito senza piegarsi ad interessi estranei al giornalismo, difenderemo con durezza l’autonomia e la forza del sindacato da possibili “invasioni di campo” da parte dell’Ordine o di suoi dirigenti. Tra i nostri organismi serve collaborazione nella distinzione dei compiti; le risse aggraverebbero la crisi delle aziende, delle redazioni e della professione”.


L’altra  componente sindacale di Nuova Informazione, invece, ha decantato il 4 giugno  la vittoria scrivendo: “E’ finita bene. Molto bene. I candidati di “Un altro ordine è possibile” sostenuti da Nuova Informazione e dal Gruppo Gallizzi hanno stravinto sia all’ordine regionale (calcisticamente parlando 8 a 1!)  sia al nazionale (16 a 1 tra i professionisti e cappotto tra i pubblicisti). Unico neo la rielezione di Ciccio Abruzzo pagata con la distruzione di Stampa democratica rea di non aver riappoggiato il già presidente per 18 anni di seguito.La squadra di Letizia Gonzales è comunque molto compatta e Ciccio non dovrebbe fare troppi danni”. Letizia Gonzales, invece e incautamente, scrive: “In compenso abbiamo una new entry che è stata 19 anni in questo Consiglio e per ben 7 mandati filati,  presidente. Questo la dice lunga ai più giovani di voi, che tanto mi hanno scritto e parlato, di promuovere un avvicendamento anche generazionale nelle nostre istituzioni! Sono contenta però perché ha vinto il riconoscimento del grande lavoro fatto in questi tre anni all’Ordine dalla squadra che ho guidato. Ci batteremo per il rispetto delle tariffe…….. Naturalmente continueremo nelle attività di formazione permanente…”.


Stampa Democratica e Nuova parlano lo stesso linguaggio involuto: non si capisce chi abbia  fatto le minacce e i ricatti, mentre non si capisce perché l’elezione di Franco Abruzzo sia un “neo”. Nuova Informazione ha fatto finta di non capire che la sua è una vittoria effimera, frutto del contrasto Abruzzo/Stampa democratica e  che nel corpo elettorale del 30/31 maggio è in netta minoranza. Non ha la legittimità di governare, appunto perché  rappresenta una minoranza.nonché una minoranza nella minoranza dei votanti rispetto ai giornalisti aventi diritto al voto (21mila e più iscritti contro meno di 2mila votanti).


Letizia Gonzales, poi, sprofonda nelle comiche, senza avvedersi che è nel Consiglio da 12 anni e che lei e Laura Mulassano  hanno più anni di Abruzzo. Possiamo anche far largo ai giovani, cominciando  a spedire…. in panchina i consiglieri più anziani. E’ solo una battuta. In verità il Consiglio dell’Ordine è un luogo di competenze e di equilibrio, dove l’età ha un peso positivo e la pensione rende liberi rispetto agli editori. L’Italia ha un presidente di 85 anni e può, quindi, avere consiglieri dell’Ordine di 70-74 anni e giudici di 75 anni!  Appare poi  incongruente parlare di formazione permanente o continua con  corsi di 3-7 giorni. Non possono questi mini-corsi  paragonarsi ai corsi di 3 mesi o di 4 mesi che si svolgevano quando il “tiranno” era al governo dell’Ordine (“un uomo solo al comando”). C’è da augurarsi, comunque, che il Consiglio imbocchi la strada di un  “altro Ordine” dopo il tirare a campare e il vivacchiare degli anni 2007-2010, quando la voce dell’Ordine di Milano è scomparsa dal dibattito nazionale sulla professione e sulle grandi questioni del giornalismo. Tabloid così com’è è inutile: è necessario che torni a parlare di questioni serie (professione, diritto e giurisprudenza, deontologia, economia dei media, rivoluzione tecnologica e occupazione,  storia).


Francesco M. De Bonis





Sito aggiornato al 5 febbraio 2025
GiĆ  editore/proprietario/direttore: Franco Abruzzo (3.8.1939-12.4.2025) Per qualsiasi informazione rivolgersi a Vittoria Abruzzo vittoria.abruzzo@gmail.com
Ā© Copyright 2003-2025 Franco Abruzzo, successori e rispettivi titolari - Tutti i diritti riservati
Provider-distributore: Aruba.it SpA (www.aruba.it) - piazza Garibaldi 8 / 52010 Soci (AR)