di Anna Laura Bussa-ANSA
Roma, 22 luglio 2010. Intercettazioni pubblicabili se rilevanti; proroghe degli ascolti di 15 giorni; possibilità di collocare ricetrasmittenti anche in automobili o in uffici; sanzioni per editori ridotte. Sono queste alcune delle novità contenute nel ddl intercettazioni appena licenziato dalla commissione Giustizia della Camera. Un testo molto diverso da quello approvato dal Senato nel giugno scorso. Questo, in sintesi, il contenuto del provvedimento:
REATI INTERCETTABILI Sono intercettabili tutti i reati più gravi (mafia, terrorismo, sequestro di persona) e quelli puniti con più di cinque anni di reclusione, compresa la corruzione. Vi rientra anche lo stalking.
LIMITI I telefoni potranno essere messi sotto controllo per 75 giorni prorogabili di 15 in 15 fino alla fine delle indagini preliminari. Per i reati più gravi il limite è di 40 giorni prorogabili di 20 in 20.
DIVIETI E SANZIONI Il giornalista rischia un mese di carcere o una multa fino a 10mila euro. Gli editori dovranno invece rispondere solo della pubblicazione delle intercettazioni irrilevanti di cui è stata ordinata la distruzione. Ma la sanzione sarà inferiore rispetto al Senato: dalle 50 alle 200 quote, cioè una pena massima di 300 mila euro. Le intercettazioni rilevanti potranno essere pubblicate dopo l’udienza-filtro (quella nella quale si fa la selezione tra gli ascolti rilevanti e 'non'). Quelle irrilevanti resteranno custodite in archivio 'top-secret'
TALPE Chi passa ai cronisti atti del procedimento coperti da segreto rischia fino a 6 anni di carcere. Diventando intercettabile.
AMBIENTALI Si potranno piazzare microfoni anche in automobili o uffici. Viene reinserito il concetto di privata dimora pertanto il divieto di mettere 'cimicì varrà solo per le abitazioni private, a meno che non si sappia che lì si stia svolgendo un reato. Cade il termine dei tre giorni per le proroghe.
PM CIARLIERI Il Pm potrà essere sostituito se farà dichiarazioni sul procedimento a lui affidato o se svelerà segreti. Ma la sua sostituzione dovrà essere decisa dal capo dell'Ufficio dopo che sia stata esercitata contro di lui l'azione penale. E non dalla sua iscrizione nel registro degli indagati.
IENE E D'ADDARIO Chi fa registrazioni in maniera 'fraudolentà come la escort Patrizia D'Addario o come le »Iene« rischia 'fino a tre anni di carcerè. Il testo del Senato cambia: la pena era dai sei mesi ai quattro anni.
CLERO Se ad essere ascoltato è un sacerdote, il pm deve avvertire la diocesi. Se è un vescovo, la segreteria di Stato vaticana.
NO A LEGGE FALCONE Se si indaga contro reati di criminalità organizzata non mafiosa non si avranno le stesse facilitazioni previste per quelli di mafia. Con il ddl si cancella l'art. 13 della legge Falcone (n. 203 1991). Quindi diventerà quasi impossibile intercettare organizzazioni criminali dedite, ad esempio, a usura o a reati contro la Pubblica Amministrazione.
TRIBUNALE COLLEGIALE Ogni volta che il Pm chiederà l'autorizzazione a intercettare sarà il Tribunale distrettuale del capoluogo in composizione collegiale a dover decidere. Solo sulla richiesta dei tabulati telefonici basterà il via libera del Gip.
OBBLIGO DI RETTIFICA PER I BLOG Anche per i blog rimarrà l'obbligo di rettifica entro 48 ore. L'emendamento che puntava a sopprimere la norma è stato bocciato.(ANSA).
INTERCETTAZIONI. COMMISSIONE: OK DDL;PDL: VOTO ENTRO FERIE. IL 29 LUGLIO IN AULA ALLA CAMERA. IDV ATTACCA: MISURE CRIMINOGENE
di Anna Laura Bussa-ANSA
Roma, 22 luglio 2010. Il ddl intercettazioni riceve il via libera in commissione Giustizia della Camera. E l'intesa raggiunta tra governo e finiani, recependo i suggerimenti del Colle, stravolge di fatto il testo licenziato dal Senato. Passano diversi emendamenti con il 'sì unanime dei poli, ma resta un importante «vulnus», come lo definisce l'opposizione: il fatto che sia stata bocciata la legge Falcone (la n.203 del 91) che di fatto garantiva la stessa procedura d'indagine facilitata, prevista per i reati di mafia, anche nei casi di criminalità organizzata non mafiosa. «È un fatto gravissimo - spiega il capogruppo Pd in commissione Donatella Ferranti - che renderà impossibile intercettare associazioni criminali dedite, ad esempio, a usura o reati contro la Pubblica Amministrazione». E su questo il Pd chiederà in Aula il voto segreto. Cade però un «privilegio» che era stato inserito a Palazzo Madama per i parlamentari intercettati. Grazie ad un emendamento dell'Udc (poi sottoscritto da Idv e Pd), viene soppressa la norma che prevedeva l'obbligo per il Pm di dover chiedere l'autorizzazione alle Camere di appartenenza ogni qualvolta, intercettando qualcuno, veniva captat0 anche un deputato o un senatore. «Viene eliminato così - commenta il centrista Roberto Rao - un privilegio pro-casta che ritenevamo ingiusto». Soddisfatta per il risultato anche il presidente della commissione Giulia Bongiorno che aveva presentato una proposta di modifica per ridurre in parte, anche lei, gli effetti della norma. Tra le novità introdotte nel testo ci sono anche le sanzioni ridotte per gli editori (la massima è di 300mila euro anzichè di 450mila) che dovranno rispondere solo della pubblicazione di intercettazioni «irrilevanti»: quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. Si riduce poi la pena per le registrazioni fraudolente, il cosiddetto comma D'Addario (dal nome della escort che registrò a insaputa del premier un colloquio privato con lui): la pena è «fino a 6 anni» anzichè da «sei mesi a quattro anni». «Il dovere dell'opposizione - commenta Rao - è quello di migliorare i provvedimenti e noi ci siamo impegnati» per rendere più potabile il ddl. La battaglia però continuerà in Aula. Decisamente più critico il commento del leader dell'Idv Antonio Di Pietro che lo definisce un progetto di legge «salva-Cricca» e «criminogeno». Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che ha sempre presidiato i lavori della commissione nonostante gli attacchi e le polemiche per la vicenda giudiziaria che lo riguarda, rivendica il ruolo esercitato dal governo che è riuscito a trovare comunque «un punto di equilibrio» in una trattativa piuttosto complicata. Il testo ora è atteso nell'Aula di Montecitorio per il 29 luglio. «Così come avevano previsto - osserva il capogruppo del Pdl Enrico Costa - siamo riusciti a terminare i lavori per tempo. Ora si potrà benissimo approvarlo entro la prima settimana di agosto». E infatti il ministro degli Esteri Franco Frattini ribadisce quanto sostenuto ieri e oggi dal Guardasigilli Alfano: «Dobbiamo votare il testo prima della pausa estiva», osserva. Però, replica il finiano Italo Bocchino, «votare entro l'estate non sarebbe un bel segnale per i cittadini», tenere aperto il Parlamento perchè si deve fare la legge sulle intercettazioni, osserva, sembrerebbe quasi che lo si faccia «per fare una cosa che interessa» solo alla maggioranza. (ANSA).