Roma, 23 febbraio 2010. «Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento». È stato il capogruppo del Pdl Alessio Butti a chiudere ogni possibilità di modificare il regolamento sulla par condicio nel corso della riunione della commissione di Vigilanza di questa sera. Il presidente Sergio Zavoli, in apertura di seduta, aveva subito chiesto «alla maggioranza se intende aprire spiragli per riprendere la discussione» e arrivare quindi ad una modifica. Ma Butti è stato netto: «il regolamento è stato votato, ampiamente discusso e le conseguenze sono state valutate -ha spiegato- Si tratta di uno strumento utile per dare il massimo dell'informazione all'opinione pubblica, non si chiude niente e c'è la prima applicazione reale della legge nel rispetto della sentenza della Corte». Il Pd, con il capogruppo Fabrizio Morri, ha protestato: «è stata scritta una brutta pagina che non finirà qui, è stato commesso un disastro, si è inteso mettere nel ridicolo la par condicio con un regolamento in palese violazione di una sentenza della Corte Costituzionale, sarà presto impugnato con tutte le conseguenze del caso». (Adnkronos)
PAR CONDICIO. ZAVOLI:”MEDIAZIONE FALLITA FUORI DALLA VIGILANZA. NON GIUDICO RAPPORTI CON I PARTITI, MAI CHIAMATO IN CAUSA QUIRINALE”. Roma, 23 febbraio 2010. «Questa mediazione è fallita al di fuori della commissione». Sergio Zavoli non ha difficoltà ad individuare la responsabilità per la mancata modifica del regolamento sulla par condicio, un obiettivo che il presidente della commissione aveva cercato di perseguire in questi giorni con un'opera di mediazione tra maggioranza e opposizione. «Perchè da possibiliste le dichiarazioni su questo argomento sono diventate perentorie e negative, perchè si girava intorno al problema mentre si mediava? Perchè questa cosa ha avuto la sua gestione extra-moenia, per questo io non ho rimpianti», ha detto Zavoli nel corso della commissione. «Io non voglio e non posso fare il processo ai rapporti che i miei colleghi hanno con i partiti, ma di fatto è mutato il tono e il clima, diventando qualcosa rispetto al quale non era più possibile pensare che si potesse trovare una soluzione». Infine, Zavoli, ha chiarito di non aver mai coinvolto il presidente della Repubblica in questa vicenda: «Si è anche detto che io avrei tirato per la giacca il presidente Napolitano per tenere in piedi la mediazione: non mi sono mai sognato di portare la mediazione nei palazzi dove si esercita la garanzia per tutti». (Adnkronos)
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PAR CONDICIO: PDL
CHIUDE A IPOTESI
MODIFICA
REGOLAMENTO
E RILANCIA SU
RIFORMA LEGGE
DOPO REGIONALI.
PD-UDC: CI RIPENSINO
di Angela Majoli-ANSA
Roma, 23 febbraio 2010. Il Pdl chiude alle ipotesi di modifica del controverso regolamento sulla par condicio e rilancia ancora una volta sulla riforma della legge dopo le Regionali. La situazione si complica, dunque, alla vigilia della riunione della Vigilanza, convocata per domani sera alle 20 proprio per valutare la possibile 'correzione' del testo, in particolare della norma che 'ingessa' l'informazione. E sempre domani, nel pomeriggio, è previsto un incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'ufficio di presidenza della bicamerale, relativo ai tre seminari organizzati dalla commissione: l'ultimo, 'TV, Costituzione e Democrazia, politica e pluralismo' (in programma domani mattina alle 9.30). Un incontro annunciato oggi dalla Vigilanza, non senza qualche incomprensione. Il capogruppo Alessio Butti, avverte in un primo momento che il Pdl non ci sarà per "precedenti impegni parlamentari", lamentando di aver ricevuto l'invito "solo oggi alle 16,30". L'appuntamento "era in agenda da giorni", replica la Vigilanza, sottolineando che sul tavolo c'é solo "il carattere strettamente culturale dei tre seminari". "Incidente chiuso" per Butti: fermo restando il "rammarico" per le modalità di comunicazione di Zavoli, assicura piena disponibilità ad "ascoltare" Napolitano. "Non mi sembra che ci siano all'orizzonte soluzioni diverse da quelle già votate dalla Vigilanza nei giorni scorsi, avverte oggi Butti parlando del regolamento. "Del resto - aggiunge - la nostra posizione è chiara: vogliamo rivedere la par condicio e dimostrare le criticità della sua applicabilità". Una posizione "ampiamente condivisa", conferma il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ribadisce: "La commissione si è già espressa. Il confronto sul tema riprenderà dopo le elezioni regionali per varare norme nuove". Un'inversione di rotta, dunque, dopo le aperture dei giorni scorsi sulla possibilità di un intervento interpretativo che ammorbidisse un po' un testo ampiamente criticato anche dalla Rai e dai suoi conduttori. A quanto si apprende, sarebbe stato lo stesso premier Silvio Berlusconi a decidere di puntare tutto sulla riforma della par condicio: obiettivo peraltro più volte dichiarato nei giorni scorsi e sul quale - si fa notare da ambienti del centrodestra - non sarebbero arrivati segnali di disponibilità dal Pd. Il punto più contestato del regolamento resta il comma 4 dell'articolo 6: nell'ultimo mese di campagna elettorale (dal 28 febbraio) le trasmissioni di informazione sono "disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica". Il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, che ha svolto in questi giorni un'intensa opera di mediazione, ha convocato per domani sera la Vigilanza proprio per dare l'ultima parola alla commissione. Si vedrà nelle prossime ore se quella 'ragionevolezza' più volte invocata da Zavoli porterà qualche frutto. Dal Pd, con Giorgio Merlo e Paolo Gentiloni, edall'Udc con Roberto Rao arriva l'invito al Pdl a ripensarci. Se il regolamento dovesse restare così com'é, gli approfondimenti Rai potrebbero continuare ad andare in onda senza ospitare i politici: lo ha già fatto Annozero di Michele Santoro la scorsa settimana e lo faranno anche i programmi di Raitre, ha annunciato il direttore Antonio Di Bella. Per Mediaset, la decisione spetta invece all'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che si riunirà il 24 febbraio per varare il regolamento delle tv private, di solito in linea con quello della Vigilanza per la Rai.(ANSA).