Salvo Palazzolo “I pezzi mancanti, viaggio nei misteri della mafia”. (Editori Laterza pp. 304, 16 euro). Le domande senza risposta dei cronisti uccisi da Cosa nostra. La storia di 24 prove trafugate e di 25 talpe istituzionali ancora senza nome. L’inchiesta sulle domande senza risposta e i pezzi mancanti prosegue su Internet, sul blog www.ipezzimancanti.it
Tante domande avevano annotato i cronisti uccisi da Cosa nostra, molte altre domande sono arrivate dopo: sulla mafia e le sue insospettabili complicità. Sono domande rimaste spesso senza risposta, oppure hanno avuto risposte troppo evasive. Le domande dei cronisti siciliani sono adesso in un libro: “I pezzi mancanti, viaggio nei misteri della mafia (Editori Laterza), scritto dal giornalista di “Repubblica” Salvo Palazzolo. Attraverso un lungo elenco di domande sugli intrighi siciliani il libro-inchiesta ripercorre quello che ancora non sappiamo sulla drammatica stagione di sangue e complicità che dagli anni Settanta a oggi è ormai diventata il più grande giallo italiano.
C’è una costante che lega i delitti eccellenti commessi dai sicari di Cosa nostra, questo sembrano mettere in risalto le domande dei cronisti siciliani: alcune prove importanti sono state trafugate, perché non restasse nulla delle verità che stavano per essere scoperte. Prima dell’agenda rossa di Paolo Borsellino altri oggetti sono misteriosamente scomparsi. La sequenza è lunga: dagli appunti di Peppino Impastato alla bobina delle intercettazioni che nel 1980 avrebbe potuto svelare gli affari del “ragioniere” Bernardo Provenzano con un misterioso finanziere legato ai servizi segreti. Dagli appunti del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa all’agenda del commissario Ninni Cassarà, agli atti di una rogatoria che il capo della sezione Investigativa della squadra mobile aveva inviato in Svizzera. Non si trova più un’altra bobina di intercettazioni che molto avrebbe potuto dire sul ruolo di alcuni insospettabili professionisti palermitani nella morte del consigliere istruttore Rocco Chinnici. Non si trovano alcune videocassette con un scoop che Mauro Rostagno stava per mandare in onda, e poi ancora gli appunti del poliziotto Nino Agostino, i files del giudice Falcone, l’archivio di Totò Riina, gli appunti del maresciallo Antonino Lombardo, morto suicida in caserma.
Partendo dalle domande senza risposta, Palazzolo, che segue la giudiziaria per “Repubblica” a Palermo, ripercorre i misteri di 24 prove trafugate e di 25 possibili talpe istituzionali che avrebbero agito in momenti determinanti. «Quei segreti continuano a muovere complicità e ricatti - sostiene Palazzolo - quei segreti sono la vera forza dei padrini ancora in carcere. Se non verranno svelati, non potremo dire che la mafia è stata sconfitta». L’inchiesta sulle domande senza risposta e i pezzi mancanti prosegue su Internet, sul blog www.ipezzimancanti.it
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