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Stampa

MILLEPROROGHE.
INTESA SUI FONDI
per l’EDITORIA:
OGGI OK della CAMERA.
RIPRISTINATO PER il 2009
il DIRITTO SOGGETTIVO.

Stanziamenti PARI A 2008 MA il CONTRIBUTO è DIMEZZATO PER i QUOTIDIANI ALL'ESTERO. 50 milioni nel 2010 per il rimborso delle agevolazioni tariffarie postali del settore. FNSI: "NO A PASTICCI ai danni di altri settori vitali per il pluralismo dell'informazione".

di Alessandra Chini-ANSA


Roma, 23 febbraio 2010. Intesa raggiunta tra governo, maggioranza e opposizioni sul nodo dei contributi all'editoria tagliati nell'ultima Finanziaria. Dopo giorni di contatti, riunioni e confronto arriva un corposo emendamento a firma delle commissioni al decreto milleproroghe in discussione in Aula alla Camera che ripristina per il 2009 e al «massimo» al 100% (nella prima bozza di maggioranza era al 95 e l'opposizione punta a cancellare anche il termine «massimo») i contributi dovuti al diritto soggettivo per testate ed emittenti di partito, no profit e cooperative in attesa di una riforma organica del settore. Un'intesa a fronte della quale le opposizioni riducono all'osso i propri emendamenti consentendo al governo di non apporre la fiducia. Pd, Idv e Udc si fanno anche garanti di un «patto tra gentiluomini» per fare in modo che l'ultimo passaggio al Senato del provvedimento sia rapidissimo e il decreto, che contiene norme come la riapertura dei termini per lo scudo fiscale ed è in scadenza il 28 febbraio, non decada. Nel provvedimento entra poi un'altra novità, approvata all'unanimità e nata da un emendamento del Pd che consentirà alle università con i conti in ordine nel 2009 di utilizzare parte delle proprie risorse per nuove assunzioni. La modifica entra un pò a sorpresa nell'ultima votazione utile della giornata in Aula alla Camera e nonostante i dubbi che, a quanto si apprende, il Senato avrebbe espresso in giornata sull'ipotesi di modifica di altri punti del testo al di là dell'editoria. Se l'intesa politica sui fondi sembra destinata a reggere fino all'approvazione del testo a Montecitorio prevista per domani alle 13, c'è però più di qualche dubbio da parte delle opposizioni e della Fnsi per quanto riguarda i tagli che consentono di finanziarie il ripristino dei contributi. Resta, infatti, una stretta del 50% dei fondi per i quotidiani italiani editi e diffusi all'estero; vengono escluse dal ripristino dei contributi le testate delle associazioni di consumatori e soprattutto c'è un consistente giro di vite per le emittenti radio locali che si vedono ridimensionati i fondi per le tariffe elettriche e telefoniche e per gli abbonamenti alle agenzie. «Se fossero confermate le notizie sul ripristino del diritto soggettivo ai contributi per i giornali no profit, di idee e gestiti in cooperativa - dice la Fnsi - anzichè la soluzione di un problema avremmo un danno con beffa: si tratterebbe infatti della cannibalizzazione ai danni del sistema delle radio private e della stampa per gli italiani all'estero. Così facendo - secondo la Federazione - si riproporrebbe immediatamente una situazione pesantemente drammatica per il pluralismo, bene supremo da sostenere, e per l'occupazione diffusa, coinvolgendo in uno scenario devastante centinaia di radio e agenzie di settore e intaccando pesantemente la stabilità delle agenzie di stampa nazionali e a diffusione regionale, nonchè facendo chiudere la stampa degli italiani all'estero». Su questi punti l'opposizione ha presentato proposte di modifica che saranno domani al voto dell'Aula. Resta comunque un accordo valutato in ogni caso positivamente dalle opposizioni su un tema che aveva visto la mobilitazione di quasi quattrocento parlamentari di tutti gli schieramenti. E sul quale anche il presidente della Camera Gianfranco Fini si è impegnato in prima persona e che ha portato a un accordo valutato positivamente anche da quello del Senato Renato Schifani. L'intesa limata per tutto il giorno dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti prevede tra l'altro un monitoraggio sulle provvidenze da parte del dipartimento dell'editoria di Palazzo Chigi che, in caso servano ulteriori risorse, provvederà alla copertura con proprio decreto e attingendo dal fondo della presidenza del Consiglio.(ANSA).



MILLEPROROGHE.TESTO COMMISSIONE: FONDI EDITORIA PARI A 2008 MA CONTRIBUTO DIMEZZATO PER QUOTIDIANI ALL'ESTERO


Roma, 23 febbraio 2010. L'emendamento prevede che «nelle more della riforma organica del settore dell'editoria» per le radio e i giornali di partito, le cooperative no profit e i giornali di partito costituiti in cooperativa, l'editoria brail e le cooperative radiofoniche che trasmettono almeno 9 ore di programmi di informazione al giorno non viene applicata per il 2009 la normativa introdotta in Finanziaria e che prevedeva lo stop alla distribuzione dei fondi in base al diritto soggettivo e viene «corrisposto un contributo nella misura massima del 100% dell'importo spettante con riferimento all'anno 2008». Per i quotidiani italiani editi e diffusi all'estero, invece, i contributi vengono ridotti del 50%. (ANSA).


MILLEPROROGHE. FNSI: SU FONDI EDITORIA NO A PASTICCI.


Roma, 23 febbraio 2010.  «Se fossero confermate le notizie sul ripristino del diritto soggettivo ai contributi per i giornali no profit, di idee e gestiti in cooperativa, anziché la soluzione di un problema avremmo un danno con beffa: si tratterebbe infatti della cannibalizzazione ai danni del sistema delle radio private e della stampa per gli italiani all'estero»: è quanto si legge in una nota della Fnsi sugli sviluppi della questione legata ai fondi per l'editoria. «La grande mobilitazione a favore dei giornali messi a rischio dai tagli dei fondi - sottolinea il sindacato - non può trovare risposta attraverso lo spostamento del danno su un altro settore dell'informazione. Il Governo presti attenzione urgente a non combinare un pasticcio grave. Il diritto soggettivo per i giornali non può essere alimentato togliendo i fondi per i rimborsi delle tariffe elettriche e telefoniche e per l'utilizzo delle agenzie di stampa previsti per il sistema radiofonico locale, perno del sistema informativo territoriale». «Così facendo - secondo la Federazione - si riproporrebbe immediatamente una situazione pesantemente drammatica per il pluralismo, bene supremo da sostenere, e per l'occupazione diffusa, coinvolgendo in uno scenario devastante centinaia di radio e agenzie di settore e intaccando pesantemente la stabilità delle agenzie di stampa nazionali e a diffusione regionale, nonché facendo chiudere la stampa degli italiani all'estero». «Il punto centrale - ricorda la nota - rimane quello di assicurare i diritti maturati per l'editoria no profit, di idee e di cooperativa secondo gli obblighi di legge; di leggi che non si possono cambiare a partita in corso (2010) o dopo un campionato disputato con regole certe (2009) che si vorrebbero ora disattendere. C'è, certamente, da riformare il sistema e questo va fatto rapidamente con il concorso di tutte le parti sociali. La Fnsi sollecita questo passaggio ma non può tollerare in alcun modo vecchi e nuovi pasticci». (AN


 


 


 


 


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MILLEPROROGHE:
INTESA MAGGIORANZA
-OPPOSIZIONE.
GOVERNO EVITA
FIDUCIA. GARANTITA
APPROVAZIONE
DECRETO ENTRO DOMANI


 


Roma, 23 febbraio 2010. Il decreto Milleproroghe si avvia a essere approvato domani, senza la fiducia. È il risultato dell'accordo a cui si è giunti in sede di conferenza dei capigruppo, che si è da poco conclusa alla Camera. Il governo, rappresentato dal ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, ha preso atto della disponibilità dell'opposizione a ritirare la gran parte degli emendamenti che aveva presentato sul provvedimento e, quindi, avute le rassicurazioni necessarie per far passare il dl, ha stabilito di non procedere con l'apposizione della fiducia. A fronte dell'impegno preso dall'opposizione a ritirare la maggior parte degli emendamenti presentati -ha riferito il ministro Vito al termine della capigruppo- e soprattutto garantita una data certa per l'approvazione del provvedimento, il governo ha stabilito che non esiste alcuna necessità di ricorrere al voto di fiducia». La capigruppo si è anche occupata di aiuti all'editoria. «Nella pausa dei lavori d'aula, è stato convocato il comitato dei 18. Il governo auspica che anche su questo punto si possa trovare una soluzione sul merito della questione». Vito non si è sbilanciato ancora sull'eventuale copertura finanziaria del provvedimento in discussione. «Ci stanno lavorando i tecnici», si è limitato a dire, lasciando anche aperto il discorso sull'eventualità che possa essere il governo a depositare un emendamento ad hoc. (Adnkronos)  


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MILLEPROROGHE:
VERSO INTESA sul
RIPRISTINO dei FONDI
Per l’EDITORIA. GOVERNO
E MAGGIORANZA
AL LAVORO. RELATORE:
“SONO FIDUCIOSO”


 


di Alessandra Chini-ANSA


Roma, 22 febbraio 2010. Maggioranza, governo e opposizioni lavorano a un' intesa per lo sblocco dei contributi dell'editoria da inserire nel dl milleproroghe in esame in Aula alla Camera. Per tutto il giorno si sono susseguite riunioni sull'argomento tra Montecitorio e Palazzo Chigi per arrivare ad un accordo che consentirebbe anche all'esecutivo di non mettere la fiducia al decreto. I tempi, in effetti, sono strettissimi visto che il testo, che contiene norme come la riapertura dei termini dello scudo fiscale, la proroga delle misure salva-precari della scuola o la sospensione del pagamento delle tasse per gli abruzzesi, va approvato entro il 28 febbraio, pena la sua decadenza e una modifica comporterebbe un ulteriore passaggio al Senato. Per questo il relatore del provvedimento per la commissione Bilancio della Camera, il leghista Massimo Polledri, pur dicendosi fiducioso su una possibile soluzione evidenzia che questo può passare solo da un'intesa anche sui tempi d'esame. «Mi sembra - dice - che ci sia da più parti la volontà di poter risolvere in Aula il punto dell'editoria. Ci vogliono, però, le condizioni perchè l'opposizione garantisca una corsia protetta al decreto qui e soprattutto al Senato. Un accordo tra gentiluomini». Accordo che, qualora arrivasse, verrebbe formalizzato in un emendamento domani mattina al comitato dei nove delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera. A quel punto le opposizioni, che oggi hanno iscritto duecento persone a parlare in Aula cambierebbero atteggiamento. «L'atteggiamento ostruzionistico o meno dell'opposizione - dice il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Pierpaolo Baretta - dipenderà da quello che il governo farà sulla questione dei tagli all'editoria». La questione, sulla quale anche il presidente della Camera Gianfranco Fini si è più volte dimostrato sensibile, è sentita in maniera bipartisan. Quasi quattrocento parlamentari di tutti gli schieramenti hanno infatti sottoscritto un appello per il ripristino del diritto soggettivo ai contributi da parte delle testate e non è mancato chi ha minacciato di andare alla conta sulla questione. I tempi per l'approvazione dei bilanci, d'altra parte, stringono e una mossa del governo sulla questione si è resa necessaria anche a seguito dello slittamento dei tempi del dl incentivi, inizialmente individuato come strumento idoneo per una risoluzione della questione. A tutto questo va aggiunto che un accordo tra maggioranza e opposizione potrebbe evitare al governo di utilizzare la fiducia, un pò sulla stregua di quanto accaduto la settimana scorsa sul decreto emergenze. Una soluzione sulla quale il Quirinale non ha mancato di manifestare subito il proprio apprezzamento.(ANSA).  



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Milleproroghe:
Maggioranza al
lavoro sul 'nodo'
dell’editoria. Relatore:
“Sono fiducioso ma
serve un patto
tra  galantuomini”


 


Roma, 22 febbraio 2010. Maggioranza e governo al lavoro per trovare una soluzione nel decreto milleproroghe sulla questione del ripristino dei fondi per l'editoria. A quanto si apprende, infatti, si starebbe cercando un accordo da formalizzare in un emendamento al testo in esame in Aula alla Camera e in scadenza il 28 febbraio. Proprio per questo il centrodestra cerca con l'opposizione un'intesa globale anche sul fronte dei tempi per evitare che la terza lettura al Senato metta il decreto a rischio di decadere. ''Sono fiducioso - sottolinea il relatore del provvedimento per la commissione Bilancio, Massimo Polledri (Lega) - e mi sembra che ci sia da più parti la volontà di poter risolvere in Aula il punto dell'editoria. Ci vogliono, però, le condizioni perché l'opposizione garantisca una corsia protetta al decreto qui e soprattutto al Senato. Un accordo tra gentiluomini''. Se ci fosse un accordo, comunque, verrebbe formalizzato nella giornata di domani e la sede dovrebbe essere il comitato dei nove delle due commissioni al quale non escluso possa prendere parte anche il ministro Giulio Tremonti. Non è escluso, infine, che possano entrare anche altre piccole limature sul fronte degli enti locali. (ANSA)


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Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5219


EDITORIA.


Dl MILLEPROROGHE.


Alberto GIORGETTI:


“TEMPI STRETTI


PER VALUTARE


LE MODIFICHE”.


SI ALLONTANA LA


SOLUZIONE RAPIDA.


 


IL GOVERNO LASCIA APERTO UNO SPIRAGLIO, NEL CASO IL SENATO FOSSE DISPONIBILE A UN'ULTERIORE LETTURA LA PROSSIMA SETTIMANA, PRIMA DELLA DECADENZA. Fnsi: aperto e serrato incontro a Palazzo Chigi con il Sottosegretario Bonaiuti. Indispensabile e urgente il ripristino dei fondi. Sottolineata anche l’opportunità di ricorrere ad uno strumento straordinario ad hoc che fissi le garanzie per la fase di transizione a nuove regole da definire in tempi brevi e con scadenze altrettanto certe. NATALE: “BONAIUTI INCONTRERÀ TREMONTI”.


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