Milano, 12 febbraio 2010. E' di Pietro Masturzo, 30 anni, napoletano, la "foto dell'anno" scelta dalla giuria dell'edizione 2010 del premio internazionale di fotogiornalismo World Press Photo. Masturzo si è guadagnato il prestigiosissimo riconoscimento con una delle nove immagini di un reportage realizzato raccontando cosa accadeva sui tetti di Teheran nelle notti dei giorni più difficili delle proteste del dopo elezioni iraniane del giugno 2009. Sempre con lo stesso servizio, il fotoreporter italiano si è poi guadagnato anche il primo premio nella sezione "People in the News". Le foto di autori italiani hanno poi avuto un successo senza precedenti nella storia del World Press Photo meritandosi infatti altri otto riconoscimenti di prestigio nelle differenti sezioni nelle quali si articola il World Press Photo: due primi premi, tre secondi e tre terzi.
A Marco Vernaschi,37 anni, piemontese con base di lavoro a Buenos Aires, è andato il primo premio della sezione "General News" per un reportage sulla Guinea Bissau realizzato all'interno di un progetto del Pulitzer Center. Altro primo premio, nella sezione "People in the News", è toccato a Michele Borzoni, 31 anni, fiorentino del collettivo "TerraProject" per una foto di scontri etnici a Srinagar, nel Kashmir.
Il secondo premio della sezione "Contemporary Issues" è toccato a una serie di foto sui nomadi del campo del Casilino (Roma ) realizzate da Alessandro Imbriaco, 30 anni, dell'agenzia Contrasto. Nella stessa sezione, il secondo premio per le foto singole è invece andato a Stefano De Luigi, 45 anni, fotoreporter con base a Milano dell'agenzia internazionale "VII Network", per l'immagine di una giraffa morta per la siccità lungo una pista nel nord del Kenya. Secondo premio anche a Francesco Giusti, 41 anni, per un reportage su una curiosa "associazione degli ambiziosi" realizzato in Congo Brazzaville.
I terzi premi sono invece toccati a Paolo Patrizi, fotografo con base a Tokyo, per una foto singola della sezione "Nature" raffigurante una sorprendente evoluzione di uno stormo di uccelli; a Luca Santese, 25 anni, milanese del collettivo Cesuralab, per un immagine sulla crisi di Detroit, capitale Usa dell'automobile, presentata nella sezione "Daily Life"; e a Tommaso Ausili dell'agenzia Simephoto per una serie di scatti realizzati nella drammatica realtà di un mattatoio.
Pietro Masturzo è il secondo italiano che nei 55 anni di storia del World Press Photo si piazza come autore della "Picture of the Year". Nel 1996 lo stesso riconoscimento era andato a una foto di Francesco Zizola.
I fotoreporter italiani che hanno partecipato a quest'edizione del premio sono stati 370 e si sono trovati a misurarsi in un confronto che ha visto coinvolti 5.847 iscritti di 128 nazionalità diverse e con sul tappeto esattamente 101.960 foto.
Il successo avuto dai nostri connazionali è perciò davvero un dato di fatto che sottolinea l'eccellenza qualitativa raggiunta in Italia nel settore professionale del fotogiornalismo. Questo anche se, fatto strabiliante, in totale contrasto con una realtà del mercato che in Italia è invece drammaticamente sempre più depressa in quanto a qualità di opportunità di lavoro e, soprattutto, a possibilità economica di sopravvivenza per chi vi opera. Bravi, insomma, ma troppo poveri.