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Tribunale di Lecco: un giudice caccia
dall’aula i cronisti,
ma il processo non è pubblico?
Abruzzo: “Un episodio gravissimo.
Il pubblico è rimasto in aula,
i cronisti buttati fuori. Chiedo al Csm,
al presidente della Corte d’Appello e
al Procuratore generale di intervenire.
La decisione è un attentato
alle libertà costituzionali e al
diritto dei cittadini all’informazione!
Il giudice Laura De Dominicis ha
commesso un abuso abnorme
e intollerabile. Che farà l’Anm?”.


Milano, 8 febbraio 2008. A Lecco è accaduto un episodio intollerabile, abnorme, in violazione dei principi  costituzionali (art. 21,  commi 1 e 2) in tema di libertà di stampa e dell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce il diritto dei  cittadini  comunitari a ricevere e a dare notizie.  Il pubblico è rimasto in aula, i cronisti sono stati buttati fuori, perché l’imputato (di truffa) non voleva i giornalisti presenti. Chiedo al Csm, al presidente della Corte d’Appello e al Procuratore generale di intervenire. La decisione è un attentato  alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini  all’informazione! Il giudice monocratico Laura De Dominicis ha commesso un  abuso indefinibile nella sua gravità. Che farà l’Anm? Scrivo queste poche righe con angoscia, preoccupazione e allarme, ma con il rispetto che porto da sempre alla magistratura italiana. Sono un vecchio cronista giudiziario, che negli 60 e 70 ha vissuto ore tremende nel Palazzo di Giustizia di Milano, quando la follia omicida dei terroristi stroncava vite di magistrati e giornalisti, carabinieri, poliziotti e agenti di  custodia. I giornalisti vivono oggi momenti crepuscolari stretti tra editori, che negano diritti costituzionali elementari (come il diritto alla contrattazione sindacale), e spezzoni del mondo politico, che, mettendo in gioco l’esistenza dell’Ordine, vogliono toglierci, con la deontologia che è norma e, quindi, scudo della nostra autonomia, lo status di professionisti, riducendoci a impiegati di redazione tenuti a rispettare gli ordini degli editori e delle banche (padrone dirette e indirette dei mass media). Vivo la vicenda di Lecco come una  umiliazione inflitta a colleghi, che rappresento,  e ai quali esprimo la mia fraterna solidarietà e assicuro l’impegno di combattere con determinazione  un gesto, che  è semplicemente deprecabile e infelice.


Franco Abruzzo


presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia


………………………


Ricevo da Angelo Panzeri, capo della redazione di Lecco de “Il Giorno” la cronaca di quanto è accaduto:


 


Gentilissimo Presidente, Ti segnalo la difficile situazione che si è venuta a creare fracronisti, Procura e Tribunale di Lecco. I pm – come previsto dalla legge – hanno affisso un cartello (all.1) in cui chiedono di non essere disturbati dai giornalisti, mentre il Procuratore Capo incontra raramente i giornalisti. Ieri è accaduto il fatto più grave: ad un pubblico processo (all.2) su richiesta di un legale, un giudice ha fatto             allontanare i cronisti presenti, facendo rimanere in aula gli altri cittadini. Forse siamo cittadini di serie B?             Cosa possiamo fare?


Angelo Panzeri, caposervizio red. Il Giorno – Lecco 


 


ALL. 1 - COPIA CARTELLO


LECCO - Il sostituto procuratore della Repubblica Paolo Del Grosso ha invitato due cronisti a
leggere attentamente e meditare quanto da qualche giorno esposto per i rapporti: "Avviso per
gli organi di informazione". E di seguito: (Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'Ufficio del Pubblico Ministero, a norma dell'art,
1 c, I, lettera D), della legge 25.7.05 n. 150), "E' fatto divieto ai magistrati della Procura della
Repubblica di rilasciare dichiarazioni o fornire notizie agli organi di informazione circa
l'attività giudiziaria dell'ufficio". Si prega, pertanto, di non richiedere informazione alcuna>.


Il Sost. Procuratore della Repubblica dott. Paolo Del Grosso


11.01.07


 


ALL.2 - Articolo pubblicato su IL GIORNO ED. LECCO – 8.2.2007


Fuori i cronisti:


un gravissimo


precedente
in Tribunale


 


LECCO - AULA NEGATA ai giornalisti. Scoppia un caso anche al tribunale di Lecco. Forse siamo una «razza» insopportabile, un po’ indigesta. Certamente difficile da gestire, ma ieri quella «legge uguale per tutti» che capeggia l’aula al piano terra del palazzaccio lecchese non era per tutti. I cronisti sono stati allontanati, invece gli altri cittadini (noi siamo forse degli extraterresti?) sono rimasti dentro l’aula a seguire le schermaglie tra accusa e difesa. L’imputato Egidio Pirovano, accusato di truffa ai danni di alcune famiglie della Brianza, soffre la nostra presenza. Così il suo avvocato ha chiesto prima dell’avvio del processo di «allontare i giornalisti presenti». Motivo? «Il mio assistito - ha spiegato il legale - è disturbato dagli articoli di stampa». Il giudice monocratico Laura De Dominicis, violando la legge che prevede processi aperti a tutti ha introdotto una gravissima discriminazione: i curiosi, gli imputati e i testimoni anche di altri processi sono rimasti in aula, i cronisti sono stati allontanati. Potevamo rimanere e al quel punto, sarebbe dovuta intervenire la forza pubblica per farci uscire dall’aula. Abbiamo preferito il buon senso, lasciare l’aula per «non disturbare l’imputato», stressato dalla nostra presenza. Forse non lo era quando - come dagli atti dell’accusa - ha rifilato un «pacco» invece di case a famiglie della Brianza. Infine il giudice De Dominicis ha introdotto una pericolosa discriminazione, relegandoci a cittadini di «serie B». E di questo ce ne faremo carico, chiedendo anche attraverso il nostro Ordine il rispetto delle regole.


Angelo Panzeri


 


Cronisti allontanati dall'aula del Tribunale di Lecco. Abruzzo: "Che farà l'Anm?"


Lecco, 9 febbraio 2007.  Due giornalisti sono stati allontanati dall'aula del tribunale di Lecco dove l'altro giorno era in corso un processo per truffa. Motivo: penne e taccuini potevano provocare tachicardia all'imputato, stando alla tesi del difensore, accolta dal giudice, che ha ordinato ai cronisti di uscire mentre il processo proseguiva alla presenza del resto del pubblico.


 La vicenda ha richiamato l'attenzione del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo,


secondo il quale il giudice monocratico ''ha commesso un abuso indefinibile nella sua gravita'''.


 L'avvocato aveva chiesto l'allontanamento dei giornalisti in quanto l'imputato soffriva di disturbi cardiaci e a suo dire la vista di penne e taccuini gli avrebbe potuto provocare la tachicardia. Lo stesso legale aveva chiesto un processo a porte chiuse ma il giudice non aveva accolto la richiesta non sussistendone i motivi, allontanando pero' i giornalisti e dicendo che in ogni caso i cronisti avrebbero poi trovato il modo di sapere le notizie del processo in corso.


 ''La decisione - ha commentato Franco Abruzzo - e' un attentato alle libertà costituzionali e al diritto dei cittadini all'informazione. Il giudice Laura De Dominicis ha commesso un abuso abnorme e intollerabile. Che fara' l'Anm?''. (ANSA).


 


CRONISTI ALLONTANATI DA AULA: UNCI, INVIEREMO ESPOSTO A CSM


 Milano, 9 febbraio 2007.  L'Unione Nazionale Cronisti Italiani inviera' un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura per denunciare il comportamento del giudice del Tribunale di Lecco che ha allontanato due cronisti dall'aula nella quale si svolgeva il processo a un truffatore perchè la vista delle loro penne e taccuini poteva provocare episodi di tachicardia all'imputato. ''Non contenta di aver accolto questa risibile richiesta - scrive l'Unione nazionale cronisti - il magistrato ha giustificato la sua decisione con il fatto che in ogni caso i cronisti avrebbero poi trovato il modo di avere le notizie sul processo di seconda mano''. ''Al magistrato - prosegue la presa di posizione - l'Unci ricorda che i dibattimenti per definizione sono pubblici e che quindi aver impedito a due cittadini italiani di assistervi costituisce un grave abuso. Abuso che diventa una precisa lesione dei diritti costituzionali dei cittadini di essere tempestivamente e precisamente portati a conoscenza di quanto avviene se, come è accaduto, ad essere espulsi dall'aula sono due cronisti coloro i quali per dettato costituzionale e di legge sono proposti a informare l'opinione pubblica''. ''Il diritto-dovere di cronaca - sostiene l'Unci - non può conoscere restrizioni né autorizzazioni: la libertà di informazione deve essere piena''. (ANSA).


 


 





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