MAURITANIA: GIORNALISTA INDIPENDENTE IN CARCERE. USA ESPRIMONO PREOCCUPAZIONE
Nouakchott, 11 febbraio 2010. Gli Stati Uniti hanno espresso «preoccupazione» per la detenzione a Nouakchott del giornalista Hanevy Ould Dahah, direttore del sito d'informazione mauritano indipendente 'Taqadoumy'. Lo riferisce l'agenzia di stampa panafricana 'Apà, secondo cui Washington «ha appreso con preoccupazione» il fatto che Ould Dahah «sia stato recentemente ritenuto colpevole di aver incitato alla ribellione e di oltraggio al buon costume». Questo in occasione di «un secondo processo controverso, proprio quando aveva già scontato la sua prima condanna a sei mesi di reclusione», come si legge in un comunicato dell'ambasciata Usa nella capitale mauritana. Ould Dahah, personaggio particolarmente inviso alle autorità di Nouakchott, è stato arrestato il 18 giugno dell'anno scorso per aver pubblicato sul suo sito un articolo sulla pratica dei rapporti extraconiugali nella società mauritana e uno di critica nei confronti di Ibrahima Moctar Sarr, candidato alle elezioni presidenziali di luglio, vinte dall'ex generale golpista Mohamed Ould Abdelaziz. Il giornalista doveva essere rilasciato il 24 dicembre, cosa che non è mai avvenuta. In segno di protesta, Ould Dahah aveva intrapreso lo sciopero della fame, interrotto il 13 gennaio a causa delle sue condizioni di salute sempre più precarie. Il 14 gennaio la Corte suprema, che avrebbe dovuto prendere in esame la detenzione arbitraria del giornalista, ha nuovamente condannato Ould Dahah a due anni di reclusione. «Numerosi osservatori mauritani e stranieri hanno notato un certo numero di irregolarità nel modo in cui è stata trattata la questione, compreso il fatto che Ould Dahah è rimasto in carcere pur avendo scontato la sua prima condanna», afferma il comunicato dell'ambasciata, che fa appello al «governo e alla Repubblica islamica della Mauritania a rispettare scrupolosamente le procedure regolari allo scopo di dimostrare il suo attaccamento alla libertà d'espressione e al primato del diritto». (Paz/AKI)
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