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Ordine v. Fnsi:
sull’accesso
è guerra aperta!
Sindacato
accusato
di “delirio”

Da Del Boca&C. parole al vetriolo contro Siddi&C.: “I dirigenti del sindacato non sono ancora riusciti a scrivere un contratto firmato poco meno di un anno fa, ma hanno trovato il tempo per stornare dal Fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio”.

Roma, 6 febbraio 2010. Il sito dell’Ordine nazionale dei Giornalisti (www.odg.it) oggi apre con questo titolo:IL DELIRIO DELLA FNSI E IL DOVERE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI”. Poi si legge: Il Consiglio nazionale della Fnsi, composto da oltre 180 membri, ha approvato con 30 voti favorevoli e 1 contrario un documento con il quale cerca di scaricare sull’Ordine la responsabilità delle disastrose conseguenze del contratto di lavoro che la Fnsi ha sottoscritto. Tale documento merita una risposta che consideriamo conclusiva”. Seguono le firme del vertice dell’ente esponenziale della categoria: Lorenzo Del Boca, Enrico Paissan, Enzo Iacopino, Nicola Marini, Michele Partipilo, Fiorenza Sarzanini, Sabrina Talarico, Roberto Zalambani.  Non è finita, perchè sotto le firme c’è un testo ancora più duro: “L’Ordine dei giornalisti non replicherà più ai deliranti documenti di un sindacato che, ormai costretto alle corde da situazioni che non ha saputo gestire, tenta di scaricare su altri le proprie responsabilità.  L’Ordine non vuole, non può e non deve chiudere le porte dell’accesso, trasformando così i giornalisti in una supercasta di garantiti. L’Ordine affronta i problemi della categoria con tempestività, ragionevolezza e secondo ciò che la legge gli impone, non con facili proclami da arruffapopolo. L’introduzione del computer agli esami, la formazione anche per i pubblicisti (dei quali i vertici della Fnsi predicano la decimazione), il riordino e la “pulizia” delle scuole, il taglio dei costi delle commissioni d’esame, la velocizzazione dei procedimenti disciplinari, la proposta di riforma già in discussione alla Camera sono fatti che evidentemente turbano le coscienze di alcuni. Sono quegli stessi che non sono ancora riusciti a scrivere un contratto firmato poco meno di un anno fa, ma che hanno trovato il tempo per stornare dal fondo di solidarietà circa 400mila euro per coprire i buchi di bilancio.Scusate, ma questa oscura e incomprensibile campagna di falsificazione non ci interessa.Il nostro tempo preferiamo davvero dedicarlo ai colleghi”. (in http://www.odg.it/site/?q=content/il-delirio-della-fnsi-e-il-dovere-dell%E2%80%99ordine-dei-giornalisti)


Ricapitoliamo i fatti. Tutto comincia il 16 gennaio, quando i vicesegretari della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, prendono la parola in due assemblee di giornalisti autonomi a Catania e Palermo e affermano: "No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell'accesso da parte dell'Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso". Replica Lorenzo del Boca, presidente dell’Ordine nazionale: “Non bastano infondate accuse all'Odg per scaricarsi la coscienza”. Ieri il nuovo attacco della  Fnsi, che si può leggere qui sotto e oggi la controreplica veemente del vertice del Consiglio nazionale dell’Ordine. Seguiranno altre puntate?


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Le puntate precedenti di una guerra ormai aperta. Questo è il documento che ha scatenato oggi le ire dell’Ordine:


Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5140


PROFESSIONE. E' guerra.


Il Consiglio nazionale Fnsi:


"Non più rinviabile una


profonda e restrittiva


revisione dei criteri di accesso”.


700 prepensionamenti nel 2009.


“Incomprensibile la politica


dei vertice dell’Ordine nazionale”.


 


“Ogni anno oltre un migliaio di praticanti superano l’esame ma solo una esigua minoranza di loro arriva da un percorso di praticantato contrattualizzato mentre il turn over della professione permette l’assorbimento di poche centinaia di lavoratori con regolare contratto. Le migliaia di accessi, frutto di una politica permissiva che non tiene in alcun conto le regole del mercato e le reali disponibilità di posti di lavoro nelle redazioni, hanno determinato lo svilimento della professione portando l’offerta di lavoro ad almeno cinque volte in più rispetto ai posti disponibili”.


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Questa notizia del 16 gennaio ha scatenato le polemiche:


I vertici della Fnsi alle assemblee dei giornalisti autonomi a Catania e Palermo: "No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell'accesso da parte dell'Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso" 


 


16/01/2010


I vertici della Fnsi, rappresentati dai vicesegretari nazionali Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle hanno partecipato e sono intervenuti alle partecipate assemblee dei colleghi giornalisti autonomi che si sono tenute a Catania e Palermo organizzate dal Dipartimento lavoro autonomo della Fnsi in collaborazione con l'Assostampa siciliana.


Testo nel sito della Fnsi (http://www.fnsi.it/Esterne/Pag_vedinews.asp?AKey=10827)


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La prima risposta dell’Ordine alle accuse della Fnsi sull’accesso:


Testo in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5044


POLEMICA SULL’ACCESSO.


Del  Boca alla  Fnsi:


“Non bastano infondate


accuse all'Odg per


scaricarsi la coscienza”.


In coda i documenti Fnsi


all’origine della reazione


del presidente dell’OdG


 


“Eliminare il percorso universitario significa, invece, contraddire il dibattito che la categoria ha sviluppato negli ultimi venti anni. Una scuola che preceda l’ingresso nella professione e una solida preparazione scientifica sono stati considerati la condizione indispensabile per poter praticare il mondo dell’informazione, in costante e, qualche volta, caotica evoluzione, dominato da questioni anche lessicalmente complicate. Lo studio e la conoscenza – si è ripetuto fino alla noia – diventano patrimonio irrinunciabile per “leggere” le vicende del mondo ed essere nelle condizioni di raccontarle”.


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