'Ndrangheta: da Rosarno allarme sulla situazione dei giornalisti calabresi. Interrogazione parlamentare: "In Calabria atti gravi"
Rosarno (Rc), 6 febbraio 2010. Un forte allarme sulla situazione dei giornalisti calabresi minacciati dalla 'ndrangheta è stato lanciato stamattina dall'assemblea convocata a Rosarno dall'istituto di istruzione superiore «Raffaele Piria» in occasione della presentazione del libro di Arcangelo Badolati e Giovanni Pastore «Banditi e schiave» sul ruolo delle 'ndrine albanesi. Sono stati, in particolare, citati solo gli ultimi casi di minacce e pesanti intimidazioni a giornalisti calabresi, Antonino Monteleone, Michele Albanese e Angela Corica, sottolineando come ci sia ormai un problema vero e proprio di democrazia in alcune aree della Calabria, in modo particolare la provincia di Reggio Calabria. Nel corso del dibattito, cui hanno partecipato tra gli altri i giornalisti Genevieve Makaping, Filippo Veltri ed il magistrato della Dda di Reggio Calabria Roberto Di Palma, è stato sottolineato come gli ultimi casi sono solo la punta di un iceberg che tocca i cronisti più impegnati nelle singole realtà in un'opera di denuncia dell'azione delle cosche mafiose. «A rischio - è stato ancora detto - c'è la tenuta della società e non è quindi più tollerabile che si faccia ancora in Calabria un'antimafia a giorni alterni, con troppe dimenticanze e amnesie». (ANSA).
INTIMIDAZIONE A GIORNALISTA. ORDINE CALABRIA: TROPPI EPISODI
Catanzaro, 6 febbraio 2010. «Solidarietà piena e convinta» è stata espressa dal presidente dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ad Antonino Monteleone, il giornalista reggino cui è stata incendiata l'autovettura. «Ti esprimo, anche a nome di tutto il Consiglio dell'Ordine, - ha scritto Soluri a Monteleone - la più piena e sincera solidarietà per la grave intimidazione subita. Lo faccio sottolineando come vadano purtroppo moltiplicandosi gli atti intimidatori nei confronti di tanti giornalisti calabresi, soprattutto di quelli più impegnati sul fronte della cronaca nera e giudiziaria o sul fronte delle battaglie civili contro la criminalità organizzata e le varie 'zone grigiè che di fatto la fiancheggiano». «Sono sicuro - ha aggiunto Soluri - che l'intimidazione non raggiungerà lo scopo e che anzi moltiplicherà le tue forze e le tue energie per le battaglie che conduci come cittadino e come giornalista». (ANSA).
INTIMIDAZIONI A GIORNALISTI. DEPUTATI: IN CALABRIA ATTI GRAVI.
Catanzaro, 10 febbraio 2010. «Il Ministro dell'Interno è a conoscenza di quanto accade in Calabria ai danni degli operatori della comunicazione?». È quanto chiedono, in un'interrogazione, i deputati Paolo Gentiloni e Franco Laratta, del PD, e Giuseppe Giulietti, del Gruppo Misto. «Sono ormai decine - proseguono Gentiloni, Laratta e Giulietti - i giornalisti italiani nel mirino della mafia. Una situazione particolarmente grave si registra in Calabria con minacce e intimidazioni ai cronisti del Quotidiano della Calabria, Calabria Ora e di Gazzetta del Sud. Proprio in questi ultimi giorni sono stati segnalati due nuovi atti intimidatori ad altrettanti giornalisti calabresi». «Antonino Monteleone, a cui è stata incendiata l'auto - sostengono i parlamentari - è un giovane cronista coraggioso e determinato del reggino. A lui si devono inchieste e denunce che hanno fatto luce sulle attività malavitose di clan mafiosi calabresi. Sempre nei giorni scorsi, in una lettera inviata alla sede centrale del Quotidiano della Calabria, vengono riportate minacce di morte dirette a Michele Albanese, responsabile dell'ufficio di corrispondenza di Polistena. Albanese è un cronista attento e puntuale, capace di raccontare con precisione quanto accade in una zona ad alto rischio della Calabria: la Piana di Gioia Tauro». «Si chiede quindi al ministro Maroni - concludono Gentiloni, Laratta e Giulietti - se sia a conoscenza dei recentissimi atti intimidatori contro i cronisti Albanese e Moteleone e cosa intende fare, per quanto di sua competenza, a tutela dei suddetti giornalisti per individuare i responsabili di questi avvertimenti mafiosi che puntano a fermare la libertà di informazione al Sud». (ANSA).
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