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Daniela De Crescenzo
O CECATO - La vera
storia di uno spietato
killer, Giuseppe Setola.

di Rosaria Capacchione
per Il Mattino del 29/11/2009

L’epopea di un assassino, nato e cresciuto alla scuola di camorra,  diventato famoso nei dieci mesi più sanguinosi e terribili della provincia di Caserta. Lui si chiama Giuseppe Setola, ha sempre creduto nella forza delle armi, ha sempre obbedito agli ordini di Cicciotto, al secolo Francesco Bidognetti, uno dei quattro capi della cartello casalese. È stato sempre e soltanto un killer, a disposizione del suo capo e servitore disponibile degli sfizi delle sue donne. Per esempio, quando Angela Barra si era invaghita di una giovane parrucchiera, lui si prestò a sequestrarla e ad ammazzarle il fidanzato. Era all’ergastolo per l’omicidio di quel ragazzo quando riuscì a far valere in sede giudiziaria una perizia medica che ne certificava la cecità pressoché totale. Ed era ricoverato in clinica, a Pavia, quando il suo capo, dal carcere, e Antonio Iovine, dalla latitanza, ordinarono di restituire alla camorra prestigio e potere compromessi dai collaboratori di giustizia, dagli imprenditori che denunciavano gli esattori del racket, dai ladri e dagli spacciatori che non pagavano il dazio sugli incassi. Bisognava sparare e colpire gli obiettivi. Anche a costo di uccidere innocenti, donne, bambini. Dieci mesi è durato il periodo del terrore. Dieci mesi raccontati, tappa dopo tappa, da Daniela De Crescenzo, cronista de «Il Mattino», nel libro ’O Cecato. La vera storia di uno spietato killer, Giuseppe Setola (Tullio Pironti Editore): dal 14 marzo 2008, data in cui il difensore di Bidognetti e Iovine legge nell’aula della Corte di assise di appello di Napoli il proclama-ricusazione che dà il via libera all’epopea di Setola, al 14 gennaio del 2009, data dell’arresto del killer. Vendette, omicidi, attentati, intimidazioni, una strage mancata, una riuscita. Ma sullo sfondo si muovono gli uomini del secondo e terzo livello del clan dei Casalesi. Il pentito che aprirà uno squarcio non riparabile nel business dei rifiuti, Gaetano Vassallo, inizia a collaborare con la giustizia in quegli stessi giorni. Tre volte processato, tre volte assolto e sempre colpevole, come lui stesso dice ai magistrati della Dda di Napoli, mette l’apparato investigativo in condizioni di trovare i depositi nascosti di rifiuti altamente tossici - come gli scarti di lavorazione proveniente dell’Acna di Cengio - ma fa anche i nomi dei referenti politici del clan dei Casalesi. Indica, nei suoi verbali, i nomi dell’ex ministro Mario Landolfi e del sottosegretario all’Economia in carica, Nicola Cosentino, entrambi indagati per reati di mafia. In parallelo la fuga di Setola dai poliziotti e carabinieri, la complicata gimkana che lo porterà nei cunicoli delle fogne di Trentola e poi in una casa a Mignano Montelungo, dove sarà arrestato. La ricostruzione di Daniela De Crescenzo colloca Giuseppe Setola in posizione quasi autonoma rispetto alle strategie dei Casalesi. Sua sarebbe stata l’idea della vendetta e della necessità di riscattare il prestigio della camorra casalese. Ipotesi, in realtà, condivisa solo da una parte degli investigatori e degli inquirenti. Il killer che si spacciava per cieco si sarebbe mosso, sostengono gli altri, su uno scacchiere predisposto dai suoi capi. Tant’è che a trovargli l’ultimo nascondiglio era stato il cugino di Antonio Iovine, latitante da quindici anni. Ma, in fondo, non è questa la finalità del libro, che lascia aperta la ricostruzione delle dinamiche criminali in un contesto nel quale la politica e l’impresa si muovono lungo lo stesso tracciato. Aspettando la stagione dei processi.


Daniela De Crescenzo, O CECATO. La vera storia di uno spietato killer, Giuseppe Setola - Tullio Pironti Editore, 12 euro.  


………………………


NOTA - Daniela De Crescenzo, giornalista professionista, cronista del Mattino,  ha frequentato il secondo biennio dell’Ifg De Martino di Milano.





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