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Delibera disciplinare dell’Ordine di Milano
ANCHE PERSONE ONESTE
COINVOLTE IN “MOGGIOPOLI”.
Assolto Antonello Capone
“cronista integro,
scrupoloso e rigoroso”.
In coda il testo della delibera.


Milano, 4 dicembre 2006. “Il Consiglio, valutati gli elementi  raccolti nel corso dell’istruttoria, delibera di  assolvere il giornalista professionista  Antonello  Capone”.  Sono queste le parole finali della delibera votata all’unanimità dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nella seduta del 21 novembre e resa pubblica oggi.


Il Consiglio aveva elevato a carico di Antonello Capone un’accusa pesante e  diretta: “il giornalista aveva ricevuto confidenze precise da Lanese confermate puntualmente dall’annullamento di un rigore, che invece era ineccepibile. C’era materia per imbastire e costruire un articolo prudente su un risultato annunciato (quello di Chievo Verona-Fiorentina).  Capone, invece, ha scelto il silenzio, decisione che appare grave soprattutto  per chi riveste la carica di presidente dell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana  notoriamente finanziata in passato dal Coni)”. Questa accusa, al termine dell’istruttoria dibattimentale, è risultata chiaramente e nettamente infondata. Capone non aveva  scritto alcunché contro l’arbitro Paolo Dondarini, ma i rilievi (richiamati nei titoli)  erano stati mossi all’arbitro  sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” dai giornalisti professionisti Enrica Speroni e  Sebastiano Vernazza, colleghi di Capone. C’era stata una suddivisione degli incarichi in base ai quali Capone si era occupato soltanto dell’arbitro Pierluigi Collina. 


Scrivono correttamente i difensori Corso Bovio e Caterina Malavenda: “Ma v’è di più: sempre da investigazioni degli scriventi patroni, si è acquisita la prova che per il lunedì 9 maggio 2005, Capone aveva scritto un articolo critico nei confronti degli arbitri Collina e Dondarini, quest’ultimo criticato (ovviamente senza alcun riferimento ai “sussurrata” del Lanese) per la direzione di “Chievo Verona – Fiorentina” e che, su ordine di Paolo Condò, caporedattore del settore “calcio” della Gazzetta, l’odierno incolpato fu obbligato ad eliminare i riferimenti all’arbitraggio “Dondarini”, concentrando le proprie critiche esclusivamente su Pierluigi Collina. Ciò in quanto la rubrica della “moviola”, che analizza criticamente tutti gli arbitraggi della domenica, tenuto conto della sopra citata assenza (per malattia) del Capone era stato affidato ad Enrica Speroni, che nell’occasione aveva già scritto il “pezzo” per il lunedì, critico anche nei confronti di Dondarini. È evidente, quindi, che Condò decise di “epurare” l’articolo di Capone da ogni riferimento a tale arbitro (già criticato in tale numero della “Gazzetta” dalla Speroni), per evitare di dare una doppia notizia! Nell’articolo poi “cassato” parzialmente su richiesta di Condò, Capone aveva scritto giudizi molto severi su Dondarini, accusandolo di arbitraggio parziale in favore della Fiorentina, ma il caporedattore fece notare all’odierno incolpato che tali critiche, oltre al “pezzo” di Speroni, erano state già, abbondantemente, espresse nella cronaca della partita in questione, effettuata dall’inviato Sebastiano Vernazza”.


Resta il rammarico del Consiglio per la circostanza che i fatti documentati, che pienamente scagionano Capone, sono stati prodotti soltanto  nella seduta del Consiglio del  21 novembre 2006. Se fossero stati  prodotti prima,  il  procedimento sarebbe stato archiviato  senza perdita di tempo e senza sofferenza alcuna per Antonello  Capone,  che, comunque,  esce dalla vicenda  come cronista integro,  scrupoloso e  rigoroso.







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