DECRETO MILLEPROROGHE: “Prepensionamenti nei PERIODICI. Salvi i GIORNALI di PARTITO”. Berlusconi ha mantenuto gli impegni assunti pubblicamente il 21 dicembre 2008 con i giornalisti.
Roma, 11 febbraio 2009. Arrivano i prepensionamenti anche per i giornalisti dipendenti delle imprese editrici di giornali periodici. È quanto prevede il maxi-emendamento del Governo al decreto legge milleproroghe sul quale il Ministero Berlusconi ha posto la fiducia ottenendola nella tarda mattinata. Il provvedimento ora passa all'esame della Camera. Lo stanziamento è di 10 milioni di euro a partire da quest’anno e riguarda 137 giornalisti, che hanno i requisiti previsti dall'articolo 37 della legge 416/1981 (58 anni e 18 anni di contributi). Questi 10 milioni si aggiungono agli altri 10 milioni contemplati dalla legge 2/2009 e destinati ai prepensionamenti nei quotidiani e nelle agenzie di stampa (gli "aventi diritto" sono 378). In totale, quindi, l'esodo interessa 515 redattori.
Gli aiuti saranno destinati «per il sostegno degli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipate per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale». Nella stessa norma del maxi-emendamento si specifica che, «qualora i datori di lavoro interessati dai processi di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendali presentino piani comportanti complessivamente un numero di unità da ammettere al beneficio con effetti finanziari complessivamente superiori all'importo massimo di 20 milioni di euro annui, con decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell'Economia, è introdotto, su proposta delle organizzazioni sindacali datoriali, a carico dei datori di lavoro del settore, uno specifico contributo aggiuntivo da versare all'Inpgi per il finanziamento dell'onere eccedentario».
Novità anche per gli aiuti ai giornali di partito: il requisito della rappresentanza parlamentare «non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali od organi di partiti o movimenti politici, che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi».
Per quanto riguarda la titolarità delle imprese editrici, si specifica che «le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purchè la partecipazione di controllo di dette società sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche». Sempre sullo stesso tema nel maxi-emendamento si aggiunge che qualora la partecipazione di controllo «sia intestata a società fiduciarie, il requisito ivi previsto del controllo diretto o indiretto da parte di persone fisiche si intenda riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tal caso la società fiduciaria è tenuta a comunicare i nominativi dei fiducianti all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni». (fonti: Ansa, Adnkronos, Radiocor).
Camporese (Inpgi): “Apprezzamento per la sensibilità di Berlusconi”
Roma, 11 febbraio 2009. «L'approvazione avvenuta oggi da parte del Senato della norma che estende la tutela dell'ammortizzatore sociale dei prepensionamenti ai giornalisti dei periodici rappresenta un ulteriore importante elemento di tutela del sistema previdenziale, del settore industriale dell'editoria e dei giornalisti». È quanto afferma in una nota il presidente dell'Inpgi Andrea Camporese, secondo il quale «in un momento di grave crisi economica che attraversa in modo rilevante il mondo dell'informazione, la sensibilità dimostrata, nel proporre l'emendamento all'Aula, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dal sottosegretario con delega per l'Editoria Paolo Bonaiuti e dal Segretario Generale Mauro Masi va riconosciuta pienamente». La norma, che ora passa al vaglio della Camera, prevede l'aumento da 10 a 20 milioni annui di stanziamento da parte dello Stato per i costi previdenziali derivanti da pensionamento anticipato, per un massimo di sette annualità, e l'estensione ai periodici dell'ammortizzatore sociale fino ad oggi limitato ai quotidiani e alle agenzie di stampa a diffusione nazionale. «Se approvata definitivamente dalla Camera», questa norma, afferma Camporese, «permetterà al mondo della carta stampata una tutela sociale pari a quella di altri settori, in presenza di crisi aziendali. Nelle scorse settimane il Parlamento aveva stabilito che l'onere di questo ammortizzatore sociale gravasse in capo allo Stato e non più all'Istituto di Previdenza che, per oltre vent'anni, ne ha sostenuto i costi».L'Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani, «non può che accogliere positivamente questo ulteriore avanzamento. La speranza è che le Parti si accordino sulla vertenza contrattuale, aperta da quattro anni, anche per la rilevanza previdenziale che comporta», conclude Camporese. (Adnkronos)
La Fieg ringrazia Gasparri, Bonaiuti, Masi, l'opposizione, ma non Berlusconi.
Roma, 11 febbraio 2009. “Le disposizioni sull'editoria inserite nel maxiemendamento al ddl di conversione del decreto legge milleproroghe approvate oggi dal Senato rappresentano un primo importante segnale di attenzione del Governo e del Parlamento nei confronti di un settore che versa in una crisi strutturale senza precedenti”. È quanto si legge in una nota della Fieg che esprime »apprezzamento in particolare per la norma che estende ai giornalisti dei periodici la possibilità del prepensionamento, prevedendo un'integrazione di 10 milioni di euro all'anno per il sostegno degli oneri derivanti dal prepensionamento dei giornalisti delle aziende editrici in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale”. “Gli editori italiani danno atto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, al segretario generale Mauro Masi e al senatore Maurizio Gasparri dell'impegno profuso per il raggiungimento di questo primo, importante risultato, nonchè - prosegue la nota - a quei parlamentari della maggioranza e dell'opposizione che, al di là del voto finale, vi hanno contribuito”. “È ora auspicabile che insieme, Governo e Parlamento, partendo da quanto è stato appena fatto, producano un grande sforzo per l'ideazione di un ampio disegno di riforma e di sostegno a favore di tutte le imprese editoriali, senza eccezioni, in grado di ridare ossigeno e slancio al settore”, conclude la Fieg. (Adnkronos)
Giallo in Fnsi: nel sito subito la dichiarazione di Siddi che ringrazia soltanto Bonaiuti e Masi.
Roma, 11 febbraio 2009. “Il maxi-emendamento al decreto milleproroghe approvato dal Senato che estende ai periodici 'intervento dello Stato per i prepensionamenti di giornalisti legati a stati di crisi e riorganizzazioni rappresenta il secondo grande risultato, in termini di equità sociale, che il sindacato dei giornalisti, con la dirigenza dell’Inpgi e nel confronto con la Fieg, ha ottenuto in tempi ravvicinati. Questo è un passaggio rilevante per realizzare un sistema di ammortizzatori sociali omogeneo per la categoria dei giornalisti e che può impedire al nostro istituto previdenziale pericolose emorragie finanziarie. Il maxi-emendamento approvato però non risolve tutte le questioni dell’editoria del nostro Paese. Ci sono ancora altri nodi da sciogliere. Importante ora sarà la definizione del disegno di legge di riforma del settore che dovrà mettere al riparo l’informazione nel nostro Paese per i prossimi anni attraverso politiche di contenimento degli effetti della crisi e l'impostazione di importanti progetti di rilancio e sviluppo industriale e dell'occupazione nel comparto. Il Sindacato dei giornalisti ringrazia il sottosegretario all'editoria Bonaiuti e il direttore generale del Dipartimento Masi per aver profuso un grande impegno individuando in poco tempo il secondo strumento, dopo quello realizzato per i prepensionamenti nei quotidiani, di tutela sociale per la categoria dei giornalisti. Naturalmente per la Fnsi è indispensabile che anche gli editori facciano la loro parte concorrendo a ricostruire tutti i pilastri che devono regolare il sistema, a partire dal nuovo contratto sul quale ormai è arrivato il tempo, dopo quattro anni, di giungere a un punto conclusivo". (da: www.fnsi.it)
Ma la dichiarazione politica di Siddi (recuperata dopo 2 giorni) è un'altra e contiene una lode a Berlusconi: “Il presidente del Consiglio ha tenuto fede all'impegno di considerare l'industria dell'informazione un settore vitale da mettere sullo stesso piano di tutti gli altri comparti produttivi”.
Roma, 11 febbraio 2009. Il maxi-emendamento al decreto 'milleproroghè approvato dal Senato «che estende ai periodici l'intervento dello Stato per i prepensionamenti di giornalisti legati a stati di crisi e riorganizzazioni rappresenta un passo avanti nella costruzione di un sistema di protezione sociale indispensabile nei momenti di difficoltà». È il commento di Franco Siddi, segretario della Federazione della stampa. «Il presidente del Consiglio Berlusconi - continua Siddi - ha tenuto fede all'impegno di considerare l'industria dell'informazione un settore vitale da mettere sullo stesso piano di tutti gli altri comparti produttivi. Il sottosegretario all'editoria Bonaiuti e il direttore generale del Dipartimento Masi hanno fatto la loro parte, individuando in poco tempo il secondo strumento, dopo quello realizzato per i prepensionamenti nei quotidiani, di tutela sociale per la categoria dei giornalisti, che finora ha pagato le crisi aziendali attraverso l'Inpgi, sottraendo le risorse dai contributi necessari a pagare le pensioni. Con la nuova misura si afferma il principio che i giornalisti della carta stampata sono tutti sullo stesso piano anche in tema di diritti e tutele sociali, che ovviamente debbono essere a carico dello Stato». Per il segretario della Fnsi, «il provvedimento sana uno squilibrio, ma va considerato come uno degli elementi sui quali lavorare per affrontare in maniera sistematica l'intera questione degli ammortizzatori sociali nell'editoria, considerato che sicuramente la crisi non può essere affrontata solo attraverso le riduzioni di occupazione nei casi di maggiore criticità, ma anche attraverso altri strumenti moderni di socialità che consentano di mettere in atto politiche di contenimento degli effetti della crisi e l'impostazione di importanti progetti di rilancio e sviluppo. In una parola, occorre lavorare già da subito con le parti sociali e le istituzioni per la riforma delle leggi a garanzia del sistema industriale e dell'occupazione nel settore. Naturalmente - conclude Siddi - per la Federazione della stampa l'assunzione di responsabilità che le compete è confermata, ma è indispensabile che gli editori facciano altrettanto, concorrendo a ricostruire tutti i pilastri che devono regolare il sistema, a partire dal nuovo contratto sul quale ormai è arrivato il tempo di arrivare a un punto conclusivo». (ANSA).
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Decreto Milleproroghe 2009 nel testo approvato dal Senato - n. 1305 AS
(http://www.giurdanella.it/mainf.php?id=8377)
Il Senato, l’11 febbraio 2009, ha approvato il disegno di legge, d’iniziativa del Governo, n. 1305 AS, recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti", a seguito di voto di fiducia.
Di seguito, il testo integrale del testo approvato dal Senato, ora all'esame della Camera.
Art. 1
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Dopo l’articolo 41, è inserito il seguente:
«Art. 41-bis. (Editoria). – 1. All’articolo 20 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il comma 3-ter è sostituito dal seguente:
“3-ter. Il requisito della rappresentanza parlamentare indicato dall’articolo 153, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, non è richiesto per le imprese e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali od organi di partiti o movimenti politici, che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi di cui all’articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni“.
2. All’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al quarto comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: “Le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purché la partecipazione di controllo di dette società sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche“;
b) il sesto comma è sostituito dal seguente:
“Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto comma sia intestata a società fiduciarie, il requisito ivi previsto del controllo diretto o indiretto da parte di persone fisiche si intende riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tal caso la società fiduciaria è tenuta, ai fini del presente articolo, a comunicare i nominativi dei fiducianti all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini e per gli effetti dell’articolo l, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249“.
3. All’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
“1-bis. Fermi restando gli stanziamenti complessivi, che costituiscono tetto di spesa ai sensi del comma 1, le erogazioni sono destinate prioritariamente ai contributi diretti e, per le residue disponibilità, alle altre tipologie di agevolazioni, da ricondurre nel limite delle stesse disponibilità.
1-ter. Lo schema del regolamento di cui al comma l è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario“.
4. All’attuazione dei commi da 1 a 3 si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
5. All’articolo 37, comma 1, alinea, della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, le parole: “, con l’esclusione dei giornalisti dipendenti delle imprese editrici di giornali periodici,“ sono soppresse.
6. All’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, dopo le parole: “giornali quotidiani“ sono inserite le seguenti: “, di giornali periodici“.
7. Per il sostegno degli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipate per i giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o riorganizzazione per crisi aziendale, di cui all’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 19, commi 18-ter e 18-quater, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si provvede mediante corrispondente riduzione, in maniera lineare, degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla tabella C della legge 22 dicembre 2008, n. 203, per un importo pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2009. Qualora i datori di lavoro interessati dai processi di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendali presentino piani comportanti complessivamente un numero di unità da ammettere al beneficio con effetti finanziari complessivamente superiori all’importo massimo di 20 milioni di euro annui, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è introdotto, su proposta delle organizzazioni sindacali datoriali, a carico dei datori di lavoro del settore uno specifico contributo aggiuntivo da versare all’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI) per il finanziamento dell’onere eccedentario.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».
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6 febbraio: la trattativa va avanti.
Roma, 6 febbraio 2009. Va avanti la trattativa tra la Federazione nazionale della stampa e la Federazione italiana degli editori per il rinnovo del contratto dei giornalisti, scaduto da quasi quattro anni. Le delegazioni Fieg e Fnsi mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio si sono incontrate a Milano, nella sede della Federazione editori, per una fase di serrato confronto sui capitoli normativi del contratto. A quanto si apprende, si sarebbero registrati avvicinamenti tra le parti su punti decisivi dei cambiamenti strutturali che attraversano il sistema industriale dell'informazione o che inducono scelte negoziali in virtù di modifiche legislative. Prossimi incontri l’11 e il 12 febbraio ancora a Milano. (ANSA)
4 febbraio: avvicinamenti nella trattativa Fnsi-Fieg sulla parte normativa
Roma, 4 febbraio 2009. Va avanti la trattativa tra la Federazione nazionale della stampa e la Federazione italiana degli editori per il rinnovo del contratto dei giornalisti, scaduto da quasi quattro anni. Le delegazioni Fieg e Fnsi sono da questa mattina a Milano, nella sede della Federazione editori, per una fase di serrato confronto sui capitoli normativi del contratto. Il negoziato dovrebbe continuare anche nella mattinata di domani. A quanto si apprende, in queste ore si sarebbero registrati avvicinamenti tra le parti su punti decisivi dei cambiamenti strutturali che attraversano il sistema industriale dell'informazione o che inducono scelte negoziali in virtù di modifiche legislative. (ANSA).
NOTA DI FRANCO ABRUZZO
Nei lanci Ansa del 4 e 6 febbraio, pressoché identici, la parte essenziale riguarda le frasi che seguono:
a) 4 febbraio: “A quanto si apprende, in queste ore si sarebbero registrati avvicinamenti tra le parti su punti decisivi dei cambiamenti strutturali che attraversano il sistema industriale dell'informazione o che inducono scelte negoziali in virtù di modifiche legislative”.
b) 6 febbraio: “A quanto si apprende, in queste ore si sarebbero registrati avvicinamenti tra le parti su punti decisivi dei cambiamenti strutturali che attraversano il sistema industriale dell'informazione o che inducono scelte negoziali in virtù di modifiche legislative”
Le due frasi sono da collegare ai “punti di contrasto” riassunti da Carlo Malinconico, presidente della Fieg, in una dichiarazione di alcune settimane fa: “Il nodo resta quello della flessibilità nell'impiego dei giornalisti tra aziende diverse appartenenti allo stesso gruppo”. Se in questi lunghi mesi di contatti tra le due delegazioni - quella della Fieg guidata da Alberto Donati, quella della Fnsi dal segretario Franco Siddi - le posizioni di giornalisti ed editori si sarebbero avvicinate sul fronte della multimedialità, restano sul tavolo essenzialmente due scogli: a) l'inquadramento giuridico (dirigenti?) delle figure di vertice delle redazioni, cioè direttore, vicedirettore e condirettore, e in particolare la possibilità di risolverne il rapporto di lavoro al venir meno del rapporto fiduciario; b) la questione del rapporto di lavoro e delle prestazioni a livello inter-aziendale e infra-gruppo, in pratica cioè la possibilità per i grandi gruppi di spostare, entro un raggio di 60 km, i giornalisti tra diverse testate o nuove iniziative editoriali. Se il primo nodo, a quanto si apprende, sembra più difficile da sciogliere, sul secondo Fieg e Fnsi apparivano fino a pochi giorni fa decisamente più distanti. La Fnsi chiede in particolare che se il giornalista XY viene spostato nell’azienda “Beta” dello stesso gruppo “Alfa” si porta dietro il suo contratto e se nell’azienda “Beta” esistono contratti integrativi gli stessi vadano applicati al giornalista XY. Tale discorso è respinto dagli editori. La legge, comunque, è dalla parte degli editori per quanto riguarda gli spostamenti: la Fnsi sta cercando di limitare tale potere, con l’impegno comune di ottenere una modifica legislativa e con l’impegno di limitare i distacchi entro un raggio di 30 km, per un periodo temporaneo e con il consenso dei CdR. Su questa volontà comune di agire in concreto ci sarebbe una timida per ora convergenza tra le parti. Basterà?
Sul terreno economico, ancora silenzio. La conclusione dei colloqui sulla parte normativa condiziona, come si sa, l’avvio del discorso sugli scatti e sugli aumenti contrattuali.
Da fonti vicine agli editori si apprende che si potrà arrivare in tempi brevi alla firma del nuovo contratto, se il Governo garantirà, - con un secondo stanziamento dopo quello di 10 milioni di euro -, l'estensione dei prepensionamenti al settore dei periodici. Il Governo Berlusconi ha rispettato i patti (come riferiamo in cima a questa pagina) come aveva promesso il 21 dicembre 2008 ai giornalisti. Di questo delicato tema si parlerà negli incontri in corso in queste ore a Milano, mentre il presidente dell’Inpgi Andrea Camporese ha affermato: “Spetta ancora una volta allo Stato, e non certo all'Inpgi, decidere se questa norma vada applicata anche ai giornalisti dei periodici esclusi fin dalla prima formulazione della legge negli anni '80. Le Parti sociali, Fnsi e Fieg, hanno pubblicamente più volte manifestato questa necessità come fondamentale in un momento di grave crisi del settore”. Gli editori hanno fatto capire (con una dichiarazione del 12 gennaio) che, in caso contrario, dovranno adottare provvedimenti "traumatici" incidendo sulla consistenza degli organici di diverse testate. In particolare la Fieg ha scritto: “Nel testo approvato dalla Commissione della Camera, invece, non solo non si riconosce ai giornalisti dei periodici quanto già riconosciuto ai giornalisti dei quotidiani, ma si limita anche per questi ultimi il ricorso al prepensionamento alle sole risorse messe a disposizione dal bilancio dello Stato, ossia nei limiti di 10 milioni di euro all’anno, comprimendo le potenzialità dello stesso INPGI e delle parti sociali. È indispensabile che Governo e Parlamento correggano una norma che, se dovesse essere confermata, non solo manterrebbe una diversità di trattamento tra giornalisti palesemente incostituzionale, ma vanificherebbe nei fatti, nel momento in cui si dovrebbero invece approntare effettive misure anticrisi, la possibilità di utilizzare un efficace ammortizzatore sociale per i giornalisti, utile ad evitare l’adozione di misure traumatiche sull’occupazione”. L'appello è stato accolto con lo stanziamento di altri 10 milioni di euro.
L’Inpgi frattanto ha rivelato che sono 378 i giornalisti dei quotidiani e delle agenzie di stampa “maturi” per il prepensionamento. Ma per la Fieg il numero è troppo modesto (mentre circolano voci relative a 800-1.500 giornalisti “da rottamare” in tutto il comparto). La battaglia è sui periodici, dove lavorano diversi giornalisti anziani.
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FRANCO SIDDI: “Il RINNOVO del CONTRATTO È VICINO”.
Palermo, 10 febbraio 2009. «Domani saremo a Milano per un nuovo incontro con gli editori. Continueremo l'analisi normativa e vaglieremo le possibili convergenze sui punti del contratto. Poi si passerà alla fase economica. Speriamo di essere arrivati alla conclusione della lunga trattativa». Lo ha detto agli stati generali dell'informazione in Sicilia, che si sono tenuti questa mattina a Palermo, Franco Siddi, segretario generale della Fnsi. «Abbiamo puntato sulla multimedialità - ha spiegato - e sull'equiparazione dei redattori a prescindere dal tipo di media per cui lavorano. Per quanto riguarda la carriera abbiamo riproposto la figura del redattore esperto, esistente anche nel precedente contratto ma raramente utilizzato, e del redattore senior». La Fnsi ha chiesto un'inversione di tendenza anche per i contratti a termine, aumentati del 120% negli ultimi 4 anni. «Abbiamo chiesto che siano di una durata massima complessiva di 36 mesi - ha concluso il segretario - per evitare che si proroghino per sempre come sta succedendo con la legge attuale». (ANSA).
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Schifani: “Il contratto scaduto da tanto tempo indebolisce la libertà di stampa. Occorre un’intesa non penalizzante per la categoria senza mettere a rischio le imprese editoriali”
Roma, 6 febbraio 2009. «È difficile comprendere come una categoria che occupa uno snodo nevralgico nella società lavori con un contratto scaduto da così tanto tempo. Una situazione come questa indebolisce il principio della libertà di stampa. Infatti una categoria di professionisti senza garanzie contrattuali non può sentirsi realmente libera». Lo ha affermato il presidente del Senato, Renato Schifani nel suo intervento presso il consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in occasione della inaugurazione della nuova sede e dell'intitolazione di una sala al giornalista Saro Ocera, che per anni fu presidente della Commissione ricorsi dell'Ordine. Il Parlamento e il governo «hanno compiuto -ha ricordato Schifani- scelte nei confronti dei giornalisti anche per agevolare questo difficile negoziato. Mi riferisco alla norma che mette a carico dello Stato gli oneri dei prepensionamenti, alleggerendo così il peso di questi dal bilancio dell'Inpgi. Occorre raggiungere -è l'esortazione della seconda carica dello Stato- tra le parti una intesa che non sia penalizzante per l'intera categoria e non metta a rischio la sopravvivenza delle imprese editoriali». La Fnsi e la Fieg hanno il compito di sciogliere «i diversi nodi di un confronto quanto mai complesso», e fra le più urgenti quelle «della multimedialità, della modulazione dell'utilizzo dei contratti a termine, della tutela del lavoro autonomo e non». Questo spiega perchè «alcune istituzioni non possono sottrarsi -ha concluso Schifani- a un intenso lavoro di mediazione tra giornalisti ed editori». (Adnkronos)
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SIDDI: “FACCIAMO NOSTRO APPELLO SCHIFANI”
Roma, 6 ebbraio 2009. La Federazione nazionale della stampa «fa proprio l'appello rivolto alle parti dal presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, a concludere il negoziato per il rinnovo del contratto dei giornalisti e auspica che la Fieg faccia altrettanto cogliendo la rilevanza di un obiettivo non più rinviabile». A sottolinearlo è il segretario del sindacato dei giornalisti, Franco Siddi, che annuncia che i prossimi incontri con gli editori sono in programma l'11 e 12 febbraio. «La Fnsi - continua Siddi in una nota - è in grado oggi di far sapere che le parti sociali stanno facendo, in questi giorni, uno sforzo importante per arrivare a una conclusione equilibrata, a partire da temi decisivi (come multimedialità e contratti a termine) che con puntualità il presidente Schifani ha individuato e sui quali il negoziato sta delineando il tracciato di un cammino comune. Il sindacato dei giornalisti ringrazia il presidente del Senato per la sua rinnovata attenzione al valore del contratto, ritenuto fondamentale per dare un senso pieno alla libertà di stampa». Per la Federazione della stampa, «questa è la fase di un negoziato che può definire i punti decisivi delle opzioni per governare il cambiamento e la congiuntura nel recupero del valore della professionalità e del lavoro qualificato. I contratti non li scrive mai una sola parte, si fanno tra due soggetti. Sarà importante nei prossimi giorni (gli appuntamenti negoziali sono già fissati a Milano per l'11 e il 12 febbraio) continuare nella ricerca delle disponibilità reciproche a un accordo complessivamente sostenibile». (ANSA).
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DOCUMENTAZIONE
CONTRATTO: LA TRATTATIVA FIEG-FNSI PROSEGUIRA’ IL 28 GENNAIO.
Roma, 23 gennaio 2009. Il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro proseguirà mercoledì 28 gennaio, nella sede della Fieg a Roma. Gli organi direttivi della Federazione Nazionale della Stampa e della Federazione Italiana Editori Giornali si sono riuniti in questi ultimi giorni per fare il punto sulla vertenza e sulle problematiche legate ai mutamenti in atto nel settore dell'editoria e nelle politiche economiche e sociali del Paese, ed hanno messo a punto le rispettive linee di indirizzo per la prosecuzione del confronto contrattuale. Mentre proseguono, intanto, analisi e confronti a livello tecnico su punti specifici del contratto. La Federazione Nazionale della Stampa - a quanto si apprende - ritiene che i tempi siano maturi per una intesa tra le parti, ma ciò richiede una simmetrica volontà della parte datoriale. Il Sindacato dei Giornalisti tuttavia ha posto con determinazione l'esigenza di una chiarezza strategica definitiva sugli assetti della nuova convenzione del lavoro giornalistico. Parallelamente alla definizione del nuovo contratto per la Fnsi sarà necessario chiarire anche nelle sedi istituzionali, i riferimenti essenziali, a partire da un contratto condiviso, delle appropriate misure organizzative e normative indispensabili per governare le tumultuose trasformazioni del sistema. La Fnsi è assolutamente determinata a fissare punti fermi, senza rinvii, senza farsi distrarre da particolarismi, nostalgie o sterili puntigliosità. (ANSA)
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Giornalisti e il miraggio del contratto
Categoria privilegiata? Una volta. Oggi è in balìa dei falchi, capeggiati da De Benedetti, che vorrebbero deregolamentare la professione.
di Massimo Borgomaneri
Commissione Contratto Fnsi
Milano, 27 gennaio 2009. Scusate il ritardo. Tra poco più di un mese la Federazione Nazionale della Stampa, sindacato giornalistico, potrebbe «festeggiare» i 4 anni di mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Un quadriennio.
Giusto il lasso di tempo (2001-2005) in cui è stato sottoscritto, applicato ed è poi andato in scadenza l'ultimo accordo collettivo, mestamente, ma per fortuna, tuttora in vigore.
Un triste record sindacale difficilmente uguagliabile e uno stallo difficilmente comprensibile per chi non appartiene al mondo ormai per nulla dorato dell'informazione.
D'altronde, recita un vecchio adagio, per ballare bisogna essere in due e per tre anni il cavaliere-sindacato né con lusinghe né con istanze né con minacce è riuscito a convincere la dama imprenditoriale a concedersi sulla pista.
A nulla sono valsi i 18 giorni di sciopero, le infinite iniziative e manifestazioni, gli appelli delle Istituzioni dal Presidente della Repubblica in giù, le sedute parlamentari, le azioni di lobbing, le ripetute convocazioni delle parti - ai tempi del governo Prodi - del ministro del Lavoro Damiano che ci ha quasi perso la faccia.
Gli editori, ispirati - non è un mistero - dal potente falco De Benedetti e da altri rapaci più piccoli, per tre anni si sono rifiutati di sedersi al tavolo. Si dirà, e io sono sempre stato tra quelli, che il sindacato ha sbagliato approccio: troppo velleitario nella piattaforma iniziale e, per dover mediare tra troppe correnti al suo interno, spesso rituale, scontato e poco incisivo nelle iniziative di lotta.
Ma ad onor del vero la sensazione di chi come me ha vissuto gli eventi dall'interno è che in quei 3 anni (a parte la concreta possibilità di un accordo-ponte poi sfumata) neppure bombardamenti al fosforo bianco sulla sede Fieg avrebbe fatto recedere la controparte dal proprio testardo no. I motivi di questa resistenza? Vari.
Innanzitutto bloccare nel tempo l'incremento del costo del lavoro che gli editori fin da subito dichiararono di voler abbattere di almeno il 30%; secondo, la consapevolezza di poter controbattere, nella gran parte delle redazioni, alle azioni di lotta sindacale con l'utilizzo della sempre più ampia platea dei precari, ricattabili, e dei collaboratori esterni; terzo, prendersi il tempo necessario per «ristrutturare» le redazioni vecchie e strutturare le nuove secondo convenienza, sfruttando le nuove leggi sul lavoro, liberandosi quanto più possibile dei costosi e poco gestibili «articolo 1» (il contratto pieno) e sostituendoli secondo ingegno e fantasia con contratti a termine, contratti non giornalistici, precariato vario, cococo e via inventando. Molto meno costosi e autonomi e soprattutto ricattabili.
Al punto che l'ideale attuale di ogni editore (che, non va dimenticato, si è quasi estinto in quando editore «puro») è fare i giornali senza giornalisti. E in moltissime realtà così è nonostante sia vietato dalla legge.
Ad ogni modo, tra fine 2007 e inizio del 2008 alcune cose importanti sono successe: sia la Fnsi che la Fieg hanno rinnovato la propria dirigenza e il nuovo segretario del sindacato, Siddi, ha deciso di ampliare la maggioranza per avere il massimo del consenso intorno all'azione sindacale; sono stati siglati alcuni importanti accordi aziendali come nel gruppo Espresso Repubblica; la crisi ha cominciato a fare sentire i suoi effetti spingendo gli editori alla ricerca del dialogo per azioni condivise nei confronti del governo; infine l'indennità di vacanza contrattuale (cifra in busta paga che si rivaluta anno per anno) che ha ora raggiunto i livelli di un aumento contrattuale divenendo a detta della stessa Fieg una preoccupante voce di spesa.
Fatto sta che da circa un anno le parti si stanno incontrando nella faticosissima ricerca di un accordo. Il tavolo ha rischiato di saltare diverse volte (e anche in questi giorni ci sarà un incontro fondamentale per dirimere alcuni punti-chiave di disaccordo), ma finora, nonostante i mal di pancia da una parte e le varie minacce di disdetta dall'altra, la volontà di continuare a trattare sta finora prevalendo.
I nodi da sciogliere sono ancora diversi: dalla cosiddetta multimedialità, cioè la regolamentazione del lavoro sui siti web, alla regolazione degli spostamenti di giornalisti dentro e fra i gruppi editoriali; dalla modulazione dell'utilizzo dei contratti a termine, finora usati in modo selvaggio e sregolato, ad un accordo sulle carriere dei colleghi addetti alla «cucina» dei giornali: dalla tutela del lavoro autonomo a quella che sarà, se ci arriverà, alla madre di tutti gli accordi: la rimodulazione degli scatti biennali di anzianità (attualmente 15 per carriera al 6% del minimo della qualifica di appartenenza). Una condizio sine qua non per la Fieg, un baluardo intoccabile per la gran parte della nostra categoria.
Siamo dunque vicini alla fine di questa infernale traversata del deserto? Impossibile rispondere. I prossimi giorni ci aiuteranno a capire.
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3199
CONTRATTO FNSI/FIEG.
La trattativa non si ferma, ma
se ne parlerà dopo il 22 gennaio
(giorno in cui gli editori
decideranno se andare avanti,
affrontando i temi economici,
o se fare saltare il tavolo).
Fnsi e Fieg faranno lobby per
estendere i prepensionamenti
(in caso di crisi aziendale) ai
giornalisti dei periodici,
delle tv, delle radio e del web.
Fnsi: “Lavoro costruttivo”.
Lo scoglio fondamentale è collegato sia all’inquadramento giuridico dei “capi” (dirigenti?) sia alle prestazioni a livello inter-aziendale e infra-gruppo, in pratica cioè alla possibilità per i grandi gruppi di spostare, entro un raggio di 60 km, i giornalisti tra diverse testate o iniziative editoriali. Su questi temi le posizioni appaiono difficili e distanti. Resta al palo la questione dell'adeguamento economico e della struttura della retribuzione, compreso il problema degli scatti di anzianità: aspetti che la Fieg intende affrontare solo dopo aver chiuso il confronto sulla parte normativa del contratto.
IN CODA/Rinnovo del contrattoFnsi-Fieg, trattativa infinita raccontata giorno dopo giorno (a partire dal 31 ottobre 2008). Una storia ricostruita da Franco Abruzzo.
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3294
Camporese (Inpgi): “Bene
la modifica della legge
sui prepensionamenti.
Nuove norme frutto di
un confronto che dura
da oltre un decennio”.
“Spetta ancora una volta allo Stato, e non certo all'Inpgi, decidere se questa norma vada applicata anche ai giornalisti dei periodici esclusi fin dalla prima formulazione della legge negli anni '80. Le Parti sociali, Fnsi e Fieg, hanno pubblicamente più volte manifestato questa necessità come fondamentale in un momento di grave crisi del settore”,
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In: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3282
PREPENSIONAMENTI.
Convertito il dl 185/2008
nella legge 28/1/2009 n. 2.
Questo ammortizzatore sociale
passa a carico dello Stato
- ed è una svolta storica - nei
limiti di 10 mln di euro all’anno.
L’INPGI RESPIRA, MA GLI EDITORI
CHIEDONO PIÙ SOLDI AL GOVERNO
Si potranno fare 160 prepensionamenti
nel primo anno solo tra coloro che
lavorano nei quotidiani e nelle agenzie
di stampa. Esclusi i redattori dei periodici,
delle tv, delle radio nonché del web.
La Fieg ipotizza “misure traumatiche”
e parla di “norma anticostituzionale”.
Le nuove norme potrebbero nascondere anche licenziamenti nei confronti dei redattori “eccedenti” il tetto dei possibili prepensionamenti. Chi, in caso di crisi dell’azienda per la quale lavora, va in Cigs oggi non è sicuro di approdare poi nel porto dei prepensionamenti. I giornalisti in età di prepensionamento, secondo diversi calcoli, oscillano da un minimo di 800 a un massimo di 1.500, ma per l’Inpgi “sono 378 i giornalisti dei quotidiani che hanno i requisiti per essere prepensionati”.
Nota di FRANCO ABRUZZO
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