Roma, 16 gennaio 2009. La trattativa sul contratto nazionale dei giornalisti tra Federazione nazionale della stampa (Fnsi) e Federazione italiana editori giornali (Fieg), ripresa ieri, è proseguita oggi e in questi due giorni è stato esaurito, tra molte difficoltà, l'esame complessivo delle materie normative che le parti intendono affrontare. Sulla maggior parte dei punti si sarebbero registrati avvicinamenti qualificanti mentre sul resto proseguiranno nei prossimi giorni gli approfondimenti tecnici. Si parla di un 80% di punti con possibilità d'intesa vicina mentre per il 20% della materia contrattuale ci sarebbero ancora difficoltà.
I punti di contrasto sono stati riassunti da Carlo Malinconico, presidente della Fieg, in una dichiarazione rilasciata ieri: “Mi auguro che si passi a parlare della parte economica, una volta risolti gli aspetti normativi sui quali c'era stato un avvicinamento significativo tra le parti. Sarà complicato mettere d'accordo le parti sugli aspetti economici, ma almeno vorrebbe dire che sulla parte normativa è stato raggiunto un punto di equilibrio. Il nodo resta quello della flessibilità nell'impiego dei giornalisti tra aziende diverse appartenenti allo stesso gruppo”. Se in questi lunghi mesi di contatti tra le due delegazioni - quella della Fieg guidata da Alberto Donati, quella della Fnsi dal segretario Franco Siddi - le posizioni di giornalisti ed editori si sarebbero avvicinate sul fronte della multimedialità, restano sul tavolo essenzialmente due scogli: l'inquadramento giuridico (dirigenti?) delle figure di vertice delle redazioni, cioè direttore, vicedirettore e condirettore, e in particolare la possibilità di risolverne il rapporto di lavoro al venir meno del rapporto fiduciario; la questione del rapporto di lavoro e delle prestazioni a livello inter-aziendale e infra-gruppo, in pratica cioè la possibilità per i grandi gruppi di spostare, entro un raggio di 60 km, i giornalisti tra diverse testate o nuove iniziative editoriali. Se il primo nodo, a quanto si apprende, sembra più difficile da sciogliere, sul secondo Fieg e Fnsi appaiono decisamente più distanti. La Fnsi chiede in particolare che se il giornalista XY viene spostato nell’azienda “Beta” dello stesso gruppo “Alfa” si porta dietro il suo contratto e se nell’azienda “Beta” esistono contratti integrativi gli stessi vadano applicati al giornalista XY. Tale discorso è respinto dagli editori.
Resta al palo la questione dell'adeguamento economico e della struttura della retribuzione dei giornalisti, compreso il problema degli scatti di anzianità: aspetti che la Fieg intende affrontare solo dopo aver chiuso il confronto sulla parte normativa del contratto.
La prossima settimana gli organismi tecnici delle due categorie riuniranno i propri organismi di governo per valutare la situazione (il 21 gennaio si riunirà la Giunta della Fnsi e il 22 l’Ufficio di presidenza della Fieg). Fonti Fnsi sottolineano la necessità di non disperdere il lavoro fatto finora e la necessità di fare sul piano complessivo una valutazione della praticabilità del contratto, che sarà completo quando ci sarà anche la verifica delle compatibilità economiche. Per il sindacato le questioni di rilievo strategico per lo sviluppo delle imprese - come la multimedialità - e la tenuta del lavoro giornalistico sono indirizzate verso una direzione sostenibile e la Fnsi auspica che la stessa valutazione la dia la Fieg, ma nell'ottica di una chiarezza strategica definitiva.
Il lavoro di questi giorni, che sarebbe andato avanti con molte difficoltà e momenti di altissima tensione, per il sindacato - sempre a quanto si apprende - sarebbe stato costruttivo e l'auspicio è che la Fieg lo giudichi nello stesso modo. Nella riunione del 22 gennaio gli editori decideranno se andare avanti, affrontando i temi economici, o se far saltare il tavolo considerato che c’è un 20% di quadro normativo che rende incolmabili le distanze tra le parti.
La Fnsi inoltre, di fronte ai problemi economici del settore, avrebbe posto la necessità di rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali per i giornalisti indifferentemente da dove lavorano, quindi non solo nei quotidiani - come prevedono al momento il dl anticrisi e la legge 416/1981 - ma anche nei periodici, nelle emittenti radiotv e nelle testate telematiche. Va fatto uno sforzo comune importante nei confronti del Governo e del legislatore, pensa il sindacato, che chiede tutele per tutti i giornalisti. In sostanza c’è convergenza tra Fnsi e Fieg sul punto: le due Federazioni faranno lobby per ottenere dal Gabinetto Berlusconi e dal Parlamento un provvedimento che estenda l’istituto dei prepensionamenti (in caso di crisi aziendale) anche ai giornalisti dei periodici, del sistema radiotelevisivo e di internet. (fonti: FMdeB e ANSA).
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Rinnovo del contrattoFnsi-Fieg, trattativa infinita raccontata giorno dopo giorno (a partire dal 31 ottobre 2008). Una storia ricostruita da Franco Abruzzo.
PREMESSA – 31 ottobre 2008.
FNSI/Il contratto, cosa c’è, come ci si muove, la situazione al 31-10-08. Il contratto, non un contratto qualsiasi, che include e non esclude
La piazza, gli scioperi, le manifestazioni, il confronto e la trattativa. Tutto in trasparenza, nelle assemblee che si stanno facendo, nelle informative della Fnsi, sul sito federale, delle associazioni regionali di stampa. I riassunti (spesso parziali e fuorvianti) che compaiono in rete generano spesso non dibattito reale, ma attenzioni fuorvianti. La rete e cosa distribuisce a volte può anche essere una trappola e diventare una tonnara sindacale: a chi giova? Alla categoria e alla necessità di un contratto? No.
Dopo tre anni e mezzo nei quali gli editori si sono rifiutati di aprire il confronto, finalmente c’è una trattativa in corso.
Il contratto serve ai giornalismi e ai giornalisti, oggi e per il futuro, per dare futuro ai colleghi più giovani (di età e di contratto), per dare sicurezza a chi un lavoro lo ha, per costruirla per chi non ha un contratto, per chi fa lavoro autonomo, per difendere la solidità degli istituti di categoria (Inpgi, Casagit, Fondo di pensione complementare) e la loro tenuta.
Non serve alla vigilia della possibile stretta e del confronto su tesi, articoli, contenuti e definizione della parte economica, dividere, lacerare, con informazioni false, parziali o utilizzate in modo coscientemente fuorviante: informare in modo distorto, mentendo sapendo di mentire (cosa diversa dall’esprimere legittime critiche, proposte, contributi) è la cosa peggiore che si possa fare. Ed è il “peccato” mortale che ogni giornalista può commettere. Non ci sono bozze, preaccordi segreti, c’è soltanto un confronto che va avanti.
DI COSA SI E’ PARLATO, DI COSA SI STA PARLANDO, COSA C’E’…
• Il fondamento del contratto e della trattativa è “il patto generazionale” e la presenza regolata dei giornalisti nell’industria dell’informazione che cambia, in modo da garantire tutti e il nostro futuro. In sostanza non dobbiamo avere paura né commettere errori del passato quando il timore del nuovo ci ha messo in difficoltà oppure ci ha fatto affrontare con ritardo i cambiamenti in atto. Il contratto nazionale serve a tutti e soprattutto a chi nelle realtà che non sono i grandi gruppi, non ha integrativi o regole forti ulteriori a tutela dei colleghi e delle redazioni.
• E’ sbagliato dire teniamoci cosa abbiamo. E’ sbagliato arretrare o pensare di tornare al contratto erga omnes del 1959 sul quale è bene dire e spiegare anche qualcosa sul “cosa” comporterebbe il suo ritorno. Non dipingiamo una situazione rosa, ma su uno sfondo di crisi generale e di crisi del settore dell’editoria alcuni elementi tendenti al rosa possono (e devono) esserci. Non vogliamo fare un contratto qualsiasi, ma il contratto. E non è certo un caso se ci sono voluti oltre 1339 giorni, 18 di sciopero, di piazza, di manifestazioni per arrivare al confronto preliminare alla trattativa definitiva, finale e vera che concretizzi un’ipotesi di intesa. I tempi sono essenziali e andare oltre la metà di dicembre per la definizione di una (possibile o eventuale) ipotesi di intesa sarebbe un problema.
• Il pomeriggio del prossimo 5 novembre, in coda alla manifestazione Stand up è stato convocato il Consiglio Nazionale della Fnsi. Le numerose assemblee tenutesi nelle varie regioni, hanno messo in luce consensi e criticità sui nodi della vertenza contrattuale.
• La Fieg ha ora iniziato l’esame di quanto il tavolo tecnico ha prodotto. Ciò renderà meno problematica la comunicazione sull’avanzamento del confronto. Proviamo a sintetizzare.
• Multimedialità. Testata di riferimento, flessibilità contrattata e regolata: si può lavorare nell’arco dell’orario stabilito dal contratto per più testate che diffondono notizie su piattaforme diverse (quelle che già troviamo nelle redazioni sulle work-stations di ultima generazione). Ma si risponde ad un direttore e non si esce dal solco del rispetto dell’autonomia e dignità professionale: no ai trasferimenti selvaggi, no alla licenziabilità dei capi-redattori, difesa delle normative dell’articolo 42 sui processi tecnologici e dell’art.43 sulle sinergie; introduzione di “pool” in grado di produrre contenuti “specialistici” per più testate dello stesso gruppo nel rispetto dell’autonomia dei giornalisti e delle specifiche legislative e del contratto (divieto di demansionamento).
Nei prossimi giorni sarà possibile definire con minore approssimazione le determinazioni della Fieg. E’ evidente che sulla multimedialità quanto messo sul piatto è sufficiente a gestire il nuovo senza uscire dal seminato delle regole e delle tutele. Altro non è consentibile. Non è permesso, cioè, utilizzare la multimedialità come un grimaldello per scardinare la parte normativa del contratto. Ci sono avanzamenti interessanti anche sotto il profilo dell’articolo 11: abbiamo chiesto l’introduzione di nuove figure professionali (redattore esperto, speciale e senior) che affianchino la tradizionale “carriera” gerarchica sviluppata attraverso il lavoro di “cucina” e gli editori si sono dichiarati disponibili a discuterne.
• Parte economica: vale il principio che abbiamo bisogno di un patto generazionale che sia utile sia in termini di equità che di consolidamento degli istituti di categoria. Detta volgarmente: se continuiamo a picchiare in testa ai neo-assunti e a non limitare i contratti a termine non avremo modo di mantenere il regime pensionistico in atto. Stesso discorso sugli scatti: si devono difendere (la Fnsi respinge l’ipotesi Fieg che vuole ridurre a 7 il numero degli scatti ), vanno rimodulati in modo da non penalizzare chi inizia la carriera. Stesso discorso per la dinamica salariale: la parametrazione deve premiare verso il basso.
• Sui contratti a termine vale la stessa impostazione: se ci riusciamo bisogna che i contratti a tempo determinato costino di più rispetto a quelli a tempo indeterminato (il principio è che la flessibilità si paga) e che comunque non costino meno, come avviene oggi. Gli incentivi (decontribuzione) devono scattare solo in presenza di un impegno contrattato a livello aziendale o di gruppo a stabilizzare i Contratti a tempo determinato (bacini).
• Lavoro autonomo: A livello generale bisogna sbloccare l’intesa sul welfare raggiunta con il ministero del Lavoro e passare all’innalzamento della contribuzione previdenziale a carico degli editori, che dovranno anche provvedere ai versamenti contributivi all’Inpgi. Il nodo è poi quello dei tempi di pagamento. Dobbiamo ottenere che il pagamento degli articoli richiesti avvenga non oltre 30 giorni dalla lettera di incarico o dalla pubblicazione dell’articolo (in assenza di lettera di incarico).
• Editoria. Lo scenario in cui si cala la vertenza non è comunque neutro: non ripetiamo cose note. Tutti sanno bene quale sia lo stato di salute del settore e di alcune singole aziende o gruppi. Il rischio che la crisi si avviti e investa la tenuta dei livelli occupazionali, la qualità del nostro lavoro, l’autonomia delle testate dai “poteri forti” e dall’invasività del marketing è reale.
LA BUFALA DEL CONTRATTO DEL 1959…
C’è chi con dotte dissertazioni e sintesi di dibattiti redazionali riassunti con visioni di parte, distorsioni e dimenticanze varie
SOSTIENE CHE SE LA FIEG DISDETTASSE IL CONTRATTO E SI TORNASSE A QUELLO DEL 1959 PER I GIORNALISTI SAREBBE CONVENIENTE. NON E’ VERO!
Il contratto del 1959 è stato esteso erga omnes dal legislatore e rappresenta una rete di protezione, divenuta nel tempo, però, molto esigua e soprattutto inadeguata rispetto all’evoluzione contrattuale degli anni successivi.
Il contratto del ‘59 esclude che i comitati di redazione abbiano poteri di intervento sull’organizzazione del lavoro (orari, trasferimenti, licenziamenti, mutamenti e assegnazioni di mansioni e qualifiche, ecc.) e che possano intervenire sui programmi, le iniziative, le ristrutturazioni e la vita aziendale.
Il contratto del ’59 non regolamenta né le tecnologie, né le sinergie, né i services e di conseguenza cadrebbero automaticamente tutte le procedure e le garanzie introdotte nei contratti successivi.
Il contratto del ‘59 non prevede i limiti dell’orario di lavoro. La sua applicazione consentirebbe, perciò, agli editori di imporre in azienda l’orario legale (40 ore a settimana). Il contratto del ‘59 discrimina i pubblicisti a tempo pieno che non possono avere lo stesso trattamento economico dei professionisti. Il contratto del ‘59 prevede un’applicazione limitata e ridotta ai giornalisti che lavorano nei periodici. Il contratto del ‘59 prevede le “gabbie salariali”, ovvero la differenza dei trattamenti economici da città a città. E’ questa la proposta da portare ai colleghi?
COSA C’ERA NEL PIATTO E COSA C’ E’
• Vale la pena di ricordare che nel corso dei confronti sono stati eliminati obiettivi che la Fieg intendeva raggiungere quali la trasformazione dei vertici redazionali in dirigenti fuori dal contratto giornalistico, l’abolizione degli articoli 42 e 43 del Cnlg, la revisione e la riduzione dei poteri e del ruolo dei Cdr. La Fieg puntava ad un modello d’impresa dove il giornalista dipendesse solo dall’azienda e non rispondesse al direttore. Cose di poco conto? Crediamo proprio di no. Ed è bene ricordare che quanto sinora fatto va nella direzione delle indicazioni congressuali di Castellaneta e della maggioranza espressa dal congresso e ulteriormente allargatasi dopo lo stesso congresso.
IL METODO
• Il confronto a delegazioni ristrette e gruppi di lavoro tecnici è servito a questo e ad altro. E lascia ovviamente il campo aperto (ma era scontato, non era stato certo cancellato) ai passaggi statutari della commissione contratto, alla conferenza dei Cdr, al Consiglio Nazionale e al referendum finale. Nulla è stato messo sotto il tappeto. A esprimersi su quella che sarà, quando ci si arriverà, l’ipotesi finale, il punto di caduta complessivo, saranno i passaggi interni alla Fnsi e alle associazioni regionali e il referendum. Chi teme cose diverse ha letto male questi mesi e il lavoro svolto con trasparenza nella difficoltà oggettiva di costruire cose concrete.
MULTIMEDIALITÀ
MULTIMEDIALITÀ. Con la Fieg è stata svolta una serie di approfondimenti e di stesure, in itinere quindi non definitive e vincolanti, su un tema che non è più il futuro, ma il presente. Perché è impensabile che si possa concepire una materia del genere come volontaria: abbiamo mai visto un contratto, luogo di lavoro, attività in cui una persona è assunta e sceglie cosa fare e cosa no? Certo c’è chi in situazioni forti ha concordato, in assenza di un quadro di riferimento contrattuale e normativo, a livello aziendale ipotesi varie. Il contratto deve regolare la materia che è e offre la possibilità per il futuro di creare posti di lavoro e di salvarne, l’opportunità di dare una prospettiva ai “giovani” e ai “vecchi”, vincolando la formazione e il potenziamento professionale, le possibilità di investimento e di sviluppo. La multimedialità può consentire, se gestita correttamente, di salvare, potenziare e rilanciare il media-giornale tradizionale. Chiuderlo in un fortino significherebbe solo accettare e attuare una sorta di eutanasia della professione, il suo invecchiamento, il miope rifiuto del nuovo e della realtà che va gestita al meglio, non demonizzata per età, convenienza, interessi di parte, senza per questo smantellare diritti e doveri della nostra professione al cui interno le disparità economiche sono tali da mettere, di fatto, sempre più in contrapposizione i “giovani” rispetto ai “vecchi” e gli stessi garantiti di vecchia data e contratti. Nello specifico le ipotesi tecniche sinora svolte (in tutti i confronti contrattuali si evolve la stesura di possibili testi e temi prima di arrivare al confronto allargato delle delegazioni) peraltro non oggetto di “firme” o di ipotesi o bozze definitive, prevedono :
• l’unicità della professione nell’articolo 1 con la scomparsa dell’allegato N che era figlio di una ipotesi incerta di sviluppo del settore multimediale;
• il vincolo della testata di riferimento;
• il ruolo del direttore di testata;
• il no a mansioni non giornalistiche rispetto a temi-contenuti-servizi pubblicitari, di inserimento di redazionali non giornalistici pubblicitari, gossippari ecc.;
• il rispetto dei limiti di orario, ordinario e straordinario, e dell’arco di impegno previsti dall’art.7;
• l’obbligatorietà da parte dell’azienda di presentare al Cdr, oppure al Coordinamento dei Cdr, o all’Organismo unico aziendale, nel caso dei periodici, il piano multimediale prima della sua applicazione.
QUALIFICHE, CONTRATTI A TERMINE, LAVORO AUTONOMO
• QUALIFICHE. La rigidità che oggi si riscontra nell’organizzazione del lavoro e delle carriere con ampi settori che, di fatto, non si muovono e non si muoveranno mai da RO impone una diversa lettura e revisione di questa scala. Alla gerarchia classica delle qualifiche (e ci sono ipotesi in corso) può essere affiancata una scala di mansioni, come quella del redattore esperto (equivalente al Cs), redattore speciale (vicecr) e redattore senior (Cr) di eguale valore economico con criteri ancora da definire. La Fieg vorrebbe solo due nuove figure (redattore esperto e/o senior o speciale). La temporalità di altre figure (condirettore, vicedirettori) vede posizioni ancora differenziate. Alla richiesta degli editori di poter risolvere il rapporto di lavoro con direttori, condirettori e vicedirettori senza giusta causa o giustificato motivo, noi abbiamo risposto che l’indennizzo deve essere, in questo caso, molto più elevato dell’attuale indennità di mancato preavviso.
• CONTRATTI A TERMINE. L’intera normativa della contrattazione a termine è stata più volte rivisitata in questi ultimi mesi dal legislatore. Non possiamo perciò sottrarci all’applicazione delle norme di legge. I contratti a termine sono possibili per motivi organizzativi, produttivi, tecnici o sostitutivi. Fattispecie, come si vede, molto ampie, e che superano le limitate possibilità previste nel contratto scaduto e non più applicabili. La legge prevede che un datore di lavoro non possa stipulare con lo stesso lavoratore contratti a termine che superino complessivamente, anche se intervallati, un periodo di 36 mesi. Nel contratto possiamo prevedere il limite percentuale massimo dei contratti a termine che un’azienda può stipulare, e le eccezioni al limite dei predetti 36 mesi. Siamo disponibili a prevedere la possibilità di sforamento di questo limite in presenza di contratti a termine per sostituzione (maternità, congedi parentali, aspettativa, ecc.) e qualora siano realizzati in sede aziendale accordi per favorire la stabilizzazione dei precari, aprendo in questo modo una fase di ricognizione tra azienda e comitato di redazione tesa a favorire il passaggio al contratto a tempo indeterminato per tutti coloro che vivono nell’azienda da molto tempo con contratti a termine. Abbiamo, inoltre, chiesto che sia abolita la disposizione contrattuale attuale che prevede per il giornalista disoccupato assunto con contratto a termine una retribuzione più bassa.
• LAVORO AUTONOMO. Su questo terreno, come abbiamo già detto, abbiamo chiesto la realizzazione della, sia pure graduale, armonizzazione della gestione separata Inpgi alla gestione separata Inps. Ovvero l’elevazione della contribuzione per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, la previsione che i due terzi del contributo siano a carico dell’azienda e un terzo a carico del lavoratore, l’obbligo per l’azienda di provvedere all’apertura della posizione previdenziale presso l’Inpgi e al versamento periodico dei contributi.
ASPETTO ECONOMICO, STRUTTURA DEL SALARIO E BUSTA PAGA
Nel confronto con gli editori non si è ancora parlato dell’aumento dei minimi, né si è affrontatala questione degli scatti per i quali la Fieg ha chiesto la riduzione da 15 a 7 e la trasformazione da percentuale in cifra fissa, bloccandoli al valore attuale.
Inutile nascondersi che al nostro interno, come categoria e su sollecitazione dei colleghi che hanno valori economici e qualifiche basse ci sono ragionamenti e riflessioni diverse. Nella logica dei possibili punti di caduta c’è chi propone una revisione della temporizzazione dello scatto (tre anni?), chi propone la difesa totale e non accetta alcun tipo di ragionamento, chi propone una revisione del meccanismo di indicizzazione, chi propone di riflettere sul sistema degli automatismi, nel senso di garantirli, rivedendoli secondo il principio del patto generazionale.
Una cosa è certa. La richiesta degli editori non può essere presa in considerazione, ma non possiamo neanche rifiutarci di affrontare la questione della percentualizzazione degli aumenti periodici di anzianità.
Resta, infine, il problema dell’aumento dei minimi. Anche se non se ne è mai parlato in sede di trattativa, resta pur sempre una questione centrale. La mancanza di aumento dei minimi per quasi 4 anni sta, infatti, provocando conseguenze gravissime, non solo sulle retribuzioni di tutti i colleghi, ma anche sulla tenuta del welfare di categoria.
• L’andamento della retribuzione media procapite del settore nel corso di questo quadriennio dimostra che le retribuzioni sono rimaste ferme, nonostante gli scatti di anzianità. E’ evidente, quindi, che l’applicazione del turn-over e il ricorso ai contratti a termine (che non hanno scatti) sono stati sufficienti per le aziende del settore ad assorbire l’aumento dei costi derivante dagli scatti di anzianità. Questo significa anche che, se per 4 anni sono rimaste ferme le retribuzioni, non è aumentata neanche la contribuzione all’Inpgi né quella alla Casagit, mentre contestualmente è aumentato il numero dei colleghi con pensioni alte e il livello delle prestazioni integrative sanitarie della Cassa.
• Anche da questa considerazione emerge con chiara evidenza l’urgenza di aumentare i minimi contrattuali, perché soltanto questo aumento può garantire, parallelamente alla crescita salariale della categoria del settore, la indispensabile crescita contributiva dell’Inpgi e della Casagit.
LA CRISI DELL’EDITORIA
• LA CRISI DELL’EDITORIA. Fnsi e Fieg hanno mosso i loro passi anche comuni nei confronti del governo che non può sottrarsi alla necessità di trovare soluzioni alla crisi del settore. Noi abbiamo il problema dell’Inpgi e della insostenibilità dei costi derivanti dai prepensionamenti a totale carico della categoria, con emergenze e spinte (piccola editoria, periodici, casi Uspi e Fipeg, Mediacoop che vuole un contratto differenziato, la questione dei contributi ai giornali di partito e alle coop che impone una pulizia del settore per eliminare distorsioni, anomalie, contributi a chi non ha diritto, ecc.). Gli editori hanno il problema del calo della pubblicità, del calo delle vendite, della contrazione delle possibilità di ricorso al credito.
• La crisi del settore va affrontata con scelte anche coraggiose per rilanciarlo e possibilmente consolidarlo con una diversa gestione e prodotto (a questo fine è di tutta rilevanza la previsione contrattuale del lavoro multimediale) sul piano qualitativo. C’è la tendenza delle aziende a espellere i colleghi non appena hanno raggiunto i parametri minimi per i loro pensionamenti.
E’ possibile ragionare sui contributi all’editoria? Ci sono milioni di euro erogati per le spese postali dei giornali (la stessa Fieg avrebbe individuato un sistema di consegna alternativo alle poste italiane, esose, con riduzione di almeno il 50% dei costi con aziende e corrieri ad hoc nelle aree metropolitane) che possono essere dirottati su un fondo che fronteggi la crisi di settore e gli interventi ad esso collegati per alleggerire o evitare che il peso economico ricada integralmente sull’Inpgi. Questo è al 31 ottobre il quadro della situazione e del confronto con la Fieg.
Segreteria FNSI
Dipartimento Comunicazione Formazione e Servizi sindacali
(ha collaborato l’Associazione Ligure dei Giornalisti)
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I. 18 novembre 2008
Contratto. Siddi: “Fase di difficoltà. Dopo il riavvicinamento, gli editori si allontanano. Entro il 10 dicembre decideremo cosa fare”. Giovedì 20 nuovo incontro Fnsi/Fieg: rottura in vista? "Molti editori - ha detto Siddi - non vogliono il contratto perché non hanno soldi, altri lo vogliono, ma pretendono mano libera anche sui contenuti, al di là di ogni etica".
Roma, 18 novembre 2008. Servono "regole condivise, che tengano conto dell'etica e non solo del mercato", per rimettere in carreggiata una professione, quella del giornalista, "sconvolta negli ultimi anni" dall'innovazione tecnologica e da un sistema normativo incapace di stare al passo con i tempi: é l'appello del segretario generale della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, ad un forum sull'etica e la crisi dei media in Italia promosso dall'Unione cattolica della stampa (Ucsi) all'università Urbaniana. "I gravi problemi che dobbiamo affrontare - ha detto Siddi - quali esuberi, licenziamenti, mancato rinnovo del contratto, ci inducono a trascurare il fatto che, parlando di informazione, tocchiamo un contenuto altamente morale". "Molti, nella categoria - ha aggiunto - non sono consapevoli di quanto sta accadendo". Spiega il segretario Fnsi che "dopo un periodo di riavvicinamento - ha riferito - e nonostante il nostro sforzo per una chiusura dignitosa del contratto alla quale siamo andati vicini, c'é in questi giorni un allontanamento degli editori". La questione etica - dice Siddi - c'entra, e il contratto diventa teatro di un conflitto "non ideologico ma culturale". Comunque, assicura il segretario, "entro il 10 dicembre decideremo cosa fare". "Senza regole - ha affermato il segretario generale della Fnsi - non se ne esce" e la trattativa per il rinnovo del contratto non esce dal guado anche perché "gli editori hanno abdicato ai capi del personale", dimenticando la funzione di garanzia che spetta agli organi di informazione. "Molti di loro - ha proseguito - non vogliono il contratto perché non hanno soldi, altri lo vogliono, ma pretendono mano libera anche sui contenuti, al di là di ogni etica". E' imprescindibile il rapporto con il mercato - ha osservato Siddi - ma "le notizie che contano vanno comunque date", e nella giusta evidenza. Facendo proprie proposte emerse nel corso del forum, Siddi ha auspicato l'istituzione di una figura "garante dei lettori", e di una sorta di "press council" sul modello di altri paesi, perché i giornalisti tornino ad essere nell' immaginario collettivo "garanti dei cittadini e non loro oppressori". Per questo - ha concluso - serve soprattutto un "giornalismo informato, che senza etica non avrebbe senso". (ANSA)
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II. 21 novembre 2008.
CONTRATTO. La Fnsi e la Fieg hanno sfiorato la rottura nell’incontro del 20 novembre. “Differenze sostanziali” e profonda divergenza su diversi passaggi decisivi (licenziabilità, contratti a termine e multitestata), che rendono veramente problematico l’accordo. Il clima resta tesissimo. Nessuna trattativa ancora sugli aumenti contrattuali. Il 27 e il 28 novembre il prossimo round negoziale. La giunta della Fnsi ha deciso oggi di confermare per mercoledì 10 dicembre la riunione della Commissione Contratto e per il giorno dopo, giovedì 11 dicembre, di convocare la Consulta dei Comitati e Fiduciari di redazione. Siddi: "La Fieg non si arrocchi".
Dal nostro corrispondente collettivo Francesco M. De Bonis
Roma, 21 novembre 2008. Nell’incontro di ieri la Fieg e la Fnsi hanno sfiorato la rottura sulla licenziabilità dei vertici giornalistici, sul lavoro multitestata e sui contratti a termine, argomenti sui quali è emersa una “profonda divergenza” . Le due delegazioni si incontreranno il 27 e il 28 novembre e “dovranno verificare – come si legge in un comunicato della Fnsi - gli esiti delle reciproche riflessioni interne sulle questioni su cui sono emerse differenze sostanziali. La Fnsi ha fatto conoscere ieri alla controparte i limiti di disponibilità sui temi sui quali c’è la maggiore distanza: lavoro multitestata e le qualifiche apicali per direttori, condirettori e vicedirettori. Contestualmente, dovrà essere affrontato il capitolo economico del contratto”. Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, il 18 novembre ha spiegato che "dopo un periodo di riavvicinamento e nonostante il nostro sforzo per una chiusura dignitosa del contratto alla quale siamo andati vicini, c'é in questi giorni un allontanamento degli editori. Molti editori - ha detto Siddi - non vogliono il contratto perché non hanno soldi, altri lo vogliono, ma pretendono mano libera anche sui contenuti, al di là di ogni etica". L’incontro del 20 ha confermato il fossato tra le parti, anche se la trattativa “ha registrato passi avanti che possono essere ritenuti decisivi sulla materia dell'innovazione e della multimedialità”. La Giunta della Fnsi ha deciso oggi di confermare per mercoledì 10 dicembre prossimo la riunione della Commissione Contratto e per il giorno dopo, giovedì 11 dicembre, di convocare la consulta dei Comitati e Fiduciari di redazione. Il messaggio della Fnsi agli editori appare chiaro: il 27 e il 28 novembre si vedrà se la Fieg è disposta a fare concessioni sostanziali sulle “questioni” essenziali. Se la Fieg si chiuderà a riccio, si dovrà assumere la responsabilità della rottura.
Per quanto riguarda la multitestata, l’Associazione stampa romana ha chiesto con forza di “disciplinare la multitestata con regole che non incidano sulla qualità del lavoro giornalistico e sull’occupazione, ripristinando il concetto del normale orario di lavoro e di prevalenza di prestazione nonché trovando il modo di tutelare meglio l’opera del giornalista e i poteri di controllo sull’utilizzo finale del lavoro nell’ambito dell’attività su più piattaforme”. Gli editori non ci sentono e pretendono il via libera di poter spostare, come credono, i giornalisti da una testata all’altra anche all’interno di consociate. Sul tema dei contratti a termine, gli editori puntano a dare disco verde senza controlli alle piccole testate. Il precariato, cioè, istituzionalizzato per via contrattuale. Gli editori infine pretendono la licenziabilità insindacabile di direttori, condirettori, vicedirettori e redattorecapo centrale. Siddi vorrebbe salvare il redattorecapo centrale, mentre per le prime tre figure il sindacato intende chiedere una indennità di almeno 40 stipendi. Sugli aumenti contrattuali, comunque, le parti non hanno discusso: questa è la vulgata ufficiale, mentre si sa che sondaggi sono stati fatti. Circolano anche voci sulla cifra lorda (270 euro?) dell’aumento del redattore ordinario.
Qui sotto pubblichiamo i lanci Adnkronos, Ansa ed Fnsi sull’incontro di ieri. Traspare una preoccupazione moderata, mentre la situazione è senz’altro drammatica e il clima resta tesissimo:
1. GIORNALISTI: FNSI, SU CONTRATTO ORA VERIFICA COMPATIBILITÀ CON FIEG. GIOVEDÌ E VENERDI INCONTRO DELLE DUE DELEGAZIONI
Roma, 21 novembre 2008. «Nella prossima settimana dovranno essere chiarite in maniera decisiva le disponibilità della Fieg (e di conseguenza della Fnsi) per la definizione di un nuovo sostenibile contratto di lavoro giornalistico. Giovedì e venerdì prossimo, infatti, le due delegazioni dovranno verificare gli esiti delle reciproche riflessioni interne sulle questioni su cui sono emerse differenze sostanziali». È quanto si legge in una nota della Fnsi che ha fatto conoscere ieri alla controparte «i limiti di disponibilità sui temi sui quali c'è la maggiore distanza: lavoro multitestata e le qualifiche apicali per direttori, condirettori e vicedirettori. Contestualmente, dovrà essere affrontato il capitolo economico del contratto». «L'ultimo incontro tra la delegazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e quella della Federazione degli Editori Giornali - prosegue la nota- ha registrato passi avanti che possono essere ritenuti decisivi sulla materia dell'innovazione e della multimedialità e che, a giudizio del Sindacato dei giornalisti, sono di assoluto valore strategico per affrontare, su un chiaro rapporto di corresponsabilità, le trasformazioni, il cambiamento e i programmi di sviluppo dell'industria editoriale e dell'indispensabile qualificazione dell' informazione proposta al pubblico». La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che «sia indispensabile mettere i punti fermi e chiarire con la controparte, in tempi brevi, la delimitazione del quadro delle compatibilità. Non è tempo di ritualità per nessuno. La giunta della Fnsi ha deciso oggi di confermare per mercoledì 10 dicembre prossimo la riunione della Commissione Contratto e per il giorno dopo, giovedì 11 dicembre di convocare la consulta dei Comitati e Fiduciari di redazione». (ADNKRONOS)
2. GIORNALISTI. CONTRATTO: FNSI: “FIEG CHIARISCA SUE DISPONIBILITÀ”
Roma, 21 novembre 2008. Nella prossima settimana dovranno essere chiarite in maniera decisiva le disponibilità della Federazione italiana editori giornali (e di conseguenza della Federazione nazionale della stampa) per la definizione di un nuovo sostenibile contratto di lavoro giornalistico». È quanto sottolinea la Fnsi in una nota, confermando per il 9 dicembre la riunione della Commissione Contratto e per il 10 la consulta dei comitati di redazione. «Giovedì e venerdì prossimo, infatti, le due delegazioni dovranno verificare gli esiti delle reciproche riflessioni interne - spiega la Fnsi - sulle questioni su cui sono emerse differenze sostanziali. La Fnsi ha fatto conoscere ieri alla controparte i limiti di disponibilità sui temi sui quali c'è la maggiore distanza: lavoro multitestata e le qualifiche apicali per direttori, condirettori e vicedirettori. L'ultimo incontro tra la delegazione della Fnsi e quella della Fieg ha registrato passi avanti che possono essere ritenuti decisivi sulla materia dell'innovazione e della multimedialità e che, a giudizio del sindacato dei giornalisti, sono di assoluto valore strategico per affrontare, su un chiaro rapporto di corresponsabilità, le trasformazioni, il cambiamento e i programmi di sviluppo dell'industria editoriale e dell'indispensabile qualificazione dell'informazione proposta al pubblico». La Fnsi «ritiene che sia indispensabile mettere i punti fermi e chiarire con la controparte, in tempi brevi, la delimitazione del quadro delle compatibilità. Non è tempo di ritualità per nessuno. La giunta della Fnsi - conclude la nota - ha deciso oggi di confermare per il 9 dicembre prossimo la riunione della Commissione Contratto e per il giorno dopo di convocare la consulta dei comitati di redazione». In una successiva nota, la Fnsi spiega che negli incontri della prossima settimana con la delegazione della Fieg «dovrà essere affrontato contestualmente il capitolo economico del contratto». Il sindacato dei giornalisti precisa anche che la riunione della Commissione Contratto è fissata per «mercoledì 10 dicembre» e la consulta dei comitati e fiduciari di redazione è convocata per «giovedì 11 dicembre». (ANSA).
3. La Fnsi lancia un messaggio alla Fieg: “Non è più tempo di ritualità”. La prossima settimana verifiche decisive. Confermata la riunione della Commissione Contratto il 10 dicembre e della Consulta dei Comitati di Redazione l'11 dicembre
Roma, 21 novembre 2008. “Nella prossima settimana dovranno essere chiarite in maniera decisiva le disponibilità della Fieg (e di conseguenza della Fnsi) per la definizione di un nuovo sostenibile contratto di lavoro giornalistico”. Lo afferma in una nota la Fnsi al termine della Giunta esecutiva che si è svolta oggi Giovedì e venerdì prossimo, infatti, le due delegazioni dovranno verificare gli esiti delle reciproche riflessioni interne sulle questioni su cui sono emerse differenze sostanziali. La Fnsi ha fatto conoscere ieri alla controparte i limiti di disponibilità sui temi sui quali c’è la maggiore distanza: lavoro multitestata e le qualifiche apicali per direttori, condirettori e vicedirettori. Contestualmente, dovrà essere affrontato il capitolo economico del contratto. L’ultimo incontro tra la delegazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e quella della Federazione degli Editori Giornali ha registrato passi avanti che possono essere ritenuti decisivi sulla materia dell’innovazione e della multimedialità e che, a giudizio del Sindacato dei giornalisti, sono di assoluto valore strategico per affrontare, su un chiaro rapporto di corresponsabilità, le trasformazioni, il cambiamento e i programmi di sviluppo dell’industria editoriale e dell’indispensabile qualificazione dell’ informazione proposta al pubblico. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ritiene che sia indispensabile mettere i punti fermi e chiarire con la controparte, in tempi brevi, la delimitazione del quadro delle compatibilità. Non è tempo di ritualità per nessuno. La giunta della Fnsi ha deciso oggi di confermare per mercoledì 10 dicembre prossimo la riunione della Commissione Contratto e per il giorno dopo, giovedì 11 dicembre di convocare la consulta dei Comitati e Fiduciari di redazione”. (WWW.FNSI.IT)
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III. 22 novembre 2008.
CONTRATTO. Siddi: “La Fieg non si arrocchi su casi gestionali particolari. Non ci sono giornalisti buoni per la rottamazione”.
Cagliari, 22 novembre 2008. Il nuovo contratto dei giornalisti non è una necessità esclusiva della categoria ma un'opportunità indispensabile per l'industria dell'informazione, soprattutto in un contesto socio-economico difficile. L'ha sottolineato il segretario della Fnsi, Franco Siddi, chiudendo un'assemblea dell'Assostampa sarda che ha rinnovato pieno sostegno all'azione della Segreteria nazionale e della commissione contratto. «L'auspicio è che in questo momento di difficoltà delle trattative la Federazione degli Editori non si arrocchi - ha detto Siddi - su casi gestionali particolari, ma comprenda a pieno il cambiamento posto in campo dalla Fnsi per un governo serio del sistema, sia per i mutamenti evidenti di scenario, sia per la cura delle criticità emergenti. I punti di incontro sulla multimedialità e anche sulla collaborazione professionale (multitestata dei giornalisti) sono di assoluto valore e rappresentano un contributo decisivo del sindacato. Altra cosa sono le disponibilità alla mobilità nei processi di riorganizzazione aziendale, che non possono essere gestiti - ha osservato - con la logica della postalizzazione del giornalista bensì tenendo conto della sua qualificazione che diventerà sempre di più il valore dominante per la ripresa e il successo di qualsiasi giornale o azienda che proponga informazione al pubblico su qualsiasi mezzo di comunicazione». Quanto alle crititicà economiche e ai processi di riorganizzazione che si delineano in molte aziende italiane, il segretario della Fnsi ha detto che il sindacato dei giornalisti ne ha piena consapevolezza e intende affrontarli «secondi i principi tipici della professione e con la copertura degli interventi di socialità (ammortizzatori) perché sia ben chiaro che non c'è nessuno da rottamare, ma laddove altri sistemi saranno impraticabili sarà necessario assicurare la necessaria tutela sociale e di reddito a chi dovesse trovarsi costretto in questa situazione». (ANSA).
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IV. 28 novembre 2008.
Il presidente della Fieg, Carlo Malinconico: “La trattativa va avanti” Siddi:"Martedì verificheremo le volontà di fare veramente un contratto nuovo"
Roma, 28/11/08. La trattativa tra Federazione nazionale della Stampa e Federazione italiana degli editori per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da quasi quattro anni, va avanti: il prossimo incontro tra le parti è previsto per martedì 2 dicembre. Lo ha spiegato il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, rispondendo ai giornalisti a margine del convegno 'Nati digitali', organizzato all'Accademia dei Lincei in memoria di Giovanni Giovannini, storico presidente della Fieg e dell'Ansa. ''Non c'è stato nessun rallentamento nei contatti tra Fieg e Fnsi sul contratto - ha detto Malinconico - ma è semplicemente saltato un incontro per motivi di agenda. Le parti si rivedranno martedì e ne sono lieto. Si continua a lavorare, come è stato fatto finora, sulla base dei progressi raggiunti''.
Il presidente della Fieg ha spiegato che ''il nodo della trattativa sta da un lato nella necessità di agevolare la modernità nel rapporto di lavoro, adeguandolo a esigenze organizzative basate sulle nuove tecnologie, su maggior flessibilità, sulla possibilità di dare al prodotto giornalistico la vivacità necessaria per mantenere quote di mercato. È su questa linea che dobbiamo muoverci''. L'altro aspetto essenziale, ha aggiunto Malinconico, ''è quello economico sul quale dobbiamo vedere come si posizioneranno le diverse istanze''. Il confronto sulla parte economica partirà contestualmente alla chiusura sulla parte normativa: ''è proprio questa prima parte del confronto - ha concluso il presidente della Fieg - quella più capace di dare una svolta''. (ANSA)
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V. 2 dicembre 2008.
“Pausa di riflessione" delle parti nella trattativa per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg. Restano le distanze sull'inquadramento dei vertici giornalistici e il lavoro e le prestazioni a livello inter-aziendale e infra-gruppo
Roma, 02/12/08. Rischia di rompersi la trattativa tra la Federazione nazionale della stampa e la Federazione degli editori per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da quasi quattro anni. Dopo il lungo incontro di oggi nella sede della Fieg, le parti hanno concordato una pausa di riflessione per vedere se il negoziato può' andare avanti senza disperdere i risultati raggiunti finora. Un nuovo round potrebbe tenersi martedi' o mercoledi' della prossima settimana.
Se in questi lunghi mesi di contatti tra le due delegazioni - quella della Fieg guidata da Alberto Donati, quella della Fnsi dal segretario Franco Siddi - le posizioni di giornalisti ed editori si sarebbero avvicinate sul fronte della multimedialità, restano sul tavolo essenzialmente due scogli: l'inquadramento giuridico delle figure di vertice delle redazioni, cioè direttore, vicedirettore e condirettore, e in particolare la possibilità di risolverne il rapporto di lavoro al venir meno del rapporto fiduciario; la questione del rapporto di lavoro e delle prestazioni a livello inter-aziendale e infra-gruppo, in pratica cioè la possibilità per i grandi gruppi di spostare i giornalisti tra diverse testate o iniziative. Se il primo nodo, a quanto si apprende, sembra più difficile da sciogliere, sul secondo Fieg e Fnsi appaiono decisamente più distanti.
Resta al palo la questione dell'adeguamento economico e della struttura della retribuzione dei giornalisti, compreso il problema degli scatti di anzianità: aspetti che la Fieg intende affrontare solo dopo aver chiuso il confronto sulla parte normativa del contratto.
Nel primo round di questa mattina, la delegazione della Fnsi - presente anche il presidente Roberto Natale - ha illustrato agli editori anche le proprie posizioni sulla regolamentazione dei contratti a termine e ha presentato le proprie richieste di aggiornamento del protocollo relativo al lavoro autonomo. Nel pomeriggio, nel corso del dibattito, si sarebbe arrivati a un passo dalla rottura.
La trattativa non e' saltata, ma resta appesa a un filo. Domani e' previsto un comitato di presidenza della Fieg, peraltro gia' in programma: in quella sede con ogni probabilita'
sara' valutato l'esito dell'incontro di oggi e si decidera' il da farsi. Restano confermate anche le riunioni della commissione contratto della Fnsi, prevista per mercoledi' 10 dicembre, e della consulta dei comitati di redazione, in calendario giovedi' 11. Ragionevolmente il nuovo incontro tra le parti si terra' prima di questi due appuntamenti. (ANSA).
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VI. 10 e 11 dicembre 2008.
CONTRATTO. Le assemblea della Commissione Contratto e dei CdR (10 e 11 dicembre 2008). Cdr e fiduciari di redazione alla Fnsi: “PROSEGUIRE SENZA ALCUNA ESITAZIONE IL NEGOZIATO, RESPINGENDO LE PROVOCAZIONI DELLA FIEG”. Disponibilità per le “iniziative di lotta ritenute necessarie”. Il segretario generale Siddi ha spiegato che punti centrali della trattativa, «condivisi con convinzione» dai Cdr, sono: «patto generazionale, tutela dell'occupazione, tutela sindacale e tutela del lavoro nelle nuove realtà multimediali». La conferenza ha quindi confermato «la ferma volontà di giungere in tempi rapidi alla firma di un contratto», che tuteli le fasce più deboli e garantisca il potere di acquisto degli stipendi.
IL DOCUMENTO FINALE DELLA CONFERENZA DEI CDR
Roma, 11 dicembre 2008. «La conferenza nazionale dei Comitati e fiduciari di redazione, riunitasi a Roma l'11 dicembre 2008, ascoltata la relazione del segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, la approva, condividendone le forti preoccupazioni per la fase di estrema difficoltà che caratterizza il confronto in atto con gli editori in un contesto economico e sociale di inedita gravità». Si apre così il documento della conferenza nazionale dei Cdr, approvato oggi, alla fine dell'assemblea, con 110 sì, 20 no e 2 astensioni. «Patto generazionale, tutela dell'occupazione, tutela sindacale e tutela del lavoro nelle nuove realtà multimediali -si legge nel documento- sono concetti che -nseriti dal segretario nella sua relazione e punti centrali della trattativa contrattuale- vengono condivisi con convinzione». «La Conferenza conferma la ferma volontà di giungere in tempi rapidi alla firma di un contratto nazionale di lavoro che sia sostenibile per tutta la categoria, capace di tutelare le fasce più deboli, di garantirne un futuro dignitoso con un adeguato potere di acquisito degli stipendi nell'ambito di una reale crescita professionale, riuscendo al contempo a sostenere gli istituti economici della professione», prosegue il documento.
È però necessario che la categoria, prima di giungere alla conclusione del negoziato contrattuale -sottolinea la conferenza del Cdr- possa disporre di un quadro complessivo quanto più completo possibile sia per quanto riguarda la parte normativa sia per quanto riguarda quella economica. Condizione indispensabile perchè i Cdr, quali rappresentanti delle redazioni, possano esprimere una valutazione generale disponendo di tutti gli elementi maturati, non ultimi quelli relativi alle buste paga e alla dinamica salariale». Secondo i Cdr, «non si può lasciare agli editori mano libera nel settore dei trasferimenti con il serio rischio che questo possa divenire un'arma di ricatto nei confronti delle redazioni. È per questo che si chiede che l'intera questione possa essere normata con l'inserimento di precisi confini, tali comunque da garantire i diritti già previsti dal contratto, senza alcuna concessione che possa stravolgere l'attuale sistema di garanzie. Le nuove leggi sul mercato del lavoro devono trovare nel CNLG sostanziale compatibilità con il lavoro giornalistico evitandone lo stravolgimento». Inoltre, si legge nel documento finale, «dal confronto con gli editori non possono restare fuori gli aspetti riguardanti la qualità del lavoro e dell'informazione. Non sono accettabili imposizioni editoriali che pieghino gli spazi, le forme e i contenuti informativi alle, pur legittime, esigenze pubblicitarie».
«A conclusione dei lavori, i comitati e i fiduciari di redazione -conclude il documento- invitano la segreteria della Fnsi a proseguire senza alcuna esitazione il negoziato contrattuale, esplorando tutte le soluzioni possibili e respingendo le provocazioni degli editori, proponendo anche le iniziative di lotta che si riterranno necessarie e appoggiando quelle già annunciate e attuate dai singoli Cdr e dai coordinamenti. Il negoziato è -al momento- l'obiettivo prioritario ma deve, caratterizzarsi esplorando già da domani mattina la disponibilità degli editori ad un confronto immediato e a tutto campo senza soluzioni di continuità. Dalla costanza dell'impegno negoziale e dalla pervicace volontà di giungere alla firma di un accordo sostenibile e dignitoso, deriva la possibilità di garantire a tutti i giornalisti un contratto che salvaguardi la professione e i posti di lavoro». (Adnkronos)
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VII. 30 dicembre 2008
CONTRATTO. Fnsi (30 dicembre 2008): “.“Vogliamo chiudere il confronto sulla parte normativa del Cnlg che attiene alla qualità del lavoro, alle condizioni di libertà e indipendenza dell'informazione nei processi di trasformazione dell'industria del settore”.
Roma, 30 dicembre 2008. «La Fnsi è pronta ad un chiarimento definitivo con gli editori per il rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti. Il 14 e il 15 gennaio prossimi la segreteria del Sindacato di categoria tornerà ad incontrare la delegazione della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) per verificare fino in fondo le possibilità di chiusura del confronto sulla parte normativa del contratto, che attiene alla qualità del lavoro, alle condizioni di libertà e indipendenza dell'informazione nei processi di trasformazione dell'industria del settore. Dovrà quindi subito seguire la verifica delle compatibilità economiche, in presenza di un quadro retributivo bloccato da quattro anni». È quanto si legge in una nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. «In questi ultimi giorni dell'anno, dopo le conclusioni della conferenza dei comitati di redazione, Fnsi e Fieg hanno continuato il lavoro di verifica tecnica già avviato e che sarà portato a valutazione negli incontri formali di metà gennaio -continua la nota Fnsi- La Segreteria e la Giunta della Federazione della stampa, in vista degli appuntamenti programmati con la controparte, si riuniranno l'8 e il 9 gennaio prossimi». «Il Sindacato dei giornalisti è più che mai impegnato a ottenere risposte positive per il necessario nuovo contratto, ritenuto, anche dalle più importanti cariche dello Stato, garanzia primaria per una stampa libera e per un'informazione professionale capace di generare valore.La congiuntura rende il passaggio contrattuale ancora più decisivo ed ineludibile anche del recente passato».
«Accanto ad esso sarà importante il tavolo governativo per il quale si è impegnato direttamente il Presidente del Consiglio -continua la nota Fnsi- I grandi cambiamenti dell'industria dell'informazione e la necessità di disporre azioni di sistema per favorirne lo sviluppo e sostenere l'occupazione richiedono, infatti, adeguati interventi pubblici per determinare la crescita ed affrontare con coerenza, rispetto alle politiche economiche e sociali, tutte le fasi dei nuovi processi, dalle eventuali criticità al rilancio». (Adnkronos)
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VIII. 9 gennaio 2009.
Dalla Fnsi iniziative per la ripresa del negoziato contrattuale, la previdenza, la riforma dell'editoria. Gli incontri con gli editori si terranno il 15 e il 16 gennaio.
Roma, 09/01/09. “La Fnsi ha definito nel corso di due giornate di riunioni, della Segreteria nazionale e della Giunta Esecutiva, le linee guida, sia tecnico giuridiche che di sostenibilità politico sindacale, con cui la propria delegazione si ripresenterà la prossima settimana al tavolo di confronto con la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) per il rinnovo del contratto dei giornalisti italiani. Gli appuntamenti slittano di un giorno rispetto alla previsione originaria fatta alla fine dello scorso anno. Gli incontri con gli editori si terranno infatti, a Roma, il 15 e il 16 gennaio, anziché il 14 e il 15 per sopraggiunte esigenze organizzative di una delle parti.
In questo periodo, tuttavia, nello spirito dei mandati della Giunta esecutiva e delle indicazioni della Conferenza dei Comitati di redazione e dei Fiduciari, la Segreteria della Fnsi e la sua struttura tecnico operativa hanno proseguito ininterrottamente nel loro lavoro di sviluppo del negoziato sui binari degli approfondimenti e dell’esplorazione di tutte le soluzioni per un positivo sbocco per la vertenza.
Gli organi direttivi della Fnsi hanno confermato la ferma volontà di pervenire a un contratto che rinsaldi il patto generazionale, precisi gli strumenti di tutela dell’occupazione, di espressione e partecipazione sindacale, di garanzia di professionalità e qualità delle nuove realtà multimediali, allo scopo di garantire un futuro dignitoso a tutti i colleghi con adeguato potere di acquisto degli stipendi nell’ambito di una reale crescita professionale.
Il sindacato dei giornalisti attende dagli editori una risposta di respiro strategico che consenta, anche attraverso un nuovo contratto di lavoro dei giornalisti, di sostenere strategie importanti di sviluppo dell’industria dell’informazione e di recupero del valore dell’informazione professionale quale perno essenziale di un’attività che deve generare la nuova ricchezza, morale e materiale, un reale mercato del pluralismo dell’informazione.
Segreteria e Giunta della Fnsi, in questo quadro, sollecitano, nello stesso tempo, il Governo ad una accelerazione nella definizione dei percorsi per la messa a punto dei progetti di riforma della legislazione per l’editoria e l’occupazione professionale nel settore.
Gli stati generali dell’informazione, annunciati dal Sottosegretario all’Editoria, Paolo Bonaiuti, e l’impegno assunto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per favorire la definizione delle relazioni contrattuali tra giornalisti e editori, possono diventare appuntamenti importanti. C’è bisogno di adeguata preparazione per la definizione delle linee guida sui cui far esprimere le migliori risorse dei mondi dell’editoria, del lavoro e delle istituzioni al fine di un quadro quanto più possibile condiviso degli interventi caratterizzanti di una indispensabile riforma.
Giunta e Segreteria, nel frattempo, hanno dedicato una particolare attenzione alle questioni degli interventi sociali per i giornalisti colpiti dagli stati di crisi aziendali e per i colleghi titolari di solo rapporto di lavoro autonomo.
Sul primo punto è stata confermata la linea di sostegno alle iniziative per una modifica agli ammortizzatori sociali per il settore che non possono gravare più esclusivamente sull’Inpgi e quindi sui contributi destinati a pagare le pensioni.
Sul secondo si è preso atto positivamente della decisione dell’Inpgi, non più derogabile, di applicare da quest’anno le nuove aliquote previdenziali (2/3 a carico degli editori, 1/3 a carico del giornalista, con obbligo di versamento in capo ai primi) a tutela del lavoro autonomo. Una decisione obbligata, quanto indispensabile, questa, dopo l’accordo ministeriale di 15 mesi fa e la successiva legge di conversione che aveva recepito parzialmente quell’intesa. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana continua a sostenere con forza - in un’azione condivisa anche con gli editori - l’esigenza che il governo proceda rapidamente a finanziare la seconda parte dell’intesa attraverso l’apposito fondo per gli sgravi contributivi previsti per gli editori”.
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IX. 15 gennaio 2009
CONTRATTO: TRATTATIVA IN CORSO CON DIFFICOLTÀ.
Roma, 15 gennaio 2009. È in corso da stamattina, con una lunga sospensione pomeridiana, la trattativa tra la Federazione italiana della stampa e la Federazione italiana editori giornali, sul contratto nazionale che dovrebbe proseguire tra stasera e domani ma al momento andrebbe avanti con difficoltà. La Fnsi, a quanto si apprende in ambienti del sindacato, ha comunque accolto positivamente la posizione del presidente della Fieg Carlo Malinconico, espressa questo pomeriggio a margine dell'audizione alla Commissione Cultura della Camera. Malinconico si era augurato che «si passi a parlare della parte economica, una volta risolti gli aspetti normativi sui quali c'era stato un avvicinamento significativo tra le parti». (ANSA).
CONTRATTO. FIEG: “C'È AVVICINAMENTO SIGNIFICATIVO”.
Malinconico: «Sarà complicato mettere d'accordo le parti sugli aspetti economici, ma almeno vorrebbe dire che sulla parte normativa è stato raggiunto un punto di equilibrio. Il nodo resta quello della flessibilità nell'impiego dei giornalisti tra aziende diverse appartenenti allo stesso gruppo”.
Roma, 15 gennaio 2009. Mentre è in corso l'incontro - previsto anche domani - tra Federazione della stampa e Federazione degli editori sul rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti, scaduto da quasi quattro anni, il presidente della Fieg Carlo Malinconico si augura che «si passi a parlare della parte economica, una volta risolti gli aspetti normativi sui quali c'era stato un avvicinamento significativo tra le parti». Interpellato a margine di un'audizione informale in commissione Cultura alla Camera, Malinconico non nasconde che «sarà complicato mettere d'accordo le parti sugli aspetti economici, ma almeno vorrebbe dire che sulla parte normativa (che è stata affrontata per prima, ndr) è stato raggiunto un punto di equilibrio». Il nodo resta quello della flessibilità nell'impiego dei giornalisti tra aziende diverse appartenenti allo stesso gruppo. (ANSA).